PROGETTO DI LEGGE SU OMOTRANSNEGATIVITA’ : CONTRARIE LE ASSOCIAZIONI FAMILIARI , I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE, BEN 9 CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA


La commissione Parità della assemblea legislativa della Regione,  dopo lunga discussione generale sul progetto di legge contro le discriminazioni di genere e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e sui numerosi emendamenti presentati, ha aggiornato alla prossima seduta la votazione dell’articolato.

La contrarietà di numerose associazioni in sede di udienze conoscitive, di tutti i consiglieri di minoranza e un folto  gruppo di 9  consiglieri di maggioranza( questi ultimi hanno proposto emendamenti alle parti più  aberranti del PDL) ha provocato una parziale frenata nella corsa alla approvazione.

Gli emendamenti presentati sono certamente migliorativi rispetto alla stesura iniziale , quali l’eliminazione dell’incomprensibile titolo del progetto, ovvero la “ omotransnegatività”e la revoca dei finanziamenti alle associazioni che sostengono l’utero  in affitto.

Come è certamente positivo  l’emendamento con il quale la surrogazione di maternità ( ovvero l’ utero in affitto)  è equiparata alla violenza sessuale e all’abuso sui minori.

Nello stesso emendamento la maternità surrogata è definita forma di sfruttamento della donna. Come è troppo noto la maternità surrogata in italia è vietata e giudicata intollerabile e distruttiva delle relazioni umane dalla Corte Costituzionale (2017).

C’è la fondata preoccupazione che una legge contro l’omofobia sia usata per far passare l’autorizzazione a comprare figli all’estero, presentandola come atto di libertà .

Spariscono le situazioni potenzialmente discriminatorie, mentre permangono da chiarire alcune affermazioni apparentemente generiche  che possono configurare la violazione della libertà di pensiero . In buona sostanza ogni opinione diretta ad esprimere parere contrario alle richieste degli LGBT è un diritto e non certamente un reato!

Il progetto prevede  il coinvolgimento dei genitori e delle famiglie, ma va chiarito che  l’articolo 30 della Costituzione garantisce ai genitori la libertà di scelta educativa e quindi, evidentemente, anche quella di educare i figli affermando che il sesso biologico corrisponde al genere e che non esistono altre  opzioni di genere se non quella maschile e quella femminile, oppure di educare i figli sostenendo che la famiglia è quella indicata dall’articolo 29 della Costituzione.

C’è poi anche dell’altro ( evidentemente in Regione qualcuno scrive sotto dettatura di LGBT), ma ci fermiamo qui, in attesa di poter valutare i risultati dell’intero PdL..

Non nascondiamo però il malessere di fronte al progressivo disegno di scardinare progetti di vita basati sull’umanesimo a vantaggio di quelli basati sul desiderio e sul capriccio.