PENSIONI :DALLA OPZIONE DONNA PASSIAMO ALLA OPZIONE MAMMA


PENSIONI: passiamo dalla Opzione Donna alla OPZIONE MAMMA
Un grosso paradosso del nostro sistema pensionistico è dovuto al fatto che coloro che più di tutte contribuiscono a garantire l’equilibrio del sistema, sono le più penalizzate in assoluto.
Parlo delle madri lavoratrici, che mettono al mondo quei figli che poi, con il loro lavoro, garantiranno il pagamento delle nostre pensioni. Spesso queste mamme, proprio per poter stare dietro ai compiti di cura, nella migliore delle ipotesi devono rinunciare alla carriera, oppure devono ricorrere al part time, se non addirittura rinunciare al lavoro.
Ne consegue una riduzione dei contributi versati, e quindi pensioni sempre più bassa e sempre più lontane da raggiungere.
Per le mamme con più figli, poi, questa discriminazione si moltiplica per il numero stesso dei figli.
Per ovviare a questa iniquità, è fondamentale introdurre dei correttivi che riconoscano alle mamme lavoratrici con figli:
• un premio previdenziale per ogni figlio (es. contributi figurativi aggiuntivi)
• l’eliminazione di eventuali penalizzazioni per uscite anticipate dal lavoro
• la possibilità di abbassamento ulteriore della età pensionabile, sempre in base al numero dei figli.
Tali principi dovrebbero essere considerati sin da ora nella formulazione della quota 100; non solo, ma si potrebbe ipotizzare il superamento (o l’affiancamento) all’opzione donna (possibilità di uscita anticipata con 35 anni di contributi e 57 anni e 3 mesi di età, con calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo) con l’opzione mamma (in cui si può ipotizzare o un sistema di calcolo misto, anziché solo contributivo, oppure l’aumento di contributi figurativi per ogni figlio).
Facciamolo, adesso!!!

( Alfredo Caltabiano – presidente Forum Emilia Romagna)