Patto Associativo


Patto Associativo dell'Associazione nazionale
FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

– 01 Il Forum delle associazioni familiari riconosce la famiglia come soggetto sociale e politico, in quanto luogo naturale di maturazione e di crescita della persona attraverso i rapporti tra i sessi e le generazioni. Come tale essa s'inserisce nel quadro di democrazia sociale in cui convivono gli altri soggetti singoli e/o associati nell'ambito civile e religioso.

– 02 Il Forum riconosce le associazioni, i movimenti e le organizzazioni che operano a favore della famiglia quali soggetti rappresentativi delle famiglie per l'intervento in campo sociale e politico, in ambito nazionale, europeo ed internazionale.

Principi antropologici e politici

– 03 Il Forum assume come fondamento e fine del proprio operare la persona umana e la considera nella sua unità psicofisica dal concepimento alla morte naturale, nella dinamica delle sue relazioni di coppia, familiari e sociali.

– 04 Il Forum ritiene che i diritti della persona, anche se riconosciuti come diritti del singolo, abbiano una fondamentale dimensione relazionale, che trova soprattutto nella famiglia la sua nativa e vitale espressione e il suo armonico sviluppo.

– 05 Il Forum si richiama alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (New York-10-12-1948), che all'art. 16, comma 3 afferma: «La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato».

– 06 Il Forum assume la Convenzione sui Diritti del Fanciullo (New York – 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con Legge 27 maggio 1991, n. 176) [G.U. 11.06.1991, n. 135], che nel preambolo recita «convinti che la famiglia, unità fondamentale della società ed ambiente naturale per la crescita ed il benessere di tutti i suoi membri ed in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l'assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività».

– 07 Il Forum, in accordo con la Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, «riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» [art. 29], istituzione ontologicamente preesistente al patto sociale e politico costituito dai cittadini.

– 08 La famiglia, formazione sociale avente carattere di società intermedia fra Stato e cittadino, riceve tutela dall'ordinamento giuridico, anche alla luce dell'art. 2 della Costituzione della Repubblica italiana, che «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità».

– 09 Il Forum si riferisce alla famiglia e alla tutela dei suoi diritti inalienabili e di quelli dei suoi membri, cos“ come sono specificati nella Costituzione della Repubblica italiana, in modo particolare e preminente negli articoli n. 4 [diritto al lavoro], n. 30 [tutela di ogni figlio], n. 31 [provvidenze], n. 32 [tutela della salute], n. 33 [trattamento scolastico equipollente], n. 34 [diritto allo studio], n. 36 [retribuzione lavorativa sufficiente], n. 37 [la donna e la madre lavoratrici], n. 38 [inabili, anziani, disoccupati], n. 53 [concorso alle spese pubbliche].

– 10 Il Forum fonda la sua ispirazione ideale e programmatica nella «Carta dei diritti della famiglia» promulgata dalla Santa Sede, firmata da Papa Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1983, costituita da un preambolo e da 12 articoli, indirizzata principalmente ai Governi nazionali e ai pubblici poteri, e rivolta anche come messaggio a tutti gli uomini.

La famiglia nella società

– 11 La famiglia ha diritto alla tutela anche come istituzione basilare per il funzionamento dell'economia e dell'intera società. Essa, infatti, produce per la persona beni e servizi, che costituiscono anche valori economici; investe e ridistribuisce risorse; realizza prestazioni di cura alle persone, particolarmente rilevanti in caso di malattia, invalidità, vecchiaia; realizza reti di solidarietà quotidiana e determina l'ampiezza della popolazione. Le decisioni e i comportamenti delle famiglie sono di natura sia pubblica che privata in quanto spaziano dalla nascita, mantenimento ed educazione delle nuove generazioni, alla trasmissione di valori, culture ed esperienze intergenerazionali, alla educazione all'amore ed al rispetto della natura, allo sviluppo della sensibilità verso quanto è bello, buono, giusto, grande, al vero, premessa e garanzia di una più vasta armonia sociale.

– 12 La famiglia, essendo la prima cellula di umanità associata, è la culla e il luogo ordinario della promozione culturale e psicologica degli affetti e della solidarietà interumana; del raggiungimento dell'identità di uomini e di donne partendo dalla condizione biopsichica di ciascuno; della risposta significativa ai bisogni fondamentali dell'essere umano. Per queste fondamentali funzioni alla famiglia deve essere riconosciuto adeguato sostegno.

– 13 La famiglia è soggetto autonomo nel campo delle scelte e dei comportamenti; di conseguenza lo Stato, in tutte le sue articolazioni, per il principio di sussidiarietà che ispira la Costituzione, deve promuovere e favorire l'iniziativa responsabile e la capacità associativa delle famiglie.

– 14 Le politiche familiari dello Stato non devono essere implicite o indirette, centrate su generici bisogni differenziati lungo il ciclo di vita individuale; bens“, valorizzando la famiglia come bene relazionale, devono garantire ad essa una serie di diritti sociali specifici, già previsti dall'Ordinamento giuridico per la famiglia in quanto tale, in vista dei compiti che è chiamata a svolgere.

– 15 Inoltre le politiche familiari non devono limitarsi all'ambito meramente assistenziale di lotta alla povertà e all'indigenza, ma devono avere caratteristiche sociali di promozione e di tutela della famiglia in quanto tale.

– 16 La famiglia deve essere riconosciuta quale soggetto attivo, consapevole e responsabile, titolare di doveri e diritti all'interno del sistema dei servizi alla persona, con particolare riferimento agli ambiti culturale, scolastico, lavorativo, sociale, assistenziale, sanitario, giuridico, psicologico e relazionale e deve poter fruire delle relative adeguate misure economiche.

– 17 Lo Stato, nelle sue diverse articolazioni anche territoriali, deve valutare attentamente la ricaduta sulle famiglie di tutte le sue decisioni di ordine politico, economico, fiscale, scolastico, sociale e sanitario.

Le Associazioni familiari

– 18 Le associazioni familiari costituiscono una risorsa di autonomia, di responsabilità e di solidarietà di grande importanza per il bene comune.

– 19 Le associazioni familiari hanno come compito ed obiettivo la difesa, la tutela e la promozione dei diritti della persona, dell'istituzione familiare, delle singole famiglie e dei loro membri. Esse inoltre costituiscono, in presenza di bisogni e problemi specifici, luogo privilegiato di confronto, di sostegno, di ricerca e di attivazione di servizi indirizzati ai membri del nucleo familiare.

– 20 Le associazioni familiari intendono far crescere nelle famiglie e nella società la consapevolezza degli inalienabili diritti di «cittadinanza» della famiglia nella convivenza civile e si propongono come strumento di rappresentanza delle famiglie stesse presso le istituzioni.

Il Forum delle Associazioni familiari

– 21 Il Forum, nella sua specificità di soggetto politico e culturale, ricerca, propone e promuove adeguate politiche familiari, funzionali alla formazione e alla crescita delle famiglie, nel pieno e libero svolgimento dei loro compiti e funzioni. Verifica gli effetti sulle famiglie delle politiche legislative, governative, amministrative, sindacali e dei pronunciamenti della magistratura, denunciando possibili situazioni inadeguate o controproducenti per la famiglia.

– 22 Il Forum intende valorizzare l'associazionismo delle famiglie e per le famiglie, curarne lo sviluppo e favorire un'attenzione positiva nei suoi confronti da parte di Istituzioni ed organismi sociali.

– 23 Il Forum nell'attuare i suoi compiti, cos“ come espressi nello statuto, persegue una metodologia che utilizza i principi e le regole della democrazia, in cui sono privilegiati: il libero confronto, il dialogo rispettoso e franco, il superamento di posizioni autocentriche, l'orientamento al bene comune dei cittadini e delle famiglie, la concertazione programmatica ed operativa, l'osservanza franca e leale delle decisioni assunte, il rifiuto di posizioni che inficino gli orientamenti programmatici, l'autonoma responsabile attività delle associazioni e dei movimenti e delle altre organizzazioni, membri o meno del Forum, statutariamente volte a tutelare i diritti delle famiglie e ad offrire supporti e servizi ad esse.

– 24 Il Forum adotta il principio della sussidiarietà, intervenendo con maggiore forza, incisività e visibilità laddove sia insufficiente o debole l'iniziativa delle singole organizzazioni familiari socie, o quando si ravvisa l'opportunità di un'azione sinergica o convergente, stimolando e potenziando l'attività delle stesse. Le suddette organizzazioni contribuiscono solidalmente alle iniziative concordate e approvate in assemblea, impegnandosi a sostenerle, comunque a non ostacolarle, secondo le proprie possibilità e gli scopi statutari, cosicchŽ si manifesti la loro condivisione delle concezioni ideali e delle finalità espresse nello Statuto.

– 25 Gli aderenti al Forum, soci ed osservatori, singolarmente o attraverso il confronto operativo nelle Commissioni, propongono iniziative, che il Forum stesso può assumere come proprie, o che delega, se del caso, tramite patrocinio o che affida, per un'autonoma attuazione, alle singole organizzazioni familiari sotto la loro esclusiva responsabilità.

– 26 Il Forum ricerca con perseveranza la solidarietà ideale ed operativa con quanti, persone singole, associazioni, enti ed istituzioni, centri culturali e scientifici, intendono promuovere obiettivi e mettere in atto strumenti a favore dell'istituto familiare, rispettando la doverosa distinzione di ambiti, competenze e responsabilità.

– 27 La «Carta dei diritti della famiglia» della Santa Sede (22 ottobre 1983) fa parte integrante del presente «Patto associativo».

Roma, 29 maggio 1999