LA PASSIONE EDUCATIVA : RIFLESSIONI SULLA QUARESIMA 2018


 

“LA PASSIONE EDUCATIVA” RIFLESSIONI SULLA QUARESIMA

 

                                  Parto da una costatazione: la modernità è ricca di incentivi, di strumenti, di sollecitazioni e di scoperte formidabili ma è povera di passione per il destino buono dell’uomo ed è vuota di motivazioni profonde. E’ affannata per l’immediato, per il comodo, per l’interesse privato, per il successo a buon mercato, è indifferente al bene vero, alla realizzazione dell’umano.

Ci sono uomini e donne che sono fisicamente perfetti: vedono, sentono, parlano ma non sanno guardare dentro la realtà; sentono soltanto ciò che suscita i loro pruriti; non sanno valutare i segni dei tempi.

Anche nella vita del popolo di Dio si è affievolita la fede: Gesù è ridotto a devozione, a rito, a formalità: non è una presenza riconosciuta seguita; non è la compagnia quotidiana del proprio cammino umano per cui si guarda soltanto l’apparenza, ci si lascia guidare dalle mode del momento, dalle ideologie persuasive istillate dal martellamento dei massmedia. Svaluta tutto con il metro della cultura dominante e non con l’intelligenza della fede:

Uno dei problemi preoccupanti della vita di oggi è quello educativo, formativo. Non riguarda principalmente le giovani generazioni, riguarda anche la generazione precedente, riguarda noi adulti. E’ vero che spesso ci si trova impotenti o disorientati di fronte alla complessità delle nuove situazioni, alla sensibilità diverse dei giovani, al cambiamento così veloce di mentalità ma è altrettanto vero che noi per primi ci siamo lasciati svuotare di es erienze si nificative di valori non ne oziabili e abbiamo erso il usto della lotta er li ideali randi.

Forse, e senza, forse, l’esperienza della fede è così flebile, così ridotta al lumicino di candela che non abbiamo più la forza di combattere la buona battaglia della vita di fede (invece di ruggire, miagoliamo).

Ma se noi oggi siamo qui è segno che c’è qualcuno e, quanti al mondo, che hanno la speranza certa della vittoria del bene dell’attrattiva vincente di Gesù.

La sapienza che è Cristo, risplenderà, ridiventerà scuola di vita attraverso i testimoni, attraverso coloro che vivono con semplicità, con autenticità la compagnia di Gesù, dentro le vicende del mondo e uindi dentro al roblema dell’emergenza  educativa. Siamo nel tempo della quaresima: quaranta giorni di cammino verso la Pasqua, la Resurrezione. E’ un cammino e quindi anche una fatica, ma un cammino.

per imparare il metodo della lotta della  bene sul male ,  al proprio destino buono, per un interesse intelligente a tutto e a tutti così che risplenda la bellezza della vita, vita.

Il vangelo di Matteo ( MtA1-11 ), il vangelo delle tentazioni di Gesù, ci conferma che la vita è una lotta una_battaglia contro il demonio colui che divide l’uomo da Dio e quindi da sé stesso di conseguenza dagli altri generando inimicizia. Il modello e il sostegno, in questa lotta, è Gesù: in Lui c’è il metodo e la forza per affrontare la battaglia: per rimanere radicati in Dio, uniti in sé stessi, perseveranti nella comunione. Lui, Gesù, e sperimentabile, nella vita di comunione che è la chiesa, Lui è la pietra angolare su cui costruire la vita vera.

La vita dell’uomo è fame e sete di pienezza: guai all’uomo che si accontenta.

Gli idol_iu (il piacere, potere, pecunia) illudono e poi deludono e generano violenza. La vita reale di comunione mantiene vivo il desiderio di pienezza, tiene desto cuore e mente così da avere forte la consapevolezza che nessuno e niente è Dio al di fuori di Dio stesso che si è rivelato in Gesù.

Il Vangelo  della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, Mt. 17,1-9, rassicura che la lotta della vita con Gesù, vissuta nella comunione tra i fratelli, porta già dentro di sé il seme, lo splendore della pienezza: un umano vero già adesso così da esserne attratti e affascinati così da diventare attraenti e affascinanti. La vita di comunione non è un obbligo, non è una costrizione ma è un’attrattiva tale che in essa ci troviamo a casa: ” Facciamo qui tre tende…..” La vita di comunione vera, reale è la modalità con cui Cristo si rende compagnia significativa nella nostra vita, “hic et nunc” “qui è ora”, e noi possiamo fare l’esperienza di vivere da figli di Dio. La croce, la strada di quest’esperienza è l’obbedienza, la sequela, la verifica.

I santi i martiri, gli uomini e le donne vere, perché sono stati fedeli fino all’ultimo momento della loro vita, sono stati, e sono il volto splendente di Gesù sulla terra, guardando loro e quindi guardando il volto di Gesù noi possiamo diventare ciò che guardiamo. Così è per i giovani. Quali modelli di vita? Quali punti di riferimento? Quale fascino o quali risposte esistenziali possono avere i giovani di ieri e di oggi? Dove possono trovare anche oggi           esaurienti alle domande di fondo, o come risuscitare la domanda di senso, di pienezza?

Il Vangelo della Samaritana (Gv 4,5-42)  ci dice, fra l’altro, alcune cose importanti, consolanti, piene di speranza: per es. che Dio prende sempre l’iniziativa per primo; che Lui per primo ha sete che noi abbiamo sete di Lui;

che ci viene incontro ai pozzi della nostra vita quotidiana. Ma anche che noi non possiamo non essere alla ricerca di risposte; non possiamo non essere desiderosi, appassionati di felicità anche se sbagliassimo.

C’è però bisogno che dentro alla normalità della vita, dentro al normale ricercare ciò che ci può dissetare, ci siano luoghi e persone che ci  permettono di cercare ciò che davvero vale e cio’ che è permanente.

Anche oggi in questo tempo accecato anche per la perdita della ragione, non soltanto della fede, accecato per la cultura del sentimentalismo e dell’emozione, la presenza di Gesù, cioè l’esperienza della fede, le piccole comunità di fede, familiari, monastiche, aggregative sono capaci di rigenerare la vita, vita, di fare rinascere lo splendore della ragione, di ridaresenso e passione per il presente e il futuro. “Tu credi nel figlio dell’uomo? Ed egli rispose: “E chi è Signore, perché io creda in lui?” Gli disse Gesù: “Lo hai visto: è colui che parla con te” Ed egli disse: “Credo Signore” E si prostrò d’innanzi a Lui.Di che cosa soffre oggi l’uomo? Del dissesto del proprio io. Un’esperienza umana vera, dentro al quotidiano, permette la rinascita dell’umano.

ln Vietnam c’è una diocesi che ha un seminario con 400 seminaristi, ln una parrocchia del Vietnam, tutti i gÏornÎ co sono almeno trecento giovani che partecipano alla messa. ln Cina ci sono piccole comunità di fede che si trovano a pregare e leggere il vangelo senza prete, di nascosto, e da queste comunità escono giovani con la vocazione sacerdotale.

Sul Lago d’Aorta c’è una comunità di 90 suore di clausura, molte delle quali giovani. A Vitorchiano cè un altro convento di clausura: quando raggiungono il numero di 90, dieci vengono mandate nel mondo a fondare un nuovo monastero.

La presenza di Gesù, attraverso piccole comunità di fede quasi monastiche, rinnoverà sempre il cristianesimo.

Per questo bisogna essere fermi e forti nella lotta sapendo che Cristo ha già vinto.

 

Don Romano