LA CASSAZIONE : NON CI SONO DUE MADRI


Solo una persona per la legge italiana «ha il diritto di essere menzionata come madre nell’atto di nascita, in virtù di un rapporto di filiazione che presuppone il legame biologico e/o genetico con il nato». L’ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso di una coppia di donne omosessuali, unite civilmente.
 Sembra  emergere in Italia un pensiero forte che non si vuole rassegnare agli esperimenti sociali sulla pelle dei bambini.
La Corte Suprema di Cassazione ha riaffermato oggi il divieto di iscrivere all’anagrafe bambini con due donne indicate quali genitori.
La decisione riconferma i principi sanciti dalla Corte Costituzionale nel 2019.
Forse i giudici avranno deciso senza tener conto dell’impegno di tante Associazioni,  ma è certo che riproporre con coraggio la verità sull’essere umano e sulle relazioni familiari è indispensabile per offrire a tutti argomenti di normale buon senso contro la marea montante delle ideologie anti-umane.
Bene dunque la decisione della Corte, a conferma del vecchio adagio popolare: di mamma ce n’è una sola. E anche di papà.