IL WELFARE ITALIANO POGGIA SUI NOSTRI NONNI


     
 

Il Forum lo dice da tempo, adesso è l’istituto IPSOS, nell’indagine “I Senior di oggi in Europa”, a metterlo nero su bianco: le carenze di politiche sociali nel nostro Stato vengono, per la maggior parte, supplite dalla sollecitudine dagli over 65.

Rispetto ai coetanei europei, i nonni italiani sono i più parsimoniosi, e sono molto più coinvolti nella vita della famiglia di appartenenza rispetto alla media del continente: il 40%, infatti, aiuta economicamente i propri figli o altri membri della famiglia; per il 26,5% delle famiglie la pensione dei nonni costituisce l’unica fonte di reddito; il 37% degli italiani li reputa un fattore determinante per contribuire al reddito familiare.

L’apporto degli over 65 non è meramente economico: il 35% dichiara di badare ai nipoti, e il 25% di dare una mano nel disbrigo delle incombenze domestiche. Il 35% delle famiglie sostiene di considerarli un valido aiuto per seguire i bambini fuori dall’orario scolastico.

Una vera e propria missione quella dei nonni che, se dovesse essere remunerata, il salario sarebbe quantificato in quasi 2000€ mensili.

È quando leggiamo dati come questi che ci rendiamo conto di vivere in uno Stato dove lo straordinario diventa ordinario, dove si chiede troppo a chi già fa più delle proprie possibilità. I nonni devono fare i nonni, e non fungere da ammortizzatore sociale. Lo Stato italiano ha, nella prossima legge di bilancio, l’opportunità di rispondere al grido d’aiuto delle famiglie. È giunto il momento di ascoltarle