Riforma fiscale a misura di
famiglia, subito!
Dieci punti da ricordare.
1. La riforma del sistema
fiscale è tornata prepotentemente alla ribalta dell’agenda politica;
finalmente, perché da molto tempo è evidente che una radicale riorganizzazione
del prelievo fiscale commisurato ai carichi familiari è un’esigenza
imprescindibile delle famiglie italiane, per consentire loro di costruire con
serenità il proprio progetto familiare, per evitare che l’arrivo dei figli
desiderati coincida con la caduta nella povertà, per sanare una decennale
ingiustizia nei confronti delle famiglie, visto che attualmente “chi ha più carichi più paga”.
2. Riconosciamo peraltro che
il rigore nella gestione dei conti pubblici, il rientro dal deficit e la decisa
diminuzione del debito pubblico sono priorità irrinunciabili per il Sistema Paese, come è stato sottolineato anche dalle recenti
Raccomandazioni dell’Unione Europea. Condividiamo poi anche l’esigenza di
ridurre il peso delle fiscalità sulle imprese, rendendole più competitive, per
un più efficace rilancio della nostra economia, per la crescita complessiva del
sistema Italia, per consentire al nostro Paese di far fronte agli impegni di
risanamento del deficit. Le “Raccomandazioni”, inoltre, insieme alla urgente
richiesta di rientro dal deficit e dal debito pubblico per l’Italia,
riconoscono l’opportunità di un intervento di riforma del sistema
fiscale,orientato a generare maggiore occupazione.
3. Insieme a queste priorità tuttavia, riteniamo
altrettanto fondamentale, prioritario ed urgente restituire alle famiglie
italiane la possibilità di guardare al futuro in modo più positivo, consentendo
loro di adempiere il proprio compito unico e insostituibile, quello di far
nascere, crescere ed educare i figli desiderati, cioè, i cittadini di domani,
senza dei quali è chiaro che non ci sarebbe nessun sistema produttivo, nessun
Paese da far crescere o rilanciare. È ora di affermare con forza che le
esigenze delle imprese e delle famiglie non sono e non devono essere poste
in competizione, bensì concorrono entrambe al benessere collettivo e allo
sviluppo della nostra società.
4. Occorre quindi che ogni
intervento di riforma sul sistema fiscale agisca in modo da ridare equità e respiro alle famiglie italiane, soprattutto
a quelle con carichi familiari. Per questo il Forum delle Associazioni
Familiari ha elaborato da tempo una proposta, denominata FattoreFamiglia,
riconosciuto trasversalmente da numerose forze politiche e sindacali come uno
strumento semplice, fattibile, dotato della necessaria flessibilità e
soprattutto sostenibile anche nell’attuale difficile congiuntura economica. La
graduale introduzione del FattoreFamiglia consentirebbe– finalmente! – di
riconoscere dignità ai carichi che gravano su ogni famiglia.
5. Nello specifico, il FattoreFamiglia prevede di individuare una base di
reddito non tassabile, perché coincidente con il minimo vitale (la cosiddetta no
tax area), cui applicare un coefficiente di
carico familiare (appunto il FattoreFamiglia), parametrato
sulla numerosità e sulla tipologia dei carichi familiari che gravano sul
percettore di reddito. In questo modo, il livello minimo di reddito non
tassabile del contribuente viene calcolato tenendo effettivamente conto del suo
carico familiare. Si individua così una no tax
area a misura di famiglia, che quindi è sottratta all’imposizione
fiscale; ai redditi disponibili al di sopra di tale area si applicano poi le normali aliquote progressive
previste dal sistema fiscale.
6.
Se il
reddito risulta inferiore alla no tax area familiare
si applica una tassazione negativa, cioè un assegno erogato alla famiglia incapiente,
pari alla detrazione non goduta. Questa sarebbe una innovazione di assoluto
rilievo, che sana una situazione inaccettabile, che oggi, nel sistema attuale,
impedisce ai cosiddetti “incapienti” (i redditi più
bassi, in genere) di percepire i benefici legati alle detrazioni d’imposta. In
questo modo, si verrebbe incontro alle famiglie più vulnerabili, che più
soffrono per la crisi in atto, e che vedono con grave preoccupazione aprirsi
sotto di sé il baratro della povertà.
7. Si potrà obiettare: e la
copertura? Quanto costerebbe una simile misura, e dove trovare le risorse
necessarie? Secondo stime accurate, il FattoreFamiglia a
regime potrebbe comportare un costo di 16 miliardi di euro, ma la sua
introduzione graduale dovrebbe comportare il reperimento di circa 3-4 miliardi
all’anno per i prossimi 5 anni. Una simile operazione non è impossibile! Il
Forum ha partecipato attivamente ai tavoli convocati dal Ministro dell’Economia
in vista della riforma fiscale, e in quella sede ha presentato proposte
concrete per il reperimento delle risorse necessarie. In particolare è assolutamente possibile far
fronte all’impegno finanziario richiesto attraverso:
- la razionalizzazione della spesa pubblica,
- l’eliminazione mirata degli sprechi, a cominciare dai costi ormai fuori controllo della macchina politica,
- la riorganizzazione delle attuali esenzioni fiscali, che ammontano
a ben 480,
- l’aumento
anche limitato della tassazione sulle rendite finanziarie,
- i
maggiori introiti derivanti dall’aumento dei consumi conseguente all’aumento
del reddito delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti,
- la minore spesa socio-assistenziale per sostenere le famiglie
cadute sotto la soglia di povertà,
- il
progressivo recupero di gettito ottenuto contrastando la piaga dell’evasione
fiscale.
8. Per questo, chiediamo al
Governo e a tutte le forze politiche, sindacali, ed imprenditoriali di
confrontarsi con questa proposta. Noi crediamo che non si possa parlare di una
riforma fiscale equa ed efficace senza mettere a tema in modo esplicito,
diretto e conseguente la famiglia con i suoi carichi, sia dal punto di
vista quantitativo che qualitativo. Anzi, riteniamo che parlare genericamente
della riduzione delle aliquote vigenti, senza alcun riferimento alla situazione
famigliare dei percettori di reddito sia fuorviante, e incapace di produrre gli
effetti positivi desiderati. Per limitarci ad un solo esempio, abbassare di
qualche punto l’aliquota minima del 23%, nel caso di soggetti incapienti – che sono quasi sempre lavoratori di famiglie
monoreddito, con molti carichi famigliari e reddito medio basso – non
produrrebbe alcun effetto.
9. Siamo altresì contrari
all’ipotesi di recuperare risorse spostando la tassazione dalle imposte dirette
a quelle indirette in modo indifferenziato (in pratica, dall’IRPEF all’IVA);
ciò produrrebbe l’effetto perverso – e prevedibile con assoluta certezza - di
penalizzare ulteriormente chi è costretto, proprio dalla composizione della sua
famiglia, a spendere fino all’ultimo centesimo solo per garantire al suo nucleo
i beni basilari per sopravvivere dignitosamente. Oltre al danno la beffa!
Riteniamo cioè troppo rischioso, per le famiglie, il semplicistico slogan di
spostare le tasse “dalle persone alle cose”, se l’IVA verrà aumentata in modo
indistinto anche per i beni di prima necessità per i consumi familiari.
10. Lo scorso novembre, a Milano, la Conferenza nazionale sulle politiche familiari ha rilanciato con forza e in modo puntuale la “questione famiglia” nel nostro Paese, con esplicito riferimento al dettato costituzionale (Art. 29, 30 e 31, troppo disattesi finora). Ora è tempo che il Governo, che quella Conferenza ha promosso, passi dalle parole ai fatti. La riforma fiscale è il banco di prova ideale: se ancora una volta si percorrerà la strada di discuterne senza tener conto in modo corretto e rispettoso del soggetto famiglia, o peggio ancora penalizzandolo ulteriormente, sarà l’Italia intera che ne soffrirà, e la sua ripresa si allontanerà ulteriormente. È tempo di cambiare strada, prima che il declino del nostro Paese – che le statistiche demografiche mostrano in modo inconfutabile – sia irreversibile.
Pertanto:
-
sì ad una riforma fiscale che rilanci l’economia
-
sì alla riduzione del carico fiscale per le aziende
-
sì alla riduzione del carico fiscale per le famiglie,
non indiscriminato, ma modulato con il FattoreFamiglia
-
sì al
rafforzamento della lotta all’evasione fiscale
-
no a riduzioni indifferenziate dell’Irpef, senza
tenere conto dei carichi familiari
-
no all’aumento indistinto dell’IVA, che avrebbe
pesanti conseguenze sui consumi delle famiglie.
Giugno
2011.