Via del Monte, 5
– 40126 Bologna –
tel. / fax. 051 239702 e-mail: comitatoddf@hotmail.com
AiBi (amici dei bambini) –
ACLI – AFI (Ass. Famiglie per i Diritti della Famiglia) – AGE
– AGESC – Amici Scuola Materna Garagnani
– ANCIS Famiglia – AS.IT.O.I. –
Centro G. P. DORE – CIF – COLDIRETTI Emilia Romagna –
Movimento FAMIGLIE NUOVE – FAMIGLIE per l’ACCOGLIENZA – Famiglie
per il Didaskaleion
– FAMIGLIA PIU’
– Federazione Regionale VITA – FORUM Provinciale di
Reggio Emilia – Le Querce di Mamre –
MCL – MOICA – Cooperatori Salesiani Sacro Cuore – NOE’ – PROGETTO FAMIGLIA – SIDEF – UCIPEM.
AI LETTORI
In questo INSERTO SPECIALE n° 17 viene presentata la RELAZIONE CONCLUSIVA del presidente uscente del CDdF su “Le attività del Comitato nel triennio 2001-2004, durante l’ASSEMBLEA ELETTIVA del 12 giugno 2004 e viene inserita una sintetica relazione di Lucia Guglietta Morgillo, delegata del CDdF Emilia Romagna nella Commissione Scuola del FORUM nazionale. Conclude l’inserto speciale il Comunicato Stampa del 23 giugno 2004.
Assemblea
elettiva
del Comitato
regionale dell'Emilia Romagna per i Diritti della Famiglia.
Il nostro Comitato regionale, che
si è costituito il 10 gennaio 1991, attualmente raggruppa 25
associazioni, dato che nei giorni scorsi è giunta la richiesta di tre
associazioni.
Ma qual è lo scopo del
nostro Comitato? Forse potrà esserci utile
richiamarci allo statuto, che nell’art. 2 recita “…si prefigge di promuovere
e difendere i diritti della famiglia fondata sull’istituto del matrimonio, come
soggetto sociale e politico, secondo la Costituzione italiana e la Carta dei
diritti della Famiglia promulgata dalla Santa Sede”.
E per questo, dice ancora lo
Statuto all’art.3, “Il Comitato promuove con tutti i mezzi opportuni la
famiglia… nella realtà regionale; valuta le leggi regionali in atto e le
proposte di legge in materia che comunque, direttamente e/o indirettamente,
coinvolgono la realtà familiare ed avanza eventuali proposte alternative;
interloquisce con le istituzioni pubbliche, ai diversi gradi e livelli
(regionale, provinciale e locale), perché nell’applicazione delle leggi stesse
siano rispettati i diritti e garantiti i sostegni alla famiglia; e diffonde
attraverso i mezzi di comunicazione sociale gli operati del Comitato”.
Siamo tutti consapevoli che la
famiglia costituisce un vero pilastro per la vita, per la pace, lo sviluppo sia
della nostra regione, dell’Italia, dell’Europa sia di tutti i popoli sulla
terra. Ma siamo anche consapevoli che c'è ancora un lungo
cammino culturale da fare affinché la famiglia venga riconosciuta e
valorizzata, per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività.
La realizzazione di questo
obiettivo richiede il coinvolgimento di
tutti i settori della società, compresi le amministrazioni, i media, le
associazioni, le famiglie stesse ed i singoli individui. Ma soprattutto dobbiamo esserne più coscienti noi per poter incidere con efficacia nella realtà culturale e
sociale circostante.
Più coscienti nel trovarci insieme di fronte ad una sfida, che ci vede
in prima linea nel promuovere a livello regionale e quindi
nazionale, un'azione concreta a favore della famiglia.
In questa ottica, come Comitato
regionale abbiamo concentrato le nostre energie, le nostre azioni, in
questi tre anni, affinché nella nostra regione, nei nostri territori, nelle
nostre città si inietti un’autentica e concreta visione della famiglia,
vista come crocevia di ogni iniziativa culturale e politica. E nella
speranza che si apra una nuova stagione “per” la famiglia;
affinché la famiglia rappresenti realmente la vera grande risorsa,
un autentico prisma attraverso il quale valutare il presente ed
affrontare il futuro.
Perciò ci siamo impegnati su tre
fronti:
Uno, rivolto
alle associazioni familiari, per una
maggior presa di coscienza della forza che offre l’essere associati e
dell’essere in rete,
attraverso iniziative di promozione e di sostegno della cultura della
famiglia.
Per questo si è dato vita al
Foglio di Collegamento telematico “CDdF NEWS” con cadenza bimestrale, che ormai
è diffuso in tutta la regione, dalle Istituzioni alle singole famiglie delle
associazioni, e a livello nazionale, raggiungendo il Forum nazionale e gli
altri Comitati con un’azione di reciproco stimolo.
Abbiamo dato vita alle tavole
rotonde “I sabati della famiglia”,
aperte a tutti i soggetti interessati su argomenti specifici riguardanti varie
tematiche familiari. Due cicli
di queste tavole rotonde, che hanno avuto illustri ospiti e relatori, segnalati
e invitati dalle associazioni stesse. Mettendo in atto una rete di risorse
a disposizione della collettività. Un primo ciclo per così dire più
localizzato nella nostra sede, anche per dare visibilità del nostro operare. E
un secondo ciclo a carattere itinerante, allo scopo di entrare
nel vivo dei vari territori e delle città. Si sono già poste le premesse per il
terzo ciclo, che partirà il prossimo ottobre, il quale porta con sé
un ulteriore approfondimento di alcune tematiche, che coinvolgono più dal di
dentro la realtà famiglia nelle sue diverse stagioni.
Occorre ricordare che questi “sabati della famiglia”
offrono realmente una riflessione collettiva sulla realtà che ci vede
protagonisti e impegnati quotidianamente. Il nostro obiettivo è comunque di
stimolare una più vasta partecipazione.
A tal scopo sono nati gli INSERTI SPECIALI
che riportano gli interventi dei relatori e le testimonianze offerte. Occasione
preziosa per approfondire e sviluppare localmente i vari argomenti e per
incidere maggiormente nella collettività.
Abbiamo
cercato di stimolare le associazioni a farsi “presenti” sul territorio;
ad essere promotrici di cultura familiare; ad essere presenti nelle Consulte
Comunali; ad operare, in spirito di fattiva collaborazione, nelle varie città
per una maggiore incidenza sul territorio.
Abbiamo
cercato inoltre di dare maggiore visibilità alla famiglia, in occasione
della Giornata internazionale della famiglia, con la presenza di alcuni
punti di sensibilizzazione nelle varie piazze della regione, col valido aiuto
di Coldiretti e soprattutto di alcune associazioni.
L’altro fronte
che ci ha visti impegnati è rivolto alle istituzioni regionali, soprattutto attraverso una formulazione di suggerimenti e di proposte
riguardanti la legge sull’assistenza, lo Statuto
regionale, la legge sulla formazione.
Per quanto riguarda lo Statuto
regionale, possiamo affermare che la nostra azione trasversale ha potuto
suscitare un articolo, votato all’unanimità dalla Commissione, (il 6 quater) che vede riconosciuta la funzione della famiglia e
la sussidiarietà. L’operare concreto in sinergia,
dopo aver manifestato il nostro parere pubblicamente, ha stimolato un passo
avanti e questo assume un grande significato e rafforza il ruolo del Comitato.
Siamo stati interpellati dalla
stampa a dare un nostro parere in varie occasioni. Abbiamo iniziato
un’opera di sensibilizzazione, affinché si tenga presente “la famiglia” nella
sua realtà primaria. Per questo si può dire che qualche cosa si sia ottenuto,
anche se non è tutto. C’è ancora molto da fare.
IL Comitato è stato invitato
inoltre a partecipare a diversi convegni anche con un proprio intervento
mirato.
Ci
siamo pubblicamente impegnati nel campo della bioetica e su tutti i temi
che riguardano la vita nascente e la tutela della famiglia; sulla scuola,
sul fisco, sul nuovo welfare, sull’infanzia,
sul lavoro, sui mass media, offrendo indicazioni e
suggerimenti precisi su ogni argomento.
Inoltre il nostro rapporto si
è sviluppato col Comune di Bologna, in particolare con !'Assessorato alle
Politiche Sociali. Il gruppo di collegamento, tra le associazioni
aderenti al nostro Comitato e facenti parte della Consulta, sorto a questo
scopo, anche se molto faticosamente e saltuariamente, cerca di
adoperarsi per un "agire" comune.
Lo scopo dei gruppi di lavoro,
formati da esperti e da membri del Direttivo del Comitato CDdF,
è proprio quello di studiare la formulazione delle leggi, di individuarne
una lettura “pro family” e di ricavarne
osservazioni e proposte applicative.
Si
è dato vita ad un nostro “osservatorio” sulla famiglia, per poter
riflettere e promuovere più cultura e con più celerità. E’ ancora nello stadio
iniziale e avrebbe necessità di essere incrementato, rafforzato e reso continuativo.
L’altro fronte
che ci ha visti impegnati è rivolto allo stretto collegamento col Forum
nazionale, il quale ha necessità della
presenza dei comitati, per essere più credibile e incisivo sul territorio.
Oserei dire, ed è la nostra storia che ce lo suggerisce, che senza i Comitati,
il Forum non avrebbe senso, perché si troverebbe staccato dalla realtà locale.
Perciò la partecipazione alle
Assemblee, ai Convegni, alle Commissioni di Studio del Forum, agli incontri col
Presidente della Repubblica, col Ministro Maroni, col
Ministro Moratti, al Convegno di Stoccarda in
Germania, sono stati senz’altro impegnativi, ma utili, direi necessari, per
dare un respiro ampio al Comitato, per avere sempre un cuore e un’anima
più allargati, a misura delle urgenze di oggi.
La nostra effettiva
partecipazione alla messa in rete dei Comitati, anche attraverso il nostro
Foglio di Collegamento, ha offerto uno stile nuovo di rapporto tra i
vari Comitati regionali, avviando una conoscenza reciproca stimolante e
costruttiva. Come abbiamo visto nella riunione congiunta con i Comitati della
regione Marche e Umbria, nel febbraio scorso.
La nota forse più significativa di tutto
questo nostro operato, che senz’altro non è completo, è certamente il lavoro
che il Direttivo ha svolto in grande coinvolgimento diretto e in forte
sinergia, riunendosi con fedeltà ogni mese e addirittura, anche più
volte, a seconda delle necessità e delle urgenze. Posso affermare che ogni
aspetto, argomento, problema, difficoltà e anche ogni successo è stato
affrontato e vissuto insieme. Ci siamo trovati bene, nella libertà di esprimere
il nostro pensiero e di accettare quello dell’altro come valido contributo ad
un pensiero più ampio, più ricco e più completo. Da notare che il Direttivo
comprende persone che vengono da città anche lontane, con viaggi a volte
avventurosi. Ma la fedeltà all’incontro si è mantenuta con tutte le
nostre energie.
Inoltre, all’interno del
Direttivo, ognuno di noi ha svolto il suo compito specifico o di far
parte di una commissione o di un gruppo di studio, o di approfondire un aspetto
legislativo o politico, o di preparare un articolo giornalistico o un
comunicato stampa. Le telefonate ci hanno tenuti in contatto quasi quotidiano.
Il Comitato mi
pare che abbia ora più riconoscimento, più visibilità.
Posso proprio dire che forse
questo aspetto del lavoro fatto insieme è la nota più bella di questo triennio.
Questo non vuol dire che non ci siano state difficoltà, temporeggiamenti,
rallentamenti o frenate brusche, per vari motivi. Ma posso affermare che tutto
è stato possibile, perché ci siamo aiutati reciprocamente e concretamente.
Ricordo
soltanto gli ultimi appuntamenti:
con i Vescovi e i Vicari
Generali di Carpi, Modena, Parma, e prossimamente di Bologna. Sono previsti
incontri con gli altri Vescovi della regione. Ogni incontro, vissuto come
Direttivo, si è dimostrato stimolante e ha messo in luce la laicità del
nostro agire, del nostro operare. Abbiamo avuto la conferma da essi che così
facendo, incidiamo concretamente nel diffondere più cultura della
famiglia e che questo è il nostro specifico scopo.
Con i candidati
sindaco di Bologna, come stimolo per ulteriori incontri nelle varie
città, come è stato fatto in occasione delle presenti elezioni. Tutti molto
efficaci e ben strutturati, pur nella distinzione di ogni realtà locale.
Certamente non è tutto. Ci resta
ancora tanto da fare. Però possiamo dire sinceramente che in questo triennio
non siamo stati inerti, ci siamo mossi e abbiamo lavorato, con coscienza e
senso di responsabilità e soprattutto senza demagogia.
Permettetemi
quindi di esprimere un ringraziamento speciale al Direttivo e a ciascun membro
di esso. Un ringraziamento speciale a quanti hanno lavorato con noi nelle
commissioni o gruppi di studio, offrendo le loro competenze e alle associazioni
locali che nei vari territori hanno suscitato vivacità e interesse verso il
Comitato stesso.
Anche
il nostro bilancio, seppur modestissimo, e costituito dalle quote di
adesione annuali delle associazioni, è chiuso in attivo.
Quali prospettive di
lavoro ci attendono per nuovo triennio?
Mi sembra di ravvisarle in tre punti:
Rafforzare il
dialogo, la conoscenza, la stima reciproca delle 25
associazioni aderenti al Comitato (e
delle altre che si aggiungeranno), attraverso gli strumenti già avviati
e un avvicinamento concreto del Direttivo del Comitato nel territorio,
promovendo incontri nelle varie città, come già si è iniziato a fare.
Rafforzare il dialogo con le
Istituzioni, regionali, provinciali e comunali, per una sempre più
significativa visibilità e incisività della cultura “pro family”
E’ urgente inoltre promuovere
la nascita di Forum provinciali, per una maggiore incidenza sul tessuto
locale, in stretta sinergia col Comitato regionale.
Il nostro
impegno è anche di renderci reciprocamente conto della reale situazione in cui si trova la famiglia
nei nostri territori e di incontrare, fra gli altri, la
Commissione della pastorale familiare regionale. In questa prospettiva sarebbe
nostro desiderio poter lavorare in sinergia pur nella specificità di ciascuno,
su determinati temi. Puntiamo quindi alla conoscenza reciproca e ad un sereno
confronto sulle più opportune iniziative da assumere.
Rafforzare
“l’osservatorio” del Comitato sulla famiglia, per poter essere
più
tempestivi, più efficaci, più
attenti alla cultura “pro family”. E avere gruppi di studio, con
l’apporto delle associazioni, maggiormente attenti alle realtà che di volta in
volta si presentano. E noi abbiamo il compito specifico di dialogare, di dire,
di comunicare. Faccio appello a tutte le associazioni, affinché mettano a
disposizioni dell’intera collettività i propri esperti, le proprie persone
desiderose di “fare” qualcosa insieme. Abbiamo di fronte a noi argomenti
aperti e impegnativi, attuali e importanti, da sviluppare e da ampliare sia
sulla bioetica che sui mass media, sia sulla scuola che sul rapporto famiglia e
lavoro ecc.
L'augurio e la speranza è che si
apra una nuova stagione per la famiglia, affinché rappresenti la vera
grande risorsa per la società. E se vogliamo raggiungere questo
obiettivo, la collaborazione con ogni mezzo con e tra le associazioni
è quanto mai indispensabile, necessaria, oserei dire
"obbligatoria".
Più riusciremo a trovare modi
nuovi per coinvolgerci reciprocamente, e più risponderemo all'invito di essere
autentici costruttori di una società nuova, in cui la famiglia è fondamento,
tipo e modello; in cui la cultura della famiglia non è soltanto uno slogan ma
realtà quotidiana.
Vi ringrazio dell’attenzione.
Ermes Rigon
12 giugno 2004
COMUNICAZIONE di
Lucia Guglietta Morgillo,
delegata del CDdF Emilia Romagna
in Commissione Scuola del FORUM, presentata all’ASSEMBLEA CDdF
Bologna 12 giugno 2004
Il Forum delle Associazioni familiari si è sempre impegnato sul tema dell’educazione e ha ritenuto, da sempre, la scuola una realtà fondamentale per lo sviluppo della cultura ed il futuro della famiglia.
Come noto questo è un particolare momento per la scuola nel nostro Paese, che diventa protagonista di una riforma di grande importanza storica, che intende realizzare un sistema di istruzione più coerente ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, una riforma che avvia un processo di incremento di qualità, di aumento del livello di rendimento dei ragazzi, di miglioramento del tasso di scolarizzazione e di successo nel conseguimento dei titoli di studio (diploma e/o laurea).
La commissione scuola del Forum si è riunita a Roma, presso la sede del Forum, con una certa regolarità tutti i mesi, per prendere in esame e discutere la normativa in materia, con l’intento prioritario di essere di supporto agli organi direttivi del Forum stesso, impegnati a portare all’attenzione delle istituzioni preposte la famiglia come soggetto nella vita della scuola e della società nel suo complesso.
E’
stato fatto un lavoro di esame, di approfondimento nonché di elaborazione di
proposte che sono state presentate in varie occasioni; ad es. il 12 gennaio
alla Audizione in Commissione Cultura della Camera, durante la quale si è
insistito sulla opportunità che le commissioni parlamentari continuino a
consultare le associazioni delle famiglie sui vari decreti attuativi della
legge 53/2003.
Inoltre il Ministro stesso ha
voluto incontrare giovedì scorso (3/6/04) il direttivo e le associazioni
aderenti al Forum ed in quella sede è stato presentato un documento che
rappresenta la sintesi di tutto il lavoro svolto dalla commissione scuola
nell’ultimo anno.
In breve ne riassumo i punti che
sono stati illustrati al Ministro:
Un primo passo
significativo di cambiamento è stato fatto con il Buono scuola ma è necessario
estendere per il prossimo anno il provvedimento a tutti i genitori, senza
escludere quelli delle scuole paritarie già parificate, perché la libertà di
scelta educativa è un diritto dei genitori, a prescindere dal tipo di scuola
frequentata dal figlio; di procedere alla immediata erogazione dei contributi
richiesti dalle famiglie aventi diritto, stanziati per l’anno 2003 (avrebbero
dovuto essere erogati entro il 31/1/04).
Riguardo
alla Riforma del titolo V della
Costituzione è stata riportata la preoccupazione delle famiglie italiane per la
situazione della scuola dell’autonomia, in quanto ai possibili conflitti
legislativi tra lo Stato e le Regioni. L’esperienza dell’Emilia Romagna
è emblematica; la legge regionale n. 26 sul diritto allo studio è assolutamente
restrittiva come limiti di ISEE ed è stata formulata in modo tale che i
genitori delle scuole paritarie ne siano quasi totalmente esclusi; inoltre nella discussione ed
approvazione della nuova legge reg. le n. 12 del 30 giugno 2003 il Comitato
regionale Diritti della famiglia ha presentato alcune proposte di modifica, che
sono state assolutamente ignorate dalla istituzione regionale.
Nel merito il Ministro ha risposto facendo presente la
pesante situazione finanziaria ereditata dal precedente Governo (un deficit di
38.000 miliardi di cui ben10.000 miliardi di competenza del Ministero
dell’Istruzione, per leggi e provvedimenti dei quali non era stata prevista la
copertura di spese).
Inoltre, ha puntualizzato con forza che la scuola non è né
di destra né di sinistra, la scuola è di tutti; pertanto ha ribadito la
necessità di sgomberare il campo da ogni pregiudiziale ideologica e di andare
avanti nella attuazione della Riforma con la disponibilità a dialogare e a trovare
le risposte ai problemi concreti, realizzando un patto di pari dignità
genitori/docenti senza il quale la scuola non potrà mai essere la più
importante e fondamentale agenzia educativa di supporto alla famiglia.
Il Ministro ha anche dichiarato, onde evitare ogni
preoccupazione in merito agli organici, che tutti gli insegnanti, compresi
quelli di sostegno, verranno riconfermati per il prossimo anno scolastico;
inoltre si è assunto l’impegno di avviare un tavolo permanente di lavoro
tecnico di approfondimento e di collaborazione con il Forum delle
associazioni famigliari, per avere un confronto dialettico che porti ad
affrontare e trovare soluzione a tutte le problematiche inerenti il completo
raggiungimento degli obiettivi della Riforma.
Pertanto ci sarà ancora tanto da lavorare per partecipare
attivamente come FAMIGLIA alle trasformazioni in atto nella scuola,
nell’interesse principale ed esclusivo della educazione e formazione dei nostri
ragazzi.
La prossima riunione della commissione scuola del FORUM è
convocata per il 14/9 prossimo, presso la sede di Roma e continueremo ad essere
presenti e a portare il contributo fattivo delle Associazioni del Comitato
regionale Emilia Romagna dei Diritti della Famiglia.
Grazie a tutti per l’attenzione.
IL Comitato regionale per i Diritti della Famiglia nel triennio
2001/2004. Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo. Inizio del nuovo mandato con
la visita a Mons. Caffarra.
Sabato 12 giugno
2004, presso la sala “Don Gavinelli”
della parrocchia salesiana del Sacro Cuore (Bologna), si è riunita l’Assemblea
del Comitato per i Diritti della Famiglia dell’Emilia-Romagna
per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo. Al Comitato regionale aderiscono
attualmente 25 associazioni. La relazione del presidente uscente, Ermes Rigon,
ha evidenziato i vari campi d’azione in
cui ha operato il Comitato nel triennio appena concluso. Si è consolidato il
rapporto con e tra le Associazioni, anche attraverso il nuovo strumento di collegamento,
CDdF NEWS, e attraverso le tavole rotonde “I sabati
della Famiglia”, come momenti specifici di approfondimento e riflessione
offerti a tutto l’associazionismo e ai soggetti interessati sulle varie
tematiche che vedono la famiglia protagonista e soggetto. Si sono curati i
rapporti con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali, attraverso una
formulazione di proposte e suggerimenti sui progetti di legge e sulle
deliberazioni che interessano più da vicino la famiglia. Intensificata la
collaborazione col Forum nazionale delle Associazioni familiari e si sono
costituiti gruppi di studio per approfondire e sviluppare tematiche e
problematiche emergenti.
Dopo la votazione all’unanimità sulla relazione, ampia e dettagliata, di Rigon, si è proceduto al rinnovo dei membri del Consiglio Direttivo. Sono risultati eletti: Ermes Rigon, del Movimento Famiglie Nuove dei Focolari, Pier Giorgio Maiardi, del Centro G. P. Dore, Emiliano Pancaldi, dei Cooperatori Salesiani Sacro Cuore, Pietro Moggi, del Forum provinciale di Reggio Emilia, Pietro Bologna, dell’Associazione Noè di Modena, Bruno Minelli, del Sidef di Bologna, Silvia Federici Gazza, di Famiglia Più di Parma.
Martedì 22
giugno 2004, nella mattinata, una delegazione del Comitato
Regionale dell’Emilia Romagna per i Diritti della Famiglia è stata ricevuta in
udienza da Sua Eccellenza, l’Arcivescovo di Bologna, Mons.
Carlo Caffarra.
La delegazione, composta dai
membri uscenti del Consiglio Direttivo Regionale e dai neo eletti all’interno
dello stesso organismo direttivo, ha presentato il Comitato Regionale per i
Diritti della Famiglia, illustrandone la genesi, lo scopo e le attività finora
svolte, mettendo in rilievo la costante presenza e azione propositiva svolta
nei confronti delle varie istituzioni regionali, provinciali e comunali, in un’ottica
di sinergie continue fra le varie associazioni aderenti al Comitato.
L’arcivescovo mons. Caffarra ha apprezzato il lavoro svolto finora dal Comitato
rimarcando l’importanza della sua presenza in un tessuto sociale che vede
l’emergere, anche in sede legislativa, della figura dell’individuo
(identità astratta), sganciata da qualsiasi relazione interpersonale. In una
società dove i giovani sono sempre meno attratti dall’istituto del matrimonio e
dove il legame coniugale risulta sempre più fragile, in una realtà sociale che
non accoglie la famiglia come sua cellula fondante, è importante – ha affermato
Mons. Caffarra - la
vigilanza e le proposte avanzate dal Comitato.
La mattinata è proseguita con la riunione di insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, presso
la sede del Comitato (Centro G.P.Dore, Via del Monte,
5 Bologna), durante la quale sono stati eletti il Presidente, il
Vice-presidente e il Segretario-tesoriere.
Riconfermati nelle rispettive
cariche, il Presidente, Ermes Rigon (Famiglie Nuove del Movimento dei Focolari)
e il Vice-Presidente Pier Giorgio Maiardi (Centro
G.P. Dore). Nuovo Segretario-tesoriere
è Pietro Bologna (Ass. Noè - Modena).
Il nuovo Consiglio Direttivo,
alla presenza del Direttivo uscente e di tutti i votati nell’Assemblea del 12
scorso, si è dato le linee d’impegno per il prossimo triennio: consolidare il
rapporto con le Associazioni familiari operanti in regione e con gli Uffici per
la Pastorale familiare; continuare il rapporto costruttivo con le istituzioni,
anche attraverso il rafforzamento di un proprio “osservatorio” e di Commissioni
di lavoro per la formulazione di proposte e iniziative volte a presentare la
famiglia come “soggetto sociale”, come “risorsa” e come “bene”; rafforzare il
rapporto col Forum nazionale, per un’azione sinergica più efficace.
Sul tavolo vi sono già
appuntamenti importanti, in particolare nell’ambito della celebrazione
dell’anno internazionale della Famiglia, e sulla scia del lavoro svolto fino ad
ora, che ha visto il Comitato attento e vigile nel promuovere e stimolare più
cultura “pro family” nella nostra regione.
23 giugno 2004