CDdF NEWS   17 .  giugno  2004

   i n s e r t o   s p e c i a l e                     

FOGLIO DI COLLEGAMENTO

COMITATO   REGIONALE  DELL’ EMILIA   ROMAGNA    PER   I   DIRITTI   della   FAMIGLIA

Via del Monte, 5      40126 Bologna      tel. / fax. 051 239702    e-mail: comitatoddf@hotmail.com 

 

 

AiBi (amici dei bambini) – ACLIAFI (Ass. Famiglie per i Diritti della Famiglia) – AGEAGESCAmici Scuola Materna GaragnaniANCIS Famiglia – AS.IT.O.I. – Centro G. P. DORECIFCOLDIRETTI Emilia Romagna – Movimento FAMIGLIE NUOVEFAMIGLIE per l’ACCOGLIENZA – Famiglie per il  DidaskaleionFAMIGLIA PIUFederazione Regionale VITAFORUM Provinciale di Reggio EmiliaLe Querce di Mamre – MCLMOICACooperatori Salesiani Sacro Cuore – NOE’PROGETTO FAMIGLIASIDEFUCIPEM.   

  

 

 

 

AI    LETTORI

 

In questo INSERTO SPECIALE n° 17 viene presentata la RELAZIONE CONCLUSIVA del presidente uscente del CDdF su “Le attività del Comitato nel triennio 2001-2004, durante l’ASSEMBLEA ELETTIVA  del 12 giugno 2004 e viene inserita una sintetica relazione di  Lucia Guglietta Morgillo, delegata del CDdF Emilia Romagna nella Commissione Scuola del FORUM nazionale. Conclude l’inserto speciale il Comunicato Stampa del 23 giugno 2004.

 

Assemblea elettiva

del Comitato regionale dell'Emilia Romagna per i Diritti della Famiglia.

Relazione del Presidente:

Le attività del Comitato CDdF nel triennio 2001-2004

 

Il nostro Comitato regionale, che si è costituito il 10 gennaio 1991, attualmente raggruppa 25 associazioni, dato che nei giorni scorsi è giunta la richiesta di tre associazioni.

Ma qual è lo scopo del nostro Comitato? Forse potrà esserci utile richiamarci allo statuto, che nell’art. 2 recita “…si prefigge di promuovere e difendere i diritti della famiglia fondata sull’istituto del matrimonio, come soggetto sociale e politico, secondo la Costituzione italiana e la Carta dei diritti della Famiglia promulgata dalla Santa Sede”.

E per questo, dice ancora lo Statuto all’art.3, “Il Comitato promuove con tutti i mezzi opportuni la famiglia… nella realtà regionale; valuta le leggi regionali in atto e le proposte di legge in materia che comunque, direttamente e/o indirettamente, coinvolgono la realtà familiare ed avanza eventuali proposte alternative; interloquisce con le istituzioni pubbliche, ai diversi gradi e livelli (regionale, provinciale e locale), perché nell’applicazione delle leggi stesse siano rispettati i diritti e garantiti i sostegni alla famiglia; e diffonde attraverso i mezzi di comunicazione sociale gli operati del Comitato.

 

Siamo tutti consapevoli che la famiglia costituisce un vero pilastro per la vita, per la pace, lo sviluppo sia della nostra regione, dell’Italia, dell’Europa sia di tutti i popoli sulla terra. Ma siamo anche consapevoli che c'è ancora un lungo cammino culturale da fare affinché la famiglia venga riconosciuta e valorizzata, per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività.

 

La realizzazione di questo obiettivo richiede il coinvolgimento di tutti i settori della società, compresi le amministrazioni, i media, le associazioni, le famiglie stesse ed i singoli individui. Ma soprattutto dobbiamo esserne più coscienti noi per poter incidere con efficacia nella realtà culturale e sociale circostante.

Più coscienti nel trovarci insieme di fronte ad una sfida, che ci vede in prima linea nel promuovere a livello regionale e quindi nazionale, un'azione concreta a favore della famiglia.

 

In questa ottica, come Comitato regionale abbiamo concentrato le nostre energie, le nostre azioni, in questi tre anni, affinché nella nostra regione, nei nostri territori, nelle nostre città si inietti un’autentica e concreta visione della famiglia, vista come crocevia di ogni iniziativa culturale e politica. E nella speranza che si apra una nuova stagione “per” la famiglia; affinché la famiglia rappresenti realmente la vera grande risorsa, un autentico prisma attraverso il quale valutare il presente ed affrontare il futuro.

Perciò ci siamo impegnati su tre fronti:

 

Uno, rivolto alle associazioni familiari, per una maggior presa di coscienza della forza che offre l’essere associati e dell’essere in  rete, attraverso iniziative di promozione e di sostegno della cultura della famiglia. 

 

Per questo si è dato vita al Foglio di Collegamento telematicoCDdF NEWS” con cadenza bimestrale, che ormai è diffuso in tutta la regione, dalle Istituzioni alle singole famiglie delle associazioni, e a livello nazionale, raggiungendo il Forum nazionale e gli altri Comitati con un’azione di reciproco stimolo.

 

Abbiamo dato vita alle tavole rotonde  I sabati della famiglia”, aperte a tutti i soggetti interessati su argomenti specifici riguardanti varie tematiche familiari. Due cicli di queste tavole rotonde, che hanno avuto illustri ospiti e relatori, segnalati e invitati dalle associazioni stesse. Mettendo in atto una rete di risorse a disposizione della collettività. Un primo ciclo per così dire più localizzato nella nostra sede, anche per dare visibilità del nostro operare. E un secondo ciclo a carattere itinerante, allo scopo di entrare nel vivo dei vari territori e delle città. Si sono già poste le premesse per il terzo ciclo, che partirà il prossimo ottobre, il quale porta con sé un ulteriore approfondimento di alcune tematiche, che coinvolgono più dal di dentro la realtà famiglia nelle sue diverse stagioni.

Occorre ricordare che questi “sabati della famiglia” offrono realmente una riflessione collettiva sulla realtà che ci vede protagonisti e impegnati quotidianamente. Il nostro obiettivo è comunque di stimolare una più vasta partecipazione.

 

A tal scopo sono nati gli INSERTI SPECIALI che riportano gli interventi dei relatori e le testimonianze offerte. Occasione preziosa per approfondire e sviluppare localmente i vari argomenti e per incidere maggiormente nella collettività.

 

         Abbiamo cercato di stimolare le associazioni a farsi “presenti” sul territorio; ad essere promotrici di cultura familiare; ad essere presenti nelle Consulte Comunali; ad operare, in spirito di fattiva collaborazione, nelle varie città per una maggiore incidenza sul territorio.

        

         Abbiamo cercato inoltre di dare maggiore visibilità alla famiglia, in occasione della Giornata internazionale della famiglia, con la presenza di alcuni punti di sensibilizzazione nelle varie piazze della regione, col valido aiuto di Coldiretti e soprattutto di alcune associazioni.

 

L’altro fronte che ci ha visti impegnati è rivolto alle istituzioni regionali, soprattutto attraverso una formulazione di suggerimenti e di proposte riguardanti la legge sull’assistenza, lo Statuto regionale, la legge sulla formazione.

Per quanto riguarda lo Statuto regionale, possiamo affermare che la nostra azione trasversale ha potuto suscitare un articolo, votato all’unanimità dalla Commissione, (il 6 quater) che vede riconosciuta la funzione della famiglia e la sussidiarietà. L’operare concreto in sinergia, dopo aver manifestato il nostro parere pubblicamente, ha stimolato un passo avanti e questo assume un grande significato e rafforza il ruolo del Comitato.

Siamo stati interpellati dalla stampa a dare un nostro parere in varie occasioni. Abbiamo iniziato un’opera di sensibilizzazione, affinché si tenga presente “la famiglia” nella sua realtà primaria. Per questo si può dire che qualche cosa si sia ottenuto, anche se non è tutto. C’è ancora molto da fare.

IL Comitato è stato invitato inoltre a partecipare a diversi convegni anche con un proprio intervento mirato.

         Ci siamo pubblicamente impegnati nel campo della bioetica e su tutti i temi che riguardano la vita nascente e la tutela della famiglia; sulla scuola, sul fisco, sul nuovo welfare, sull’infanzia, sul lavoro, sui mass media, offrendo indicazioni e suggerimenti precisi su ogni argomento.

Inoltre il nostro rapporto si è sviluppato col Comune di Bologna, in particolare con !'Assessorato alle Politiche Sociali. Il gruppo di collegamento, tra le associazioni aderenti al nostro Comitato e facenti parte della Consulta, sorto a questo scopo, anche se molto faticosamente e saltuariamente, cerca di adoperarsi per un "agire" comune.

Lo scopo dei gruppi di lavoro, formati da esperti e da membri del Direttivo del Comitato CDdF, è proprio quello di studiare la formulazione delle leggi, di individuarne una  lettura “pro family” e di ricavarne osservazioni e proposte applicative.

         Si è dato vita ad un nostro “osservatorio” sulla famiglia, per poter riflettere e promuovere più cultura e con più celerità. E’ ancora nello stadio iniziale e avrebbe necessità di essere incrementato, rafforzato e reso continuativo.

 

L’altro fronte che ci ha visti impegnati è rivolto allo stretto collegamento col Forum nazionale, il quale ha necessità della presenza dei comitati, per essere più credibile e incisivo sul territorio. Oserei dire, ed è la nostra storia che ce lo suggerisce, che senza i Comitati, il Forum non avrebbe senso, perché si troverebbe staccato dalla realtà locale.

Perciò la partecipazione alle Assemblee, ai Convegni, alle Commissioni di Studio del Forum, agli incontri col Presidente della Repubblica, col Ministro Maroni, col Ministro Moratti, al Convegno di Stoccarda in Germania, sono stati senz’altro impegnativi, ma utili, direi necessari, per dare un respiro ampio al Comitato, per avere sempre un cuore e un’anima più allargati, a misura delle urgenze di oggi.

La nostra effettiva partecipazione alla messa in rete dei Comitati, anche attraverso il nostro Foglio di Collegamento, ha offerto uno stile nuovo di rapporto tra i vari Comitati regionali, avviando una conoscenza reciproca stimolante e costruttiva. Come abbiamo visto nella riunione congiunta con i Comitati della regione Marche e Umbria, nel febbraio scorso.

 

La nota forse più significativa di tutto questo nostro operato, che senz’altro non è completo, è certamente il lavoro che il Direttivo ha svolto in grande coinvolgimento diretto e in forte sinergia, riunendosi con fedeltà ogni mese e addirittura, anche più volte, a seconda delle necessità e delle urgenze. Posso affermare che ogni aspetto, argomento, problema, difficoltà e anche ogni successo è stato affrontato e vissuto insieme. Ci siamo trovati bene, nella libertà di esprimere il nostro pensiero e di accettare quello dell’altro come valido contributo ad un pensiero più ampio, più ricco e più completo. Da notare che il Direttivo comprende persone che vengono da città anche lontane, con viaggi a volte avventurosi. Ma la fedeltà all’incontro si è mantenuta con tutte le nostre energie.

Inoltre, all’interno del Direttivo, ognuno di noi ha svolto il suo compito specifico o di far parte di una commissione o di un gruppo di studio, o di approfondire un aspetto legislativo o politico, o di preparare un articolo giornalistico o un comunicato stampa. Le telefonate ci hanno tenuti in contatto quasi quotidiano.

Il Comitato mi pare che abbia ora più riconoscimento, più visibilità.

Posso proprio dire che forse questo aspetto del lavoro fatto insieme è la nota più bella di questo triennio. Questo non vuol dire che non ci siano state difficoltà, temporeggiamenti, rallentamenti o frenate brusche, per vari motivi. Ma posso affermare che tutto è stato possibile, perché ci siamo aiutati reciprocamente e concretamente.

 

Ricordo soltanto gli ultimi appuntamenti:

con i Vescovi e i Vicari Generali di Carpi, Modena, Parma, e prossimamente di Bologna. Sono previsti incontri con gli altri Vescovi della regione. Ogni incontro, vissuto come Direttivo, si è dimostrato stimolante e ha messo in luce la laicità del nostro agire, del nostro operare. Abbiamo avuto la conferma da essi che così facendo, incidiamo concretamente nel diffondere più cultura della famiglia e che questo è il nostro specifico scopo.

Con i candidati sindaco di Bologna, come stimolo per ulteriori incontri nelle varie città, come è stato fatto in occasione delle presenti elezioni. Tutti molto efficaci e ben strutturati, pur nella distinzione di ogni realtà locale.

 

Certamente non è tutto. Ci resta ancora tanto da fare. Però possiamo dire sinceramente che in questo triennio non siamo stati inerti, ci siamo mossi e abbiamo lavorato, con coscienza e senso di responsabilità e soprattutto senza demagogia.

 

         Permettetemi quindi di esprimere un ringraziamento speciale al Direttivo e a ciascun membro di esso. Un ringraziamento speciale a quanti hanno lavorato con noi nelle commissioni o gruppi di studio, offrendo le loro competenze e alle associazioni locali che nei vari territori hanno suscitato vivacità e interesse verso il Comitato stesso.

 

         Anche il nostro bilancio, seppur modestissimo, e costituito dalle quote di adesione annuali delle associazioni, è chiuso in attivo.

 

Quali prospettive di lavoro ci attendono per nuovo triennio?

 

Mi sembra di ravvisarle in tre punti:

Rafforzare il dialogo, la conoscenza, la stima reciproca delle 25 associazioni    aderenti al Comitato (e delle altre che si aggiungeranno), attraverso gli strumenti già avviati e un avvicinamento concreto del Direttivo del Comitato nel territorio, promovendo incontri nelle varie città, come già si è iniziato a fare.

Rafforzare il dialogo con le Istituzioni, regionali, provinciali e comunali, per una sempre più significativa visibilità e incisività della cultura “pro family

E’ urgente inoltre promuovere la nascita di Forum provinciali, per una maggiore incidenza sul tessuto locale, in stretta sinergia col Comitato regionale.

 

Il nostro impegno è anche di renderci reciprocamente conto della  reale situazione in cui si trova la famiglia nei nostri territori e di incontrare, fra gli altri, la Commissione della pastorale familiare regionale. In questa prospettiva sarebbe nostro desiderio poter lavorare in sinergia pur nella specificità di ciascuno, su determinati temi. Puntiamo quindi alla conoscenza reciproca e ad un sereno confronto sulle più opportune iniziative da assumere.

 

Rafforzare “l’osservatorio” del Comitato sulla famiglia, per poter essere più 

tempestivi, più efficaci, più attenti alla cultura “pro family”. E avere gruppi di studio, con l’apporto delle associazioni, maggiormente attenti alle realtà che di volta in volta si presentano. E noi abbiamo il compito specifico di dialogare, di dire, di comunicare. Faccio appello a tutte le associazioni, affinché mettano a disposizioni dell’intera collettività i propri esperti, le proprie persone desiderose di “fare” qualcosa insieme. Abbiamo di fronte a noi argomenti aperti e impegnativi, attuali e importanti, da sviluppare e da ampliare sia sulla bioetica che sui mass media, sia sulla scuola che sul rapporto famiglia e lavoro ecc.

 

L'augurio e la speranza è che si apra una nuova stagione per la famiglia, affinché rappresenti la vera grande risorsa per la società. E se vogliamo raggiungere questo obiettivo, la collaborazione con ogni mezzo con e tra le associazioni è quanto mai indispensabile, necessaria, oserei dire "obbligatoria".

 

Più riusciremo a trovare modi nuovi per coinvolgerci reciprocamente, e più risponderemo all'invito di essere autentici costruttori di una società nuova, in cui la famiglia è fondamento, tipo e modello; in cui la cultura della famiglia non è soltanto uno slogan ma realtà quotidiana.

 

Vi ringrazio dell’attenzione.

Ermes  Rigon 

12 giugno 2004

 

 

 

COMUNICAZIONE  di Lucia Guglietta Morgillo, delegata del CDdF Emilia Romagna

in Commissione Scuola del FORUM,  presentata all’ASSEMBLEA  CDdF

Bologna 12 giugno 2004

 

Il Forum delle Associazioni familiari si è sempre impegnato sul tema dell’educazione e ha ritenuto, da sempre, la scuola una realtà fondamentale per lo sviluppo della cultura ed il futuro della famiglia.

Come noto questo è un particolare momento per la scuola nel nostro Paese, che diventa protagonista di una riforma di grande importanza storica, che intende realizzare un sistema di istruzione più coerente ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, una riforma che avvia un processo di incremento di qualità, di aumento del livello di rendimento dei ragazzi, di miglioramento del tasso di scolarizzazione e di successo nel conseguimento dei titoli di studio (diploma e/o laurea).

La commissione scuola del Forum si è riunita a Roma, presso la sede del Forum, con una certa regolarità tutti i mesi, per prendere in esame e discutere la normativa in materia, con l’intento prioritario di essere di supporto agli organi direttivi del Forum stesso, impegnati a portare all’attenzione delle istituzioni preposte la famiglia come soggetto nella vita della scuola e della società nel suo complesso.

E’ stato fatto un lavoro di esame, di approfondimento nonché di elaborazione di proposte che sono state presentate in varie occasioni; ad es. il 12 gennaio alla Audizione in Commissione Cultura della Camera, durante la quale si è insistito sulla opportunità che le commissioni parlamentari continuino a consultare le associazioni delle famiglie sui vari decreti attuativi della legge 53/2003.

Inoltre il Ministro stesso ha voluto incontrare giovedì scorso (3/6/04) il direttivo e le associazioni aderenti al Forum ed in quella sede è stato presentato un documento che rappresenta la sintesi di tutto il lavoro svolto dalla commissione scuola nell’ultimo anno.

 

In breve ne riassumo i punti che sono stati illustrati al Ministro:

 

  1. La soggettività della famiglia intesa come una responsabilità primaria in campo educativo che non può essere ceduta e delegata ad alcuno, neanche alla migliore delle scuole e/o altre “agenzie educative”. E’ stato espresso apprezzamento per la rinnovata importanza della famiglia nella vita della scuola, così come prevede la Legge di riforma dei cicli ma nello stesso tempo si rende necessario che a questo eccellente e condivisibile principio facciano seguito provvedimenti attuativi estremamente chiari e fortemente coerenti, affinché non rimanga soltanto una buona intenzione.

 

  1. La formazione dei genitori nei confronti della riforma e della soggettività educativa: è una delle leve fondamentali perché la riforma dei cicli raggiunga i suoi obiettivi. Infatti in questo momento le famiglie sono chiamate a fare scelte importanti nella nuova scuola. Ad es. la quota orario annuale affidata alla scelta delle famiglie fa diventare concreto il principio che la riconosce come soggetto che coopera concretamente e fattivamente alla definizione del percorso formativo del proprio figlio, nel rispetto delle vocazioni, attitudini e inclinazioni di questi. Affinché tale principio diventi effettivo diritto di scelta sono necessarie la preparazione e la formazione delle famiglie, con gli strumenti di partecipazione e di coinvolgimento che le istituzioni scolastiche dovranno approntare, anche in collaborazione con le associazioni familiari.

 

  1. La libertà di scelta educativa intesa come possibilità reale di operare le proprie scelte come l’istruzione per i propri figli, senza avere condizionamenti economici; purtroppo la scuola paritaria continua a ridurre la sua presenza nel sistema nazionale dell’istruzione e con essa si perde un pezzo importante di libertà che è fondamentale per un Paese democratico. A questo proposito è stato espresso al Ministro l’auspicio che  questa riforma raggiunga l’obiettivo della libertà educativa dei genitori nel quadro di un sistema scolastico in cui sia veramente garantito il pluralismo effettivo tra scuola statale e non statale.

Un primo passo significativo di cambiamento è stato fatto con il Buono scuola ma è necessario estendere per il prossimo anno il provvedimento a tutti i genitori, senza escludere quelli delle scuole paritarie già parificate, perché la libertà di scelta educativa è un diritto dei genitori, a prescindere dal tipo di scuola frequentata dal figlio; di procedere alla immediata erogazione dei contributi richiesti dalle famiglie aventi diritto, stanziati per l’anno 2003 (avrebbero dovuto essere erogati entro il 31/1/04).

Riguardo alla Riforma del titolo V della Costituzione è stata riportata la preoccupazione delle famiglie italiane per la situazione della scuola dell’autonomia, in quanto ai possibili conflitti legislativi tra lo Stato e le Regioni. L’esperienza dell’Emilia Romagna è emblematica; la legge regionale n. 26 sul diritto allo studio è assolutamente restrittiva come limiti di ISEE ed è stata formulata in modo tale che i genitori delle scuole paritarie ne siano quasi totalmente esclusi; inoltre nella discussione ed approvazione della nuova legge reg. le n. 12 del 30 giugno 2003 il Comitato regionale Diritti della famiglia ha presentato alcune proposte di modifica, che sono state assolutamente ignorate dalla istituzione regionale.

 

  1. Per quanto riguarda le risorse a disposizione della scuola  è stata chiesta certezza per poter  realizzare la riforma e l’autonomia; le famiglie sono favorevoli a razionalizzazioni di spesa finalizzate ad eliminare sprechi assurdi, ma è determinante dotare le scuole di tutto ciò che è  necessario (attrezzature, aule, laboratori…..). In questo contesto è stata fatta presente anche la situazione degli alunni portatori di handicap e delle loro famiglie, con le preoccupazioni conseguenti alle voci che si susseguono dei tagli agli insegnanti di sostegno e alla impossibilità di una vera interlocuzione.

 

  1. Lo stato giuridico dei docenti della scuola italiana. E’ necessario che sia adeguatamente adattato alla scuola dell’autonomia e al processo di riforma in atto; la riforma non può essere attuata senza il consenso degli insegnanti, vero motore propositivo della vita della scuola; è evidente quanto l’appiattimento delle loro carriere e delle loro soddisfazioni professionali abbia nociuto alla qualità della scuola; è necessario perciò un nuovo segnale di fiducia e di considerazione per tanti insegnanti che dedicano la loro vita alla formazione dei nostri figli, che va ben oltre la conoscenza di una materia. Inoltre nei confronti degli insegnanti va fatto un lavoro di recupero in termini di collaborazione con i genitori; oggi nella prospettiva generale l’istituto scuola sente nella famiglia più un elemento di disturbo e di disagio che di cooperazione. Invece ognuno, genitori e insegnanti, ha la sua funzione, tutti nell’interesse unico che è la persona del ragazzo, evitando la contraddizione e l’incoerenza.

 

  1. L’orientamento è questione centrale per la necessità di aiutare gli allievi e le loro famiglie a fare scelte determinanti ed è fondamentale per contrastare e ridurre la dispersione scolastica nel nostro Paese (22%). Condividiamo appieno le indicazioni di principio sull’orientamento al progetto di vita, ma chiediamo che, in tale orientamento, non manchi la partecipazione attiva delle famiglie; per orientare e per dare un indirizzo affinché si possa scegliere bisogna conoscere il ragazzo e le sue attitudini e questo richiede il confronto con la famiglia.

 

  1. La Formazione professionale – E’ stato espresso apprezzamento per la volontà di valorizzarla perché possa avere la stessa dignità formativa del sistema dell’istruzione. Su tale questione, a nome delle famiglie, abbiamo chiesto impegno e certezze, affinché vengano aperti tavoli di confronto anche con le Regioni, titolari esclusive del sistema di Istruzione  e Formazione Professionale, come indicato nel nuovo testo costituzionale. Inoltre, è necessario che il Parlamento e il Governo facciano la loro parte, indicando in maniera inequivocabile, gli standard formativi cui dovranno attenersi tutte le istituzioni scolastiche e formative del sistema nazionale d’istruzione.

 

  1. Riguardo al tutor, sia nella scuola che nell’alternanza scuola-lavoro, ci siamo espressi favorevolmente. Il tutor è una figura importante che dovrebbe avere particolari caratteristiche, prima fra tutte una certa capacità di relazione positiva con gli altri docenti e con gli studenti, nonché con le famiglie; in modo particolare nei casi di ragazzi in difficoltà (si pensi ai ragazzi preadolescenti e adolescenti), sia la figura del tutor sia lo strumento del portaolio, sono determinanti per la individuazione delle opportune iniziative da intraprendere, per contribuire al superamento di queste situazioni.

 

  1. Sulla riforma degli Organi Collegiali è opportuno fare chiarezza e abbiamo espresso la necessità di un segnale forte in questa direzione.  La formazione degli organi collegiali della scuola deve essere coerente con il principio della soggettività della famiglia; se così non fosse sarebbe compromessa la credibilità di questo principio più volte e a vari livelli enunciato dal Ministro.

 

  1. Riguardo alla elaborazione dei “saperi” della nuova scuola siamo nell'impossibilità di conoscere il lavoro del Ministero a proposito della scuola secondaria superiore, quali saranno i fondamenti del suo impianto formativo. A tal proposito abbiamo chiesto che venga data maggiore importanza al confronto sui saperi e che siano convocati nello specifico non solo i docenti e gli esperti, ma anche le famiglie e le Associazioni che le rappresentano.

 

Nel merito il Ministro ha risposto facendo presente la pesante situazione finanziaria ereditata dal precedente Governo (un deficit di 38.000 miliardi di cui ben10.000 miliardi di competenza del Ministero dell’Istruzione, per leggi e provvedimenti dei quali non era stata prevista la copertura di spese).

Inoltre, ha puntualizzato con forza che la scuola non è né di destra né di sinistra, la scuola è di tutti; pertanto ha ribadito la necessità di sgomberare il campo da ogni pregiudiziale ideologica e di andare avanti nella attuazione della Riforma con la disponibilità a dialogare e a trovare le risposte ai problemi concreti, realizzando un patto di pari dignità genitori/docenti senza il quale la scuola non potrà mai essere la più importante e fondamentale agenzia educativa di supporto alla famiglia.

Il Ministro ha anche dichiarato, onde evitare ogni preoccupazione in merito agli organici, che tutti gli insegnanti, compresi quelli di sostegno, verranno riconfermati per il prossimo anno scolastico; inoltre si è assunto l’impegno di avviare un tavolo permanente di lavoro tecnico di approfondimento e di collaborazione con il Forum delle associazioni famigliari, per avere un confronto dialettico che porti ad affrontare e trovare soluzione a tutte le problematiche inerenti il completo raggiungimento degli obiettivi della Riforma.

Pertanto ci sarà ancora tanto da lavorare per partecipare attivamente come FAMIGLIA alle trasformazioni in atto nella scuola, nell’interesse principale ed esclusivo della educazione e formazione dei nostri ragazzi.

La prossima riunione della commissione scuola del FORUM è convocata per il 14/9 prossimo, presso la sede di Roma e continueremo ad essere presenti e a portare il contributo fattivo delle Associazioni del Comitato regionale Emilia Romagna dei Diritti della Famiglia.

Grazie a tutti per l’attenzione.

 

 

Comunicato stampa

 

IL Comitato regionale per i Diritti della Famiglia nel triennio 2001/2004. Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo. Inizio del nuovo mandato con la visita a Mons. Caffarra.

 

Sabato 12 giugno 2004, presso la sala “Don Gavinelli” della parrocchia salesiana del Sacro Cuore (Bologna), si è riunita l’Assemblea del Comitato per i Diritti della Famiglia dell’Emilia-Romagna per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo. Al Comitato regionale aderiscono attualmente 25 associazioni. La relazione del presidente uscente, Ermes Rigon, ha evidenziato i vari campi d’azione  in cui ha operato il Comitato nel triennio appena concluso. Si è consolidato il rapporto con e tra le Associazioni, anche attraverso il nuovo strumento di collegamento, CDdF NEWS, e attraverso le tavole rotonde “I sabati della Famiglia”, come momenti specifici di approfondimento e riflessione offerti a tutto l’associazionismo e ai soggetti interessati sulle varie tematiche che vedono la famiglia protagonista e soggetto. Si sono curati i rapporti con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali, attraverso una formulazione di proposte e suggerimenti sui progetti di legge e sulle deliberazioni che interessano più da vicino la famiglia. Intensificata la collaborazione col Forum nazionale delle Associazioni familiari e si sono costituiti gruppi di studio per approfondire e sviluppare tematiche e problematiche emergenti.

Dopo la votazione all’unanimità sulla relazione, ampia e dettagliata, di Rigon, si è proceduto al rinnovo dei membri del Consiglio Direttivo. Sono risultati eletti: Ermes Rigon, del Movimento Famiglie Nuove dei Focolari, Pier Giorgio Maiardi, del Centro G. P. Dore,  Emiliano Pancaldi, dei Cooperatori Salesiani Sacro Cuore, Pietro Moggi, del Forum provinciale di Reggio Emilia, Pietro Bologna, dell’Associazione Noè di Modena, Bruno Minelli, del Sidef di Bologna, Silvia Federici Gazza, di Famiglia Più di Parma.

 

Martedì 22 giugno 2004, nella mattinata, una delegazione del Comitato Regionale dell’Emilia Romagna per i Diritti della Famiglia è stata ricevuta in udienza da Sua Eccellenza, l’Arcivescovo di Bologna, Mons. Carlo Caffarra.

La delegazione, composta dai membri uscenti del Consiglio Direttivo Regionale e dai neo eletti all’interno dello stesso organismo direttivo, ha presentato il Comitato Regionale per i Diritti della Famiglia, illustrandone la genesi, lo scopo e le attività finora svolte, mettendo in rilievo la costante presenza e azione propositiva svolta nei confronti delle varie istituzioni regionali, provinciali e comunali, in un’ottica di sinergie continue fra le varie associazioni aderenti al Comitato.

L’arcivescovo mons. Caffarra ha apprezzato il lavoro svolto finora dal Comitato rimarcando l’importanza della sua presenza in un tessuto sociale che vede l’emergere, anche in sede legislativa, della figura dell’individuo (identità astratta), sganciata da qualsiasi relazione interpersonale. In una società dove i giovani sono sempre meno attratti dall’istituto del matrimonio e dove il legame coniugale risulta sempre più fragile, in una realtà sociale che non accoglie la famiglia come sua cellula fondante, è importante – ha affermato Mons. Caffarra - la vigilanza e le proposte avanzate dal Comitato.

 

 La mattinata è proseguita con la riunione di insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, presso la sede del Comitato (Centro G.P.Dore, Via del Monte, 5 Bologna), durante la quale sono stati eletti il Presidente, il Vice-presidente e il Segretario-tesoriere.

Riconfermati nelle rispettive cariche, il Presidente, Ermes Rigon (Famiglie Nuove del Movimento dei Focolari) e il Vice-Presidente Pier Giorgio Maiardi (Centro G.P. Dore). Nuovo Segretario-tesoriere è Pietro Bologna (Ass. Noè - Modena).

Il nuovo Consiglio Direttivo, alla presenza del Direttivo uscente e di tutti i votati nell’Assemblea del 12 scorso, si è dato le linee d’impegno per il prossimo triennio: consolidare il rapporto con le Associazioni familiari operanti in regione e con gli Uffici per la Pastorale familiare; continuare il rapporto costruttivo con le istituzioni, anche attraverso il rafforzamento di un proprio “osservatorio” e di Commissioni di lavoro per la formulazione di proposte e iniziative volte a presentare la famiglia come “soggetto sociale”, come “risorsa” e come “bene”; rafforzare il rapporto col Forum nazionale, per un’azione sinergica più efficace.

 

Sul tavolo vi sono già appuntamenti importanti, in particolare nell’ambito della celebrazione dell’anno internazionale della Famiglia, e sulla scia del lavoro svolto fino ad ora, che ha visto il Comitato attento e vigile nel promuovere e stimolare più cultura “pro family” nella nostra regione.

 

23 giugno 2004