EMERGENZA EDUCAZIONE:

quali alleati della famiglia per una gestione sana del tempo libero?

 

Sabato 15 novembre, nell’Aula Magna dell’Università a Reggio Emilia, si è svolto il Convegno “Emergenza educazione: quali alleati della famiglia per una gestione sana del tempo libero?”, organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia, in collaborazione con il Forum Provinciale di Reggio Emilia. Il Convegno è stato realizzato con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Reggio Emilia ed è stato finanziato con il contributo del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (legge 383/2000), nell’ambito del progetto “Family Net” del Forum Nazionale (anno 2006).

Nell’introdurre il Convegno, Ermes Rigon, presidente del Forum dell’Emilia Romagna, ha fornito un abstract dei due convegni precedenti sul tema della Emergenza educativa, del novembre 2007 a Bologna e del febbraio 2008 a Modena, sottolineando l’importanza di “creare una rete di famiglie che facciano della loro personale esperienza educativa un tesoro, un talento che possa fruttare mille segnali di vita e di speranza, per una società più vitale.” 

Con questo convegno – ha ricordato – intendiamo partire dall’esigenza di stabilire patti, alleanze educative fra la famiglia e gli ambiti in cui i ragazzi e i giovani trascorrono i loro tempo libero: associazioni giovanili, oratori, sport, scuole di formazione artistica, di educazione specifica, la palestra o la piscina… luoghi che possono avere l’educazione e la formazione come primo obiettivo da perseguire, e luoghi del divertimento fine a se stesso, in cui la motivazione è spesso l’intrattenimento facile, attraente e il profitto economico. I ragazzi hanno bisogno di questi luoghi, sia per una propria crescita fisica sia per acquisire ed esercitare la propria capacità di autonomia e di relazione con gli altri. La famiglia è chiamata a individuare le modalità più opportune per stabilire un rapporto con tutti questi ambiti e soprattutto per seguire l’esperienza che ne fanno i ragazzi attraverso un dialogo intelligente e discreto”.

Il Prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Luigi Grasselli, nel suo saluto, ha sottolineato la funzione insostituibile del Forum, perché tocca realtà fondamentali, che affiancando il compito primo dell’Università, offrono stimoli capaci di educare e preparare i giovani ad una maggiore responsabilità per la vita, maggiore senso civico e maggiore impegno personale.

L’Assessore alle Politiche sociali della Regione, Anna Maria Dapporto, ha richiamato l’importanza di “creare una relazione con gli agenti del tempo libero, secondo uno stile sano” che solo la famiglia può dare. La Regione riconosce questi luoghi che hanno funzione di relazione. “Occorre mettere al centro i giovani, come soggetti attivi, lasciando loro la libertà di compiere scelte”.

L’Assessore Provinciale alla Solidarietà, Marcello Stecco, ha dichiarato che questo è un appuntamento importantissimo per le istituzioni, poiché occorre un raffronto e un approccio culturale sulla realtà giovanile. E’ importante costruire insieme la stagione di un nuovo umanesimo, su due fronti: “occuparsi e non preoccuparsi” è una vera e propria antropologia dell’educazione; e il valore sociale della famiglia, la sua sacralità laica che non potrà mai essere relegata a una funzione privata.

Graziano Del Rio, Sindaco di Reggio Emilia, ha evidenziato l’emergenza educativa come investimento di base per chi ha responsabilità. “I giovani sono una risorsa, non sono un problema. E’ necessario perciò ridefinire la fiducia nei nostri figli, i quali, nella fiducia, diventano adulti più in fretta”. Ha posto come esempio l’esperienza comunale “Se voi date un po’ del vostro tempo, noi vi diamo una serie di sconti”. I 600 ragazzi che hanno risposto sono la dimostrazione che occorre anche chiedere e ciò significa dimostrare fiducia nelle loro capacità. E’ urgente quindi stipulare un’alleanza tra gli agenti educativi. Il Forum assolve il compito di sensibilizzare i politici sui punti cruciali.

 

Marco Barbieri, Consigliere regionale, ha ricordato la Legge regionale n.74/2008, approvata dall’Assemblea legislativa il 22 luglio 2008: "Norme in materia di politiche per le nuove generazioni", che valorizza chi si impegna, a tutti i livelli, in progetti educativi. La legge prevede inoltre numerose opportunità per i  giovani nell'agevolazione all'accesso alla casa, alla formazione, al lavoro, alle attività sportive e del tempo libero. “Finora i giovani e la famiglia non sono stati al centro, avevamo una legislazione che poneva i giovani come problema e non come risorsa. Occorre che noi politici ci rivolgiamo di più agli alleati educativi per scoprire le regole di una crescita armoniosa della nostra società”.

Le famiglie debbono avere più fiducia nella loro capacità educativa”, ha affermato Mons. Lorenzo Ghizzoni, Vescovo Ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla. Se ci si crede, la trasmissione educativa avviene, nonostante le barriere. E’ necessaria l’alleanza tra gli agenti educativi, perché è vincente la coerenza del messaggio e la continuità. Educazione significa anche accompagnamento, specialmente nel tempo libero destrutturato. Una sintesi, ereditata dal passato, viene offerta dalle virtù cardinali: Sapienza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, le quali potranno accompagnare le diverse attività del tempo libero.

Si è conclusa così la prima parte del Convegno.

Il giornalista Francesco Spada ha introdotto quindi la  parte centrale, con la tavola rotonda, offrendo alcuni spunti di riflessione.

Ha presentato don Bruno Ferrero (LDC), il quale ha esposto la relazione generale. “Si parla di emergenza, ma cosa si fa? Occorre fare una sintesi che comprenda un po’ tutto sul problema educativo. La felicità dipende da come i figli crescono. La persona viene prima delle cose. Il figlio viene prima delle cose e noi tante volte diamo cose al posto di noi stessi. L’educazione è la cosa più semplice che esista. Non è necessario leggere libri, fare master, partecipare a convegni… Chiunque può educare i propri figli. Occorre una buona figura paterna. Ecco 3 punti per una buona educazione: 1. Testimonianza viva e reale. E’ la partenza. Tutto passa attraverso gli occhi, da ciò che vedono. 2. Costruire una buona testa, una coscienza ben fatta, in un tempo stretto, con pochissime cose. Alla base di tutto, la risolutezza. 3. Rinforzo sociale: anche i migliori esempi, ad un certo momento hanno bisogno degli amici. Il branco spesso decide le scelte dei figli. Il rinforzo sociale è molto di più di una alleanza, affinché le persone crescano felici”.

Mons. Antenore Vezzosi (presidente nazionale ANSPI) si è chiesto: “Chi può venire incontro alla famiglia per una gestione sana del tempo libero?” e si è dato la risposta: “L’oratorio è la modalità più diffusa. Se vissuto bene, può essere una rivoluzione, è la famiglia delle famiglie. Occorre promuovere la dignità e la capacità della famiglia. Se tutta la comunità diventa educante, illuminata naturalmente dal Vangelo, lì i giovani potranno sentirsi accolti. Questo è l’oratorio. Questa è l’esperienza dell’ANSPI”.

Non possiamo essere attanagliati dalla paura – ha affermato Edoardo Patriarca, già presidente nazionale dell’AGESCI - E’ ora il tempo di speranza, di cambiamento. Occorre accostare i giovani anche approvandoli, non solo lamentandoci, senza mai perdere la comunicazione, a tutti i costi. Occorre non mollare mai, non lasciar correre perché in fondo va tutto bene, in nome di una pseudo felicità. Occorre il coraggio di fare proposte. Aiutiamo i genitori giovani a recuperare la sapienza dentro di sé, la sapienza dell’esperienza gioiosa. Se non abbiamo una bussola ferma, come potremo aiutare i giovani? Loro guardano come ci muoviamo. Diventiamo credibili quando mostriamo che un certo valore ha cambiato la nostra vita. I valori vanno incarnati, prima di essere annunciati, attraverso l’esercizio quotidiano, diventando stile di vita”.

Liliana Cosi, étoile di balletto classico e direttrice da 30 anni della Scuola di balletto classico di Reggio Emilia, ha comunicato la sua esperienza: “Il balletto è un’arte. E l’arte è per i giovani una strada di elevazione interiore. Come metodo ho cercato di far passare ciò che ho imparato dai miei maestri. La scuola, che avvia ad una professione con 4 ore di impegno al giorno, raccoglie ragazzi dai 10 ai 20 anni. Abbiamo stilato un regolamento firmato dai ragazzi e dai genitori. E’ un regolamento esigente, ma lodato da tutti, in cui la correzione è sempre esplicita e davanti agli altri. Il rapporto allievo-maestro è chiaro. Dando tutto, il maestro, anche i ragazzi imparano a dare tutto. Nella danza le energie fisiche sono incanalate ad esprimere se stessi, l’interiorità. Non a vincere qualcosa o per un premio”.

Facciamo meeting con altre famiglie per cercare regole comuni; meeting con gli insegnanti, i presidi e il personale ausiliario per avere metodi comuni; con gli allenatori e i dirigenti sportivi perché possano avere l’opportunità di dire parole importanti ai nostri figli  ha detto Giulio Carpi, presidente di CREATIV - meeting anche con i gestori delle discoteche, con i DJ, che incontrano migliaia di giovani e magari fanno proposte che non è detto che siano diseducative. Così pure meeting con i catechisti, con gli altri animatori del tempo libero. Tutti insieme ci siamo detti che educare senza una alleanza educativa è una perdita di tempo, perché ogni bambino, ogni ragazzo, ogni giovane ha una rete educativa intorno”.

Patrizia Fiorini ha presentato l’esperienza di Portofranco, di recente nascita. “Alleati con le famiglie dei ragazzi di scuole medie superiori, nel caso di insuccessi scolastici, offriamo un aiuto per imparare come studiare, accogliendo il ragazzo nella sua interezza affinché possa recuperare specialmente la stima di sé. Occorrono adulti, accomunati dalla passione per l’educazione, che sappiano accogliere e sostenere i ragazzi, nel rapporto uno ad uno, chiedendo solo impegno. Questi adulti sono persone di buona volontà che mettono a disposizione gratuitamente le ore che possono. E i ragazzi sono liberi ma responsabili di scegliere di partecipare o no. Si fanno anche attività che completano la persona. L’esito scolastico ne è una conseguenza

Le riflessioni conclusive sono state offerte da Pietro Alviti, coordinatore didattico del gruppo “Educazione e sistemi formativi” dell’iniziativa 383/00 Family Net del Forum nazionale delle Associazioni Familiari. “Sono emerse tante idee, provenienti da tanti punti diversi. Due icone bibliche per riassumere: l’eredità del figlio prodigo, qual è? Il padre non gli dà solo i soldi ma anche la capacità di tornare e ammettere di aver torto. L’altra icona: il giovane ricco. Gesù lo guardò, lo amò e gli disse… Tre azioni: tento di capirlo, lo amo, soltanto dopo gli parlo. Questa è la chiave di tutto. Benedetto XVI dice: “Voi dovete educare facendo prima di tutto quello che siete, il marito, la moglie, il padre, la madre…” Oggi è stato detto “educare i cittadini e i consumatori. Importante è educare i cittadini. Per questo il Forum fa proposte importantissime: mette insieme associazioni diverse che possono aiutarsi reciprocamente a formare ed educare i cittadini. Giovanni Paolo II ha affermato: “Famiglia, diventa ciò che sei.” Poi: “Famiglia credi in ciò che sei.” E’ questo il nostro compito!”.

 

(sintesi a cura di Adriana Marchi)