EMERGENZA
EDUCAZIONE:
quali
alleati della famiglia per una gestione sana del tempo libero?
Sabato 15 novembre, nell’Aula Magna dell’Università a Reggio Emilia, si è
svolto il Convegno “Emergenza educazione: quali alleati della famiglia per una
gestione sana del tempo libero?”, organizzato dal Forum delle Associazioni
Familiari dell’Emilia, in collaborazione con il Forum Provinciale di Reggio
Emilia. Il Convegno è stato realizzato con il patrocinio dell’Assemblea
Legislativa della Regione Emilia Romagna, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, della Provincia di Reggio Emilia,
del Comune di Reggio Emilia ed è stato finanziato con il contributo del Ministero
del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (legge 383/2000), nell’ambito
del progetto “Family Net” del Forum Nazionale (anno 2006).
Nell’introdurre il Convegno, Ermes Rigon,
presidente del Forum dell’Emilia Romagna, ha fornito un abstract
dei due convegni precedenti sul tema della Emergenza educativa, del novembre
“Con questo convegno – ha ricordato
– intendiamo partire dall’esigenza di
stabilire patti, alleanze educative fra la famiglia e gli ambiti in cui i
ragazzi e i giovani trascorrono i loro tempo libero:
associazioni giovanili, oratori, sport, scuole di formazione artistica, di
educazione specifica, la palestra o la piscina… luoghi che possono avere
l’educazione e la formazione come primo obiettivo da perseguire, e luoghi del
divertimento fine a se stesso, in cui la motivazione è spesso l’intrattenimento
facile, attraente e il profitto economico. I ragazzi hanno bisogno di questi
luoghi, sia per una propria crescita fisica sia per acquisire ed esercitare la
propria capacità di autonomia e di relazione con gli
altri. La famiglia è chiamata a individuare le
modalità più opportune per stabilire un rapporto con tutti questi ambiti e
soprattutto per seguire l’esperienza che ne fanno i ragazzi attraverso un
dialogo intelligente e discreto”.
Il Prorettore dell’Università di Modena e
Reggio Emilia, Luigi Grasselli, nel suo saluto, ha sottolineato
la funzione insostituibile del Forum, perché tocca realtà fondamentali, che
affiancando il compito primo dell’Università, offrono stimoli capaci di educare
e preparare i giovani ad una maggiore responsabilità per la vita, maggiore
senso civico e maggiore impegno personale.
L’Assessore alle Politiche sociali della Regione, Anna Maria Dapporto, ha richiamato
l’importanza di “creare una relazione con
gli agenti del tempo libero, secondo uno stile sano” che solo la famiglia
può dare. La Regione riconosce questi luoghi che hanno funzione di relazione. “Occorre mettere al centro i giovani, come
soggetti attivi, lasciando loro la libertà di compiere scelte”.
L’Assessore Provinciale alla Solidarietà, Marcello Stecco, ha dichiarato
che questo è un appuntamento importantissimo per le istituzioni, poiché occorre
un raffronto e un approccio culturale sulla realtà giovanile. E’ importante
costruire insieme la stagione di un nuovo umanesimo, su due fronti: “occuparsi e non preoccuparsi” è una vera e
propria antropologia dell’educazione; e il valore sociale della famiglia, la
sua sacralità laica che non potrà mai essere relegata a una funzione privata.
Graziano Del Rio, Sindaco di Reggio Emilia, ha evidenziato l’emergenza
educativa come investimento di base per chi ha responsabilità. “I giovani sono una
risorsa, non sono un problema. E’ necessario perciò ridefinire la
fiducia nei nostri figli, i quali, nella fiducia, diventano adulti più in
fretta”. Ha posto come esempio l’esperienza
comunale “Se voi date un po’ del vostro tempo, noi vi diamo una serie di
sconti”. I 600 ragazzi che hanno risposto sono la dimostrazione che occorre
anche chiedere e ciò significa dimostrare fiducia nelle loro capacità. E’
urgente quindi stipulare un’alleanza tra gli agenti educativi. Il Forum assolve
il compito di sensibilizzare i politici sui punti cruciali.
Marco Barbieri, Consigliere regionale, ha
ricordato la Legge regionale n.74/2008, approvata
dall’Assemblea legislativa il 22 luglio 2008: "Norme in
materia di politiche per le nuove generazioni", che valorizza chi si
impegna, a tutti i livelli, in progetti educativi. La legge prevede
inoltre numerose opportunità per i giovani nell'agevolazione
all'accesso alla casa, alla formazione, al lavoro, alle attività sportive e
del tempo libero. “Finora i giovani e la famiglia non sono stati al
centro, avevamo una legislazione che poneva i giovani come
problema e non come risorsa. Occorre che noi politici ci rivolgiamo di
più agli alleati educativi per scoprire le regole di una crescita armoniosa
della nostra società”.
“Le famiglie debbono avere più fiducia nella loro capacità educativa”,
ha affermato Mons. Lorenzo Ghizzoni,
Vescovo Ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla. Se ci
si crede, la trasmissione educativa avviene, nonostante le barriere. E’
necessaria l’alleanza tra gli agenti educativi, perché è vincente la coerenza
del messaggio e la continuità. Educazione significa anche accompagnamento, specialmente
nel tempo libero destrutturato. Una sintesi, ereditata dal passato, viene offerta dalle virtù cardinali: Sapienza, Giustizia,
Fortezza, Temperanza, le quali potranno accompagnare le diverse attività del
tempo libero.
Si è conclusa così la prima parte del Convegno.
Il giornalista Francesco
Spada ha introdotto quindi la
parte centrale, con la tavola rotonda, offrendo alcuni spunti di
riflessione.
Ha presentato don Bruno
Ferrero (LDC), il quale ha esposto la relazione
generale. “Si parla di emergenza, ma cosa si fa?
Occorre fare una sintesi che comprenda un po’ tutto
sul problema educativo. La felicità dipende da come i figli
crescono. La persona viene prima delle cose. Il figlio viene prima delle
cose e noi tante volte diamo cose al posto di noi
stessi. L’educazione è la cosa più semplice che esista. Non è
necessario leggere libri, fare master, partecipare a convegni… Chiunque può
educare i propri figli. Occorre una buona figura paterna. Ecco 3 punti per una buona educazione: 1. Testimonianza viva e reale. E’ la
partenza. Tutto passa attraverso gli occhi, da ciò che vedono. 2.
Costruire una buona testa, una coscienza ben fatta, in un tempo stretto, con
pochissime cose. Alla base di tutto, la risolutezza. 3. Rinforzo sociale: anche i
migliori esempi, ad un certo momento hanno bisogno degli amici. Il branco
spesso decide le scelte dei figli. Il rinforzo sociale è molto di più di una alleanza, affinché le persone crescano felici”.
Mons. Antenore Vezzosi (presidente nazionale ANSPI) si
è chiesto: “Chi può venire incontro alla
famiglia per una gestione sana del tempo libero?” e si è dato la risposta:
“L’oratorio è la modalità più diffusa. Se vissuto bene, può essere una rivoluzione, è la famiglia
delle famiglie. Occorre promuovere la dignità e la capacità della famiglia. Se tutta la comunità diventa educante, illuminata
naturalmente dal Vangelo, lì i giovani potranno sentirsi accolti. Questo è
l’oratorio. Questa è l’esperienza dell’ANSPI”.
“Non possiamo
essere attanagliati dalla paura – ha
affermato Edoardo Patriarca, già presidente nazionale dell’AGESCI - E’ ora il tempo di speranza, di cambiamento.
Occorre accostare i giovani anche approvandoli, non solo lamentandoci, senza
mai perdere la comunicazione, a tutti i costi. Occorre non mollare mai, non
lasciar correre perché in fondo va tutto bene, in nome di una pseudo felicità. Occorre il coraggio di fare proposte.
Aiutiamo i genitori giovani a recuperare la sapienza dentro di sé, la sapienza dell’esperienza gioiosa. Se
non abbiamo una bussola ferma, come potremo aiutare i giovani? Loro guardano
come ci muoviamo. Diventiamo credibili quando
mostriamo che un certo valore ha cambiato la nostra vita. I valori vanno
incarnati, prima di essere annunciati, attraverso l’esercizio quotidiano,
diventando stile di vita”.
Liliana Cosi, étoile di balletto classico e direttrice da 30 anni della
Scuola di balletto classico di Reggio Emilia, ha
comunicato la sua esperienza: “Il
balletto è un’arte. E l’arte è per i giovani una strada di elevazione
interiore. Come metodo ho cercato di far passare ciò
che ho imparato dai miei maestri. La scuola, che avvia ad una professione con 4
ore di impegno al giorno, raccoglie ragazzi dai 10 ai
20 anni. Abbiamo stilato un regolamento firmato dai ragazzi e dai genitori. E’
un regolamento esigente, ma lodato da tutti, in cui la
correzione è sempre esplicita e davanti agli altri. Il rapporto allievo-maestro
è chiaro. Dando tutto, il maestro, anche i ragazzi imparano a dare tutto. Nella
danza le energie fisiche sono incanalate ad esprimere se stessi, l’interiorità.
Non a vincere qualcosa o per un premio”.
“Facciamo meeting con altre
famiglie per cercare regole comuni; meeting con gli insegnanti, i presidi e il
personale ausiliario per avere metodi comuni; con gli allenatori e i dirigenti
sportivi perché possano avere l’opportunità di dire parole importanti ai nostri
figli – ha detto
Giulio Carpi, presidente di CREATIV - meeting
anche con i gestori delle discoteche, con i DJ, che incontrano migliaia di
giovani e magari fanno proposte che non è detto che siano diseducative. Così pure meeting con i catechisti, con gli altri animatori del
tempo libero. Tutti insieme ci siamo detti che
educare senza una alleanza educativa è una perdita di tempo, perché ogni
bambino, ogni ragazzo, ogni giovane ha una rete educativa intorno”.
Patrizia Fiorini ha presentato l’esperienza di Portofranco, di recente nascita. “Alleati con le famiglie dei ragazzi di scuole medie superiori, nel caso
di insuccessi scolastici, offriamo un aiuto per
imparare come studiare, accogliendo il ragazzo nella sua interezza affinché
possa recuperare specialmente la stima di sé. Occorrono adulti, accomunati
dalla passione per l’educazione, che sappiano
accogliere e sostenere i ragazzi, nel rapporto uno ad uno, chiedendo solo
impegno. Questi adulti sono persone di buona volontà che mettono a disposizione
gratuitamente le ore che possono. E i ragazzi sono liberi ma responsabili di
scegliere di partecipare o no.
Si fanno anche attività che completano la persona. L’esito scolastico ne è una conseguenza”
Le riflessioni conclusive sono state offerte da Pietro Alviti, coordinatore didattico del gruppo “Educazione e
sistemi formativi” dell’iniziativa 383/00 Family Net del Forum nazionale delle
Associazioni Familiari. “Sono emerse
tante idee, provenienti da tanti punti diversi. Due
icone bibliche per riassumere: l’eredità del figlio prodigo, qual è? Il padre
non gli dà solo i soldi ma anche la capacità di tornare e ammettere di aver
torto. L’altra icona: il giovane ricco. Gesù lo
guardò, lo amò e gli disse… Tre azioni: tento di capirlo, lo amo, soltanto dopo
gli parlo. Questa è la chiave di tutto. Benedetto XVI
dice: “Voi dovete educare facendo prima di tutto quello che siete, il marito,
la moglie, il padre, la madre…” Oggi è stato detto “educare i cittadini e i
consumatori.” Importante è educare i cittadini. Per
questo il Forum fa proposte importantissime: mette insieme associazioni diverse
che possono aiutarsi reciprocamente a formare ed
educare i cittadini. Giovanni Paolo II ha affermato: “Famiglia, diventa ciò che
sei.” Poi: “Famiglia credi in
ciò che sei.” E’ questo il nostro compito!”.
(sintesi a
cura di Adriana Marchi)