PER
APPROFONDIRE
Verbale
dell’Asseblea del Forum delle Associazioni Familiari Emilia Romagna, a cura di Pietro
Bologna. Relazione del Presidente Ermes
Rigon. IL quoziente Parma, a cura di
Alfredo Caltabiano.
VERBALE DELL’ASSEMBLEA DEL FORUM delle
ASSOCIAZIONI FAMILIARI EMILIA ROMAGNA
a cura di
Pietro Bologna (Segretario-Tesoriere del Forum regionale )
Sono
presenti
i componenti del Consiglio Direttivo: Ermes Rigon, Pietro Moggi, Pietro
Bologna, Anna Tedesco, Stefania Di Raimo, Giovanna Ventura
Assente: Alessandro Morigi.
Sono presenti per le Associazioni e i FORUM locali:
Elisabetta MANGINI (ACI Bologna), Giovanni
BONVINI (AGE Emilia-Romagna), Lucia
GUGLIETTA Morgillo (AGESC Emilia-Romagna), Giovanni PRADELLI (AGESC
Modena), Domenico Minarini (ANFN) Ermes RIGON (FAMIGLIE NUOVE), Filippo ELIA (Ass. IL VINO DI CANA), Giovanni DORE e Pier Giorgio MAIARDI (Centro G.P.
DORE), Maria Antonietta BELLEI
(CIF), Giovanna VENTURA e
Giuseppe DI PAOLO (COLDIRETTI Bologna ed Emilia-Romagna), Mariangela BATTAGLINO (Cooper. SALESIANI S.
Cuore), Giovanni ZAPPELLINI (Famiglie
per l’ ACCOGLIENZA), Federico NERI
(FEDERVITA Regionale), Anna TEDESCO (LE
QUERCE DI MAMRE, MCL e
CONSULTA Bologna), Pietro
BOLOGNA (Associazione NOE’ Modena),
Alfredo ATTI (OFS. Min),
Stefania DI RAIMO (SIDEF),
Fausto RONCAGLIA (U.C.F.I.
Farmacisti Cattolici), Alfredo Caltabiano
(CONSULTA Parma); Sannita LUPPI (FORUM Piacenza), Chiara Zucchini (Forum
Faenza), Pietro MOGGI (FORUM Reggio Emilia),
Domenico MINARINI e Lucia Rolando (FORUM Modena).
Redige
il verbale: Pietro Bologna.
Ordine del Giorno:
1. Relazione del
Presidente
2. Riflessione sul
Questionario
3. Consegna e
distribuzione degli Atti dei tre convegni svolti in regione dal titolo:
“Emergenza
educazione: nuove alleanze tra
famiglia,scuola e tempo libero
4. Rapporti con le
Istituzioni
5. Programmazione
delle attività 2009/2010
6. Iniziative
regionali
7. Varie ed
eventuali
Relazione del
Presidente Ermes RIGON
La relazione introduttiva del Presidente
viene trascritta integralmente più sotto. Essa tiene conto anche delle risposte
date dalle Associazioni nei questionari.
Rapporti con le
istituzioni
In merito ai rapporti con le Istituzioni,
sicuramente si potrebbe fare molto di più di quanto sia stato fatto finora, promuovendo un
maggior coinvolgimento dell’Associazionismo. E’ necessario passare all’azione insistendo con i politici più disponibili con
i quali siamo in contatto. Si potrà avviare così un confronto in vista delle
prossime elezioni regionali di fine marzo 2010,
partendo anche dall’esempio di Parma, con i Consiglieri attuali e con i
candidati.
Elezioni regionali
Per quanto riguarda più specificatamente le
elezioni regionali, si pensa di
preparare una piattaforma ben chiara, elaborata a livello nazionale, con
le prerogative regionali, che contenga i punti salienti della promozione e difesa
della famiglia, nell’arco della sua esistenza, da presentare ai candidati. Si
conviene di prendere come base il manifesto che il FORUM nazionale
predisporrà, adattandolo alla realtà
regionale e alle realtà locali delle varie provincie dell’Emilia Romagna. Si
conviene altresì di prendere contatti con i candidati alla presidenza della
Regione, come FORUM Regionale, e con i candidati a consigliere regionale,
attraverso i Forum e Associa-zioni
Locali. Si rende necessario ricordare che non è sufficiente fare pressione sui
candidati, ma soprattutto occorre
organizzarsi per controllare il comportamento degli eletti durante il loro mandato. Come viene sottolineato da S. LUPPI (PC), P. Moggi (RE), Lucia Rolando (MO).
Esperienza Parma
Alfredo Caltabiano aggiorna della situazione
Parma e del quoziente Parma. A Parma non
esiste un FORUM provinciale delle Associazioni Familiari, ma la “Consulta comunale”; non è stato
istituito un assessorato specifico per la famiglia, ma “l’ AGENZIA per la famiglia”
alle cui indicazioni tutti gli assessorati cercano di fare riferimento
nelle loro azioni di governo della
città. Già nella campagna elettorale l’attuale sindaco aveva preannunciato i
punti programmatici in merito alle politiche per la famiglia e ora sta cercando
di realizzarli. A Parma è scontro duro fra maggioranza e minoranza, ma tutti
sono abbastanza concordi sulla famiglia.
Quoziente PARMA
Alfredo
Caltabiano presenta ai presenti il così detto “Quoziente Parma.”
Il carico fiscale secondo il calcolo ISEE, presenta dei lati negativi, quindi si cerca di
migliorarlo modificando i coefficienti, togliendo gli scaglioni dando origine
a quoziente famigliare specifico caso
per caso compilando opportune tabelle e tariffe. Secondo queste indicazioni il Comune teoricamente
dovrebbe avere costo ZERO e nessuno dovrebbe pagare di più, ma
realizzarsi attraverso una migliore ridistribuzione in base a redditi delle
famiglie, composizione familiare, ecc. Il calcolo tenta di tenere conto di
tutte le tariffe, magari applicate con
gradualità. Infatti la normativa attuale
non favorisce le famiglie in quanto certi coefficienti non sono adatti
soprattutto per chi ha più figli, è discriminante nei confronti di chi ha un
mutuo sulla prima casa perché non gli permette
di avere accesso ad altri contributi,
non tiene conto degli immigrati che sono ufficialmente “nulla tenenti”
in Italia, ma che sono proprietari della
casa al proprio paese ecc. ecc.
Il Comune di Parma a questo scopo ha nominato
Però anche questo sistema ha bisogno di
essere affinato in certi suoi passaggi, va fatta maggior chiarezza sul fatto che
“nessuno deve pagare di più” e sulla questione degli “scaglioni”; non parla di “famiglia”, ma di “gruppi
di famiglie”, considera solo la
parte pratica di calcolo fiscale e quindi
sarà necessario introdurre anche la parte che riguarda i “valori
della famiglia”, dovrà tener conto di chi ha il mutuo sulla prima casa,
degli immigrati che la casa nel proprio Paese
ecc.
Così perfezionato, il quoziente familiare è
uno strumento che ogni Amministrazione dovrebbe fare proprio, adattandolo alla
sua realtà e quindi adottando coefficienti che rispondono alle proprie
esigenze. Teoricamente è un meccanismo
valido, ma sul quale c’è ancora tanto da
lavorare anche dal punto di vista pratico
per poterlo realizzare.
Alfredo Caltabiano chiarisce alcuni aspetti
e risponde alle domande di G. DORE BO, Lucia
Rolando MO, P. Moggi RE, G. Pradelli MO. Ricorda che il FORUM nazionale
porta avanti la questione a livello nazionale, tenendo chiaramente presente che
attualmente la legislazione italiana favorisce i “singol” più che la famiglia e
che la fiscalità non dovrebbe
essere solo “verticale”, ma anche
“trasversale”. Più sotto
l’intervento completo.
Questionario rivolto a tutte le Associazioni e ai Forum provinciali
e territoriali dell’Emilia Romagna. Il Presidente Rigon offre una prima
sintesi del materiale giunto, suddivisa nei quattro punti fondamentali,
riservandosi di inviare a tutte le Associazioni, in un secondo tempo, una elaborazione
più completa.
Ci si interroga su
che cosa fare come FORUM Regionale?
Si
conviene di lavorare possibilmente su quello che le famiglie suggeriscono:
- Incontrare
- Sarebbe importante informarsi sulle
iniziative attivate in regione in merito all’aiuto alle famiglie in questa
emergenza “crisi” (Caritas, CEI, Parrocchie
ecc ) anche attraverso i Forum locali, collegati con il regionale
- Pur continuando il collegamento politico e
l’organizzazione di convegni ed
iniziative culturali a favore della famiglia, il Forum regionale dovrebbe anche
:
- curare maggiormente il collegamento
e coinvolgimento delle Associazioni
e dei Forum locali;
- curare la formazione ed educazione anche dei piccoli oltre che degli adulti; don FREGNI diceva che
la formazione parte dall’infanzia.
- Quindi seria riflessione su ciò che passa
alla TV, sul perché sposarsi, sul come
educare allo scopo promuovere iniziative di sensibilizzazione delle
Associazioni, Movimenti e Forum locali ecc (G. Dore BO,
Alfredo Caltabiano PR, Minarini
MO, E. Rigon BO)
Promozione della
famiglia
Nella promozione della famiglia è necessario
dimostrare che “ è bello fare famiglia”.
Comunicazione
Farsi sentire di più a livello di “comunicazione” investendo anche economicamente, magari
trovando un finanziamento. Non produrre solamente comunicati stampa e
promuovere conferenze, ma procedere con un lavoro mediatico: rubriche, articoli
a scadenza periodica su stampa e TV .ecc. Allo scopo di intercettare i
personaggi della comunicazione disponibili a rapportarsi con il FORUM:
giornalisti, addetti stampa di Istituzioni, Enti, Associazioni ecc… ; ed eventualmente chiedere chi ha competenza e
chi è disponibile all’interno delle Associazioni aderenti al Forum. Si sta diffondendo infatti un sistema
poco trasparente delle informazioni. (G.Ventura BO, Alfredo Caltabiano PR, Lucia Morgillo MO)
Dimensione pastorale
della famiglia
Pur considerando che già esiste un percorso
di conoscenza e di collaborazione tra il Forum regionale e
RU 486
Il
Comunicato di FederVita sulla RU 486 è da divulgare a tutto l’Associazionismo.
Si chiede di suggerire alla Regione
Emilia-Romagna, come provocazione, di prevedere che il nucleo familiare aumenti
al momento del concepimento dei figli (vedi Lombardia, in seguito Lazio,
Sicilia ecc. )
Si chiede di consegnare agli Amministratori
regionali la lettera sulla RU 486 con la
richiesta di una rigorosa applicazione della legge 194 (prevedere il “day
ospital”, garantire il supporto
psicologico per chi affronta l’aborto, non lasciare sole le ragazze e le donne
che prendono la pillola abortiva ecc. (F. NERI BO, E. Rigon BO)
Piano “casa” regionale
Lettera del Forum alla Regione Emilia-Romagna sul “piano
casa” con critica al metodo e al
criterio di assegnazione che non favorisce la famiglia con figli e soprattutto
le giovani coppie. (G. Ventura BO)
Rapporti con le
Associazioni
Il Forum trova spesso difficoltà a rapportarsi con le Associazioni, politici e amministratori nel suo impegno per
la promozione della famiglia e quindi a portare avanti le iniziative nelle
varie realtà locali. Occorre maggiore sinergia tra le Associazioni e il Forum regionale
e i Forum locali. (A. Tedesco BO)
Il Presidente Rigon da lettura del rendiconto
economico-finanziario 2008/2009 20.10.09).
Comunica che il 27 novembre 09 il Consiglio Direttivo del FORUM Nazionale si
riunisce a PARMA e che sarebbe una bella occasione di incontrarsi come
Direttivo regionale insieme con i Forum provinciali e territoriali.
Comunica che il giorno 10 dicembre
Si tratta di una ricerca empirica realizzata
nella Provincia di Bologna, sul tema della conciliazione tra famiglia e lavoro.
La ricerca ha mirato a conoscere le pratiche, i progetti e i problemi presenti
fra gli imprenditori e i lavoratori dipendenti, nonché fra un campione di
testimoni privilegiati delle istituzioni pubbliche, allo scopo di individuare
possibili nuove soluzioni al tema del bilanciamento fra mondo del lavoro e
famiglia. L'originalità della ricerca sta nell'avere cercato di affrontare il
tema nel quadro di un nuovo, auspicato, intreccio fra i vari attori sociali,
per costruire un tessuto sociale sempre più significativo per la qualità della
vita della comunità in cui viviamo.
La ricerca è stata voluta e sostenuta dal
nostro Forum regionale, da Api e Unindustria, con il contributo della
Fondazione Carisbo, che farà l'onore di ospitarci.
NOTE
- Per la stesura delle lettere e dei
comunicati da inviare, la presidenza si confronterà con alcuni collaboratori
per posta elettronica e procederà alla consegna.
- Viene presa in considerazione la
possibilità di organizzare una giornata intera
di confronto delle Associazioni del FORUM Regionale sulle problematiche
emerse in codesta assemblea.
Il luogo dell’incontro potrebbe essere
Parma, in data da stabilirsi. Attraverso Alfredo Caltabiano e la referente
dell’Agenzia per la famiglia di Parma si vaglierà meglio la data e
l’organizzazione, magari convogliando il tutto in una Festa della famiglia, in
cui si presenterà a tutto l’Associazionismo regionale e a tutti gli
interessati, amministratori, famiglie, istituzioni, il quoziente Parma e le politiche
familiari introdotte nel Comune di Parma.
L’Assemblea
chiede al Presidente Rigon di ricevere
copia della sua relazione.
Viene fissato la riunione del prossimo Consiglio Direttivo per il venerdì 27
novembre o il sabato 28 novembre a Parma, insieme con i
Presidenti e delegati dei Forum Provinciali e/o territoriali, (orario e luogo verranno fissati
successivamente) in occasione della presenza a Parma del Consiglio Direttivo
del FORUM Nazionale.
Atti “Emergenza
educazione: nuove alleanze tra famiglia, scuola e tempo libero” 3 convegni in
Emilia Romagna 2007-2008. Si è proceduto alla distribuzione degli ATTI dei convegni a tutti i presenti, in
numero necessario per la consegna alle
autorità, relatori, amministratori e politici presenti ai 3 convegni, alle
Associazioni locali e alle personalità delle varie città.
Viene precisato che gli Atti sono già stati
consegnati alle Istituzioni civili e religiose regionali, a tutti i Forum
regionali italiani, alle Associazioni nazionali e al Forum nazionale.
Considerazioni conclusive
Dalla ricca
discussione si possono ricavare alcune indicazioni che confermano le proposte
contenute nella relazione, le arricchiscono e le concretizzano.
Le due linee con cui il FORUM deve
qualificare la propria presenza e la propria iniziativa sono:
-
quella
“culturale” – occorre riproporre, ad
una società che la va perdendo, l’idea della famiglia che nasce da un patto con
cui i coniugi si impegnano alla fedeltà reciproca ed alla stabilità; questa
famiglia rappresenta un bene sociale fondante per una società coesa e capace di
solidarietà ed accoglienza, una società a dimensione umana
-
e
quella della “interlocuzione con le
Istituzioni pubbliche” per una politica che promuova e sostenga la famiglia
e la sua stabilità.
La concretizzazione delle due linee
richiede, innanzitutto, un investimento sulla qualificazione del FORUM che non
può vivere di iniziative estemporanee: si tratta di darsi la possibilità e la
capacità di documentarsi costantemente per conoscere la situazione e per formulare
proposte motivate e strutturate.
La
prima risorsa
di cui dispone il FORUM, a questo riguardo, è rappresentato dalle associazioni
e dalle aggregazioni che vi aderiscono: occorre intensificare il collegamento
in rete per consentire una circolazione, in andata e ritorno, di idee,
esperienze e proposte. Non c’è dubbio, però, che il FORUM debba attrezzarsi per
raccogliere ed elaborare le informazioni e per tradurle in proposte
strutturate.
Un
secondo investimento
il FORUM dovrà farlo sulla comunicazione: si tratta di rendere presente
il FORUM in ambito pubblico e di dare evidenza agli interventi sulle questioni
riguardanti la famiglia ed alle proposte conseguenti. Per questo occorre
verificare la concreta possibilità di stabilire un rapporto autorevole con gli
organi di stampa e di comunicazione.
Da ultimo si può evidenziare l’opportunità
che il FORUM qualifichi la propria
presenza sul tema specifico della famiglia e su quanto la riguarda, non
cedendo alla tentazione di intervenire su temi che, più autorevolmente e con
maggiore competenza, possono essere affrontati da altri organismi. Il tema
“famiglia” ha, infatti, una sua peculiarità e in questo momento richiede un
impegno qualificato per interventi costruttivi e credibili che abbiano una
propria evidenza specifica, senza il rischio di strumentalizzazioni che ne
riducano l’efficacia.
L’
Assemblea termina alle ore 12,30.
RELAZIONE DEL PRESIDENTE
Ermes Rigon (testo integrale)
24 ottobre 2009 -
Assemblea del Forum Emilia Romagna
Signori Presidenti e signori delegati delle
Associazioni, dei Forum Provinciali e Territoriali, Signori Consiglieri,
Signori Invitati permanenti, Signori osservatori, benarrivati a tutti. Ho
atteso questo momento con grande trepidazione e tanta speranza.
A
distanza di quasi venti anni dalla nascita del nostro Forum regionale delle
Associazioni Familiari [forse qualcuno se lo ricorda, era il gennaio 1991] –
che alla sua origine si chiamò Comitato per i diritti della famiglia – credo
sia doveroso ripensare alle motivazioni che gli diedero origine ed
all’obiettivo che ci si pose.
Il
Comitato nacque, infatti, per rispondere alla situazione di quel tempo,
riguardo all’istituzione familiare, e la ragione della sua esistenza deve
continuare ad essere individuata nella capacità di rispondere alla situazione
che caratterizza questi nostri giorni.
Tutto ciò ci
impone di leggere il nostro tempo e di tentare di interpretarne le
caratteristiche e le esigenze. A queste esigenze, infatti, dobbiamo rapportare
la nostra presenza e le nostre iniziative, pur nella limitatezza delle nostre
risorse e delle nostre capacità.
Mi sembra
importante andare a riscoprire il contesto in cui germogliò l’idea di dare vita
al nostro Forum regionale. Si trattava di un
Convegno convocato, in ambito regionale, nel febbraio del 1988, che si
poneva come tema la costruzione di un “umanesimo familiare”. Un tema laico che
nasceva dalla constatazione che [cito esattamente] “non è sufficiente una posizione di protezionismo del matrimonio e della
famiglia, occorre promuovere una cultura della famiglia” e “questo comporta un modo di pensare ed un
costume di vita che considera la famiglia nata e sostenuta dal patto di
solidarietà coniugale come una vera e propria comunità di persone, che è una
mediazione vitale e di valore fra il singolo individuo e lo Stato”.
Si diceva poi
che la famiglia non deve essere chiusa in se stessa, non si deve cullare nella
propria totale privatizzazione, non può essere condannata alla permanente
conflittualità per la indiscussa affermazione della soggettività di ognuno dei
suoi membri, ma si sottolineava che la famiglia deve essere cosciente del
proprio diritto di cittadinanza, della valenza sociale e politica della propria
esistenza e del proprio operare, cosciente di essere inserita in una comunità
umana più ampia, in cui deve tessere relazioni e interazioni di solidarietà con
le altre famiglie, e di svolgere funzioni sociali che devono essere
riconosciute dallo Stato.
Si rilevava, a
quel tempo, una grave carenza di cultura relazionale e si raccomandava una
grande opera di informazione e di formazione, soprattutto delle future coppie,
in ordine alle peculiari caratteristiche del matrimonio: unità, fedeltà,
fecondità e indissolubilità in una prospettiva di solidarietà e di comunione.
A questo scopo,
si auspicava che venisse favorito e promosso l’associazionismo familiare,
lontano da ogni configurazione corporativista o di difesa di interessi di
situazioni privilegiate. E’ in questo contesto che la mozione conclusiva del
Convegno chiedeva la costituzione, nelle forme più idonee, di un organismo regionale laico, rappresentativo del soggetto famiglia ed
espressione delle sue aggregazioni, come interlocutore autorevole con le
strutture pubbliche e da parte di queste riconosciuto e consultato.
Ho ritenuto
opportuno fare questo richiamo alle origini del nostro Forum, per constatare
che le motivazioni della sua nascita permangono tutte, pur in una situazione
mutata, che ne ha però accresciuto la rilevanza e l’urgenza.
E il Forum ha
il dovere di riproporsele nella consapevolezza che la sua funzione non è quella
di servire l’interesse di un gruppo o di una parte ma, piuttosto, quella di
compiere un servizio all’intera comunità sociale.
La nostra
società credo abbia assoluto bisogno di ri-scoprire
la famiglia. Il sociologo Pierpaolo Donati, nel Decimo rapporto CISF sulla
famiglia in Italia, afferma che oggi è quanto mai urgente ri-conoscere (= conoscere di nuovo) la famiglia. E’ nel ri-conoscere sempre di nuovo la
famiglia che si giocano le scelte di civiltà e le scelte nei processi di
civilizzazione o di involuzione culturale e di decadenza di una intera civiltà.
Dal tipo di riconoscimento che viene accordato (o meno) alla famiglia dipendono
le iniziative legislative e le concrete politiche di intervento che
conferiscono (o meno) alla famiglia dei precisi contenuti (funzioni sociali,
compiti, valori), cioè che la trattano come “soggetto sociale” delle nostre
comunità locali. Senza una tale visione non ci può essere promozione del
capitale umano, sociale e civico di una comunità.
Chi adotta una
visione privatistica della famiglia, come una scatola vuota dove gli individui
possono esprimere le loro preferenze e i loro gusti a piacimento, senza che
tali scelte abbiano alcuna ricaduta sociale o rilevanza pubblica, finisce per
sostenere ancora una volta l’assistenzialismo e la passivizzazione delle
famiglie.
Infatti la
riscoperta della dignità della persona e la giusta affermazione dei suoi
diritti ha provocato, come prodotto collaterale, l’esasperato individualismo di
cui ci siamo nutriti in questi anni, con la conseguente accentuata
conflittualità, la debolezza e la instabilità di qualsiasi rapporto
interpersonale, la solitudine e, spesso, la depressione.
Se alla
famiglia diamo il significato non di una semplice aggregazione di persone ma,
piuttosto, come si diceva già nel 1988, quello di una vera e propria comunità
di persone, fondata su un forte e vincolante patto di solidarietà e di fedeltà,
“una relazione sociale piena, ossia un fenomeno sociale totale”, come dice
Pierpaolo Donati, ci sentiamo di affermare che questa società ha un bisogno
vitale di famiglia, non come rifugio e fuga da un mondo che ci fa paura, ma
come luogo di vita, di crescita e di educazione di ogni singola persona a
vivere pienamente e costruttivamente la propria vita sociale, il proprio
rapporto con la comunità civile e politica.
Sempre
Donati afferma: “la famiglia è il luogo
dove nascono e si formano le virtù umane, che vengono elaborate fino a
trasformarsi in virtù sociali”
Si ha però la
sensazione che in questa società l’immagine della famiglia, così come noi la
crediamo, si sia indebolita e si stia perdendo.
I dati
statistici di Bologna e della nostra regione ci dicono, infatti, che negli
ultimi anni si registra una costante crescita delle persone nubili e celibi
nella fascia fra i 30 ed i 40 anni, si riduce il numero dei matrimoni, sia
civili che religiosi, è in costante aumento il numero dei divorziati mentre
cresce il numero degli abitanti e quello dei nuclei familiari anagrafici:
questo ci pare esprima la riduzione del numero delle famiglie nate da
matrimonio e fondate, quindi, su uno stabile patto di fedeltà e solidarietà.
La nostra
società sta, peraltro, cambiando la propria composizione: aumentano gli
stranieri residenti e cresce il numero dei nati da cittadini stranieri. Questo
significa pluralismo di culture anche riguardo alla famiglia e nuove esigenze
di educazione ad una pacifica e positiva convivenza.
E’ in questa
società, e non in un’altra, che il Forum deve compiere il proprio servizio alla
famiglia, che è servizio alla persona ed è servizio alla società, alla sua
crescita, alla qualità della sua vita.
Se le direzioni
di questo servizio restano due - quella del sostegno alle famiglie ed alle loro
aggregazioni e quella della interlocuzione con le Istituzioni pubbliche - io
credo che in questo momento dobbiamo accentuare la prima delle due direzioni
non tralasciando la seconda.
La cultura del
nostro tempo, che ha ispirato la politica e la legislazione, ha accentuato, infatti,
il carattere di scelta riguardo al matrimonio ed alla famiglia. Il matrimonio e
la famiglia non rappresentano più le vie obbligate per un ordinato e sicuro
inserimento nella società, per il riconoscimento dei diritti dei singoli
individui, ma sono frutto della libera scelta delle persone.
Le condizioni
di vita poi in cui si trova a vivere la coppia e la famiglia non favoriscono la
loro stabilità e la loro durata nel tempo. Si tratta, allora, di rendere più
forte e motivata la proposta di matrimonio e di famiglia, per aiutare una
scelta consapevole e convinta, e di creare le condizioni per sostenere la
stabilità della famiglia che nasce da quella scelta.
Si tratta, a
quest’ultimo riguardo, di promuovere l’associazionismo familiare che significa
togliere le singole famiglie dall’isolamento e creare un contesto di
comunicazione e di solidarietà fra di loro.
Si tratta anche
di coltivare una cultura della famiglia che faccia crescere la consapevolezza
della sua indispensabile funzione sociale e la importanza dell’impegno
personale di ciascuno a dare origine alla famiglia ed a svilupparne tutte le
potenzialità.
Da diversi anni stiamo battendo la strada
della crescita della cultura familiare e della funzione sociale della
istituzione familiare: in questa direzione si collocano i tre convegni
realizzati nell’ultimo anno sulla educazione che, in questo tempo di forte
mutamento sociale, viene percepita come “emergenza” , e sul ruolo primario ed
indispensabile della famiglia nella funzione educativa. Ma questa consapevolezza
oggi deve essere fatta propria innanzitutto dalle famiglie.
Negli Atti, in fondo si leggono bene le
attività portate avanti dal Forum. Non sono di poco conto. Ognuna per
diffondere la cultura famiglia. Solo nell’ultimo anno, ricordo la partecipazione
al Convegno “La sfida di una città a misura di famiglia – politiche locali e
welfare sussidiario” che si è svolto a Parma il 21 nov. 2008 e nel maggio
scorso il convegno sul federalismo fiscale, qui a Bologna.
E’ per questo
che, nel programmare l’attività futura del Forum, credo che si debba partire da
una rinnovata partecipazione e condivisione delle associazioni aderenti, da un
loro rinnovato impegno a crescere come associazioni, per sostenere le famiglie
e per aiutarle a crescere, e da un più ricco dialogo e scambio fra le
associazioni per rinnovare, arricchire e rendere più efficace la nostra
proposta ed il nostro servizio alla nostra società.
Nella
interlocuzione con le Istituzioni pubbliche, il Forum dovrà preoccuparsi di
esprimere e rappresentare una realtà familiare vera e viva, pienamente
consapevole della propria funzione sociale.
Questa è la condizione di base per la credibilità del Forum mentre la
condivisione delle associazioni aderenti rappresenta la condizione
indispensabile per la efficacia delle sue iniziative.
Per concludere,
richiamo la novità dell’Enciclica
di Benedetto XVI "Caritas in
Veritate". Mi è particolarmente piaciuto un commento di Pierpaolo
Donati, apparso il 21 luglio scorso su Zenit: “Si tratta di un modo di pensare che è centrato sulla relazionalità
come categoria centrale per leggere la condizione umana e le vie da percorrere
per un autentico sviluppo integrale della persona e dell’umanità. La carità è
la via maestra della dottrina sociale della Chiesa, perché “essa dà vera
sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; è il principio
non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo,
ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici”.
Passando per le relazioni meso (quelle proprie delle formazioni sociali
intermedie di società civile - capitoli 3,4,5).
… Lo scenario
ci pone davanti a un complesso di degradazioni di ogni genere, specie nel campo
della manipolazione della vita umana e della famiglia, così come a tante
emergenze, da quella educativa, alla disoccupazione, alla negazione di
fondamentali diritti umani in tante parti del globo. Non si può affrontare
questo nuovo scenario senza un’adeguata antropologia: “La questione
sociale è diventata radicalmente questione antropologica”, e senza che tale
antropologia sia capace di proiettarsi poi sull’intera società, cioè su tutti i
rapporti sociali in cui è in gioco la vita umana.
Dice ancora
Benedetto XVI: “La creatura umana… si realizza nelle relazioni interpersonali.
Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale.
Non è isolandosi che l'uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri… (e con Dio.) L'importanza di
tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ciò vale anche per i popoli. È,
quindi, molto utile al loro sviluppo una visione metafisica della relazione
tra le persone”.
Ecco dunque il
filo rosso dell’enciclica: leggere l’umano attraverso la relazionalità.
E questo vale
in modo speciale per noi come famiglie, come famiglie associate, come
Associazioni, come Forum. È questa la nostra mission. È qui che insieme
giochiamo il nostro presente e quindi il nostro futuro. Insieme.
Ermes
Rigon
Bologna, 24
ottobre 2009
IL QUOZIENTE FAMILIARE
PARMA
di
Alfredo Caltabiano (Consulta delle Associazioni Familiari Parma)
alcune
note esplicative
Il quoziente familiare, di cui si è molto
parlato in questi mesi in Italia, comincia da Parma: il Comune, infatti, ha
messo a punto una proposta, il "Quoziente Parma", sulla quale rimodulare il sistema di tariffazione e di
accesso ai servizi comunali (nidi, scuole dell'infanzia, servizi
socio-assistenziali ecc.) e i sistemi contributivi di sostegno, in una logica
"a misura di famiglia".
L'obiettivo che si intende perseguire -
spiega il Comune in una nota stampa - e' quello di elaborare un "coefficiente correttivo a misura di
famiglia", rendendo più eque e
omogenee le tariffe del Comune di Parma, rafforzando la capacità economica
delle famiglie e promuovendo la capacità delle stesse di svolgere al meglio le
proprie funzioni alla cura, all'educazione, al sostegno e all'accoglienza.
La proposta è stata elaborata dall'Agenzia
per
"Il
Quoziente Parma e' una grande novità
- spiega il sindaco di Parma Pietro Vignali - non solo perché è il primo esempio in Italia, ma anche perché'
riconosce alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo
educativo, di cura, di dialogo tra le generazioni, di coesione sociale. E' uno
strumento necessario a una città' che ha scelto di crescere a misura di
famiglia".
"Il
nuovo parametro - sottolinea la delegata all'Agenzia per
E' uno
strumento che concorre nel riconoscere la famiglia risorsa fondamentale della
comunità' e nell'ambito delle politiche tariffarie locali e' una "buona
pratica" da condividere per promuovere tariffe più' eque anche altrove".
Perché
è necessaria una Politica tariffaria più equa?
- Il punto di partenza
è il riconoscimento e la promozione
- Principio
- Per il principio
Il
sistema a SCAGLIONI
non permette una ripartizione uniforme e proporzionale
Obiettivo
generale:
- Sviluppare una
politica tariffaria a Misura di Famiglia, elaborando un “Quoziente Parma” come
coefficiente correttivo a misura di famiglia
Obiettivo
prima fase sperimentale:
- Rive
Stanziamenti
economici Anno 2009
Stanziamenti
economici 1.203.000,00€:
-
430.000,00 € per minor entrata
(agevolazioni tariffarie per l’accesso ai servizi
educativi)
-
500.000,00 € per contributi a rimborso
-
80.000,00 € per minor entrata per rimborso tariffa TIA
-
100.000,00 € per agevolazione a famiglie numerose per
pagamento utenze
-
93.000,00 € cofinanziamento
regione Emilia Romagna
Nel
2010-2011 il mantenimento
Definizioni
e concetti introduttivi
L’ISEE (Indicatore
ISE
_________ = ISEE
Scala di
equivalenza
L’ISE = somma
SCALA DI
EQUIVALENZA = parametro variabile
che aumenta all’aumentare
0,35 per ogni ulteriore
componente.
0,5 per ogni
componente con handicap psicofisico permanente di cui all'art. 3, comma 3,

Dal calcolo
dell’ISEE al Quoziente Parma
Il principio a cui si ispira l’ISEE
(consentire l’accesso ai servizi e alle agevolazioni in base all’effettiva
situazione economica
L’applicazione
del Quoziente Parma alla tariffa stabilita con il tradizionale sistema di
calcolo, determina la nuova Tariffa Parma o Tariffa “a misura di famiglia” (che
avrà un valore più basso quanto più alto sarà il valore assoluto del Quoziente
Parma). Il Quoziente Parma, quindi, in valore percentuale rappresenta lo sconto
da applicare alla tariffa.

La
tabella che segue individua e riassume i punteggi di riferimento del Quoziente
Parma, e illustra
puntualmente
il rapporto di miglioramento che si realizza rispetto alla “pesatura” della
famiglia già derivante dall’applicazione dell’ISEE.
Il
quoziente Parma “peserà” maggiormente ogni componente familiare, determinando
una riduzione dalla tariffa tanto maggiore quanti più saranno i componenti
della famiglia e i carichi assistenziali che essa assorbe.
Tabella
di confronto fra Scala di equivalenza
ISEE e “P” Parametro Parma
|
|
Scala di equivalenza ISEE |
“Quoziente
Parma” |
|
Dichiarante (1^
componente) |
1,00 |
1,00 |
|
Coniuge (o 2^
componente) |
0,57 |
Con
due adulti presenti 0,57 In
nucleo monogenitoriale
0,60 |
|
3^Componente (figlio
o affidato) (altra
persona) |
0,47 |
A
carico<26anni
0,60 Non
a carico o persona >=26 anni 0,50 |
|
4^Componente (figlio
o affidato) (altra
persona) |
0,42 |
A
carico<26anni 0,70 Non
a carico o
persona =>26 anni0,62 |
|
5^Componente (figlio
o affidato) (altra
persona) |
0,39 |
A
carico<26anni 0,80 Non
a carico o persona>=26 anni 0,67 |
|
6^Componente (figlio
o affidato) (altra
persona) |
0,35 |
A
carico<26anni 0,80 Non
a carico o persona>=26 anni 0,67 |
|
Condizione
lavorativo Professionale (nel quoziente
si compara il minore con figlio a carico o
affidato <26 anni) Entrambi i genitori lavorano Monogenitoriale Presenza di entrambi i genitori, di cui solo 1
lavoratore Pensionati |
0,10 ogni coniuge 0,20 0,00 0,00 |
Dipen Autonomi 0,175 Pensionati 0,195 Dipen Autonomi 0,350 Pensionati 0,390 Dipen Autonomi 0,075 Pensionati 0,095
>= 65 anni 0,095 >=
75 anni
0,100 |
|
Invalidità |
0,50 |
>=67% e <74% 0,50 >=74% e =100% 0,85 Disabili con in
Minore
disabile(>=67%
e =100) 0,85 |
|
Affidamento
etero-familiare |
0,00 |
Per nucleo familiare con affidamento etero-familiare in corso. 0,30 |
L’applicazione
del Quoziente Parma consente di non modificare la struttura dell’ISEE, ma riesce a migliorarne
gli effetti, realizzando, attraverso un modello innovativo, un miglioramento
del trattamento della singola famiglia in relazione ai componenti del nucleo
familiare e alla situazione del singolo caso.
La
nuova modalità di calcolo matematico supera, inoltre, la parametrazione per
scaglioni, come si vede dal grafico, a vantaggio di una curva lineare, più equa
e proporzionale (non scaglioni, ma conteggi “caso per caso”; ciascuno con un
proprio dato, diverso dagli altri).
Prendiamo
il caso di una famiglia composta da due genitori lavoratori dipendenti con
figli minori a carico, le tabelle di seguito mettono a confronto vecchia e
nuova tariffa, per l’accesso ai nidi d’infanzia, in relazione all’ISEE
posseduto.
Tariffa Tariffa
ISEE
Norma Parma
(Vecchia) (Nuova)
6360,18 € 52,00 44,13
8900,00 € 94,40 80,11
11801,00 € 142,82 121,20
14544,00 € 188,61 160,06
18680,00 € 257,65 218,65
23936,00 € 345,39 293,10
29254,00 € 434,16 368,44
32000,00 €
467,00 396,31
Confronto
nuova /vecchia tariffa

MODELLO PROGETTATO
(considerazioni)
[Lo studio tiene
conto prevalentemente
[Lo studio si
caratterizza per l’applicazione di una nuova
modalità di calcolo matematico che supera la parametrazione per scaglioni a
vantaggio di una curva lineare più
equa e proporzionale (non scaglioni,
ma conteggi “caso per caso”; ciascuno ha un proprio dato, diverso dagli altri)
MODELLO PROGETTATO
IL
PASSAGGIO DAGLI SCAGLIONI ALLA CURVA LINEARE parte dell’indi-viduazione


A) Stabilito l’ISEE, si calcola la
“tariffa personalizzata”
B) Successivamente,
si calcola il “Quoziente Parma” attraverso
|
(P-N) ___
= Quoziente Parma = valore %
N N
= Scala di equivalenza P = “Pesatura da Quoziente Parma”, parametro
variabile, indicatore equo Quoziente
Parma = il valore
che in % rappresenta il miglioramento da applicare alla tariffa. (P-N) ___
= Quoziente Parma in termini
assoluti, il
valore che in % N
rappresenta il miglioramento da
applicare alla tariffa. |
C)
|
TARIFFA PARMA = TARIFFA NORMA x
[1 - (P – N - K)]
N |
TARIFFA
NORMA: Tariffa
calcolata in base all’ISEE posseduto
TARIFFA
PARMA: Tariffa dopo
l’abbattimento conseguente all’applicazione
[1 - (P – N - K)] = Quoziente Parma in termini relativi, riferito ad
una famiglia
N compresa in una
popolazione di famiglie interessate ad uno specifico
servizio
K = Costante da applicare per la
Attraverso
questa formula il Quoziente Parma viene corretto, sottraendo al valore dato il
valore minimo risultante dalla condizione media di base (es. famiglia con un
solo figlio a carico e con altre condizioni pesate al livello minimo
Ecco perché
il Quoziente Parma è una novità ed è un grande passo avanti. È una buona
pratica che può essere estesa a ogni comune e alla Regione Emilia Romagna. È
quello che auspichiamo tutti noi.