I N S E R T O   S P E C I A L E  del  FORUMNEWS

 40 - novembre  2009 EMILIA  ROMAGNA

3/2009 FOGLIO d i COLLEGAMENTO del  FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI EMILIA-ROMAGNA

Via del Monte, 5 – 40126 Bologna – tel. e fax. 051 239702  e-mail: cddf@centrogpdore.it sito: http://comitatoer.iobloggo.com

 

 

PER APPROFONDIRE

 

Verbale dell’Asseblea del Forum delle Associazioni Familiari Emilia Romagna, a cura di Pietro Bologna. Relazione del Presidente Ermes Rigon. IL quoziente Parma, a cura di Alfredo Caltabiano.

 

 

VERBALE DELL’ASSEMBLEA DEL FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI  EMILIA ROMAGNA

 

a cura di Pietro Bologna  (Segretario-Tesoriere del Forum regionale )

 

 

 

Sono presenti i componenti del Consiglio Direttivo: Ermes Rigon, Pietro Moggi, Pietro Bologna, Anna Tedesco, Stefania Di Raimo, Giovanna Ventura

Assente: Alessandro Morigi.

Sono presenti  per le Associazioni e i FORUM locali:

Elisabetta MANGINI (ACI Bologna), Giovanni BONVINI (AGE Emilia-Romagna),   Lucia GUGLIETTA Morgillo (AGESC Emilia-Romagna), Giovanni PRADELLI (AGESC Modena),   Domenico Minarini (ANFN)   Ermes RIGON (FAMIGLIE NUOVE),   Filippo ELIA (Ass. IL VINO DI CANA),   Giovanni DORE  e Pier Giorgio MAIARDI (Centro G.P. DORE),   Maria Antonietta BELLEI (CIF),   Giovanna VENTURA  e  Giuseppe DI PAOLO (COLDIRETTI Bologna ed Emilia-Romagna),   Mariangela BATTAGLINO (Cooper. SALESIANI S. Cuore),   Giovanni ZAPPELLINI (Famiglie per l’ ACCOGLIENZA),   Federico NERI (FEDERVITA Regionale),   Anna TEDESCO (LE QUERCE DI MAMRE,   MCL  e  CONSULTA Bologna),   Pietro BOLOGNA (Associazione NOE’ Modena),   Alfredo ATTI (OFS. Min),   Stefania DI RAIMO (SIDEF),   Fausto RONCAGLIA (U.C.F.I.  Farmacisti Cattolici),   Alfredo Caltabiano (CONSULTA  Parma); Sannita LUPPI  (FORUM Piacenza), Chiara Zucchini (Forum Faenza), Pietro MOGGI (FORUM Reggio Emilia),  Domenico MINARINI e Lucia Rolando (FORUM Modena).

Redige il verbale:    Pietro Bologna.

 

Ordine del Giorno:

 

1. Relazione del Presidente

2. Riflessione sul Questionario

3. Consegna e distribuzione degli Atti dei tre convegni svolti in regione dal titolo: “Emergenza 

    educazione: nuove alleanze tra famiglia,scuola e tempo libero

4. Rapporti con le Istituzioni

5. Programmazione delle attività 2009/2010

6. Iniziative regionali

7. Varie ed eventuali

 

Relazione del Presidente  Ermes RIGON  

La relazione introduttiva del Presidente viene trascritta integralmente più sotto. Essa tiene conto anche delle risposte date dalle Associazioni nei questionari.

 

Rapporti con le istituzioni

In merito ai rapporti con le Istituzioni, sicuramente si potrebbe fare molto di più di quanto  sia stato fatto finora, promuovendo un maggior coinvolgimento dell’Associazionismo. E’ necessario passare all’azione  insistendo con i politici più disponibili con i quali siamo in contatto. Si potrà avviare così un confronto in vista delle prossime elezioni regionali di fine marzo 2010,  partendo anche dall’esempio di Parma, con i Consiglieri attuali e con i candidati.

 

 

 

Elezioni regionali

Per quanto riguarda più specificatamente le elezioni regionali, si pensa di  preparare una piattaforma ben chiara, elaborata a livello nazionale, con le prerogative regionali, che contenga i punti salienti della promozione e difesa della famiglia, nell’arco della sua esistenza, da presentare ai candidati. Si conviene di prendere come base il manifesto che il FORUM nazionale predisporrà,  adattandolo alla realtà regionale e alle realtà locali delle varie provincie dell’Emilia Romagna. Si conviene altresì di prendere contatti con i candidati alla presidenza della Regione, come FORUM Regionale, e con i candidati a consigliere regionale, attraverso i Forum  e Associa-zioni Locali. Si rende necessario ricordare che non è sufficiente fare pressione sui candidati,  ma soprattutto occorre organizzarsi per controllare il comportamento degli eletti  durante il loro mandato. Come viene sottolineato da S. LUPPI (PC),  P. Moggi (RE),  Lucia Rolando (MO).

 

Esperienza Parma

Alfredo Caltabiano aggiorna della situazione Parma  e del quoziente Parma. A Parma non esiste un FORUM provinciale delle Associazioni Familiari, ma la “Consulta comunale”; non è stato istituito un assessorato specifico per la famiglia, ma “l’ AGENZIA per la famiglia”  alle cui indicazioni tutti gli assessorati cercano di fare riferimento nelle loro azioni  di governo della città. Già nella campagna elettorale l’attuale sindaco aveva preannunciato i punti programmatici in merito alle politiche per la famiglia e ora sta cercando di realizzarli. A Parma è scontro duro fra maggioranza e minoranza, ma tutti sono abbastanza concordi sulla famiglia.

 

Quoziente  PARMA 

Alfredo Caltabiano presenta ai presenti il così detto “Quoziente Parma.”

Il carico fiscale secondo il calcolo ISEE,  presenta dei lati negativi, quindi si cerca di migliorarlo modificando i coefficienti, togliendo gli scaglioni dando origine a  quoziente famigliare specifico caso per caso compilando opportune tabelle e tariffe.  Secondo queste indicazioni il Comune teoricamente dovrebbe  avere costo ZERO  e nessuno dovrebbe pagare di più, ma realizzarsi attraverso una migliore ridistribuzione in base a redditi delle famiglie, composizione familiare, ecc. Il calcolo tenta di tenere conto di tutte le tariffe,  magari applicate con gradualità. Infatti  la normativa attuale non favorisce le famiglie in quanto certi coefficienti non sono adatti soprattutto per chi ha più figli, è discriminante nei confronti di chi ha un mutuo sulla prima casa perché non gli permette  di avere accesso ad altri contributi,  non tiene conto degli immigrati che sono ufficialmente “nulla tenenti” in Italia,  ma che sono proprietari della casa al proprio paese ecc. ecc.

Il Comune di Parma a questo scopo ha  nominato  la Commissione per la modifica del quoziente ISEE le cui indicazioni,  definite anche  “Quoziente Parma”,  dovranno comunque essere discusse dal Consiglio comunale di PR  prima della loro applicazione, il quale deve tenere conto della normativa vigente.

Però anche questo sistema ha bisogno di essere affinato in certi suoi passaggi, va fatta  maggior chiarezza  sul fatto che  “nessuno deve pagare di più” e sulla questione degli  “scaglioni”; non parla di “famiglia”, ma di “gruppi di famiglie”,   considera solo la parte pratica di calcolo fiscale e quindi  sarà necessario introdurre anche la parte che riguarda i “valori della famiglia”, dovrà tener conto di chi ha il mutuo sulla prima casa, degli immigrati che la casa nel proprio Paese   ecc.

Così perfezionato, il quoziente familiare è uno strumento che ogni Amministrazione dovrebbe fare proprio, adattandolo alla sua realtà e quindi adottando coefficienti che rispondono alle proprie esigenze.  Teoricamente è un meccanismo valido, ma sul quale c’è ancora  tanto da lavorare anche dal punto di vista pratico  per  poterlo realizzare.

Alfredo Caltabiano chiarisce alcuni aspetti e risponde alle domande di G. DORE BO,  Lucia Rolando MO,  P. Moggi RE,  G. Pradelli MO. Ricorda che il FORUM nazionale porta avanti la questione a livello nazionale, tenendo chiaramente presente che attualmente la legislazione italiana favorisce i “singol” più che la famiglia e che  la fiscalità non dovrebbe essere solo “verticale”,  ma  anche  “trasversale”.  Più sotto l’intervento completo.

 

Questionario rivolto a tutte le Associazioni e ai Forum provinciali e territoriali dell’Emilia Romagna. Il Presidente Rigon offre una prima sintesi del materiale giunto, suddivisa nei quattro punti fondamentali, riservandosi di inviare a tutte le Associazioni, in un secondo tempo, una elaborazione più completa.

 

Ci si interroga su che cosa fare  come FORUM  Regionale?

Si conviene di lavorare possibilmente su quello che le famiglie suggeriscono:

- Incontrare la Regione: il FORUM regionale dovrebbe porsi degli obiettivi  nei confronti della Regione,  dei politici e degli amministratori, a vari livelli, privilegiando le persone  non i partiti, continuando sulla linea finora assunta. Dovrebbe  predisporre proposte  e atti concreti, magari con una scaletta di priorità, partendo forse dal  “quoziente PR,   RU486,.”   problema della “la povertà” delle famiglie oggi ecc..

- Sarebbe importante informarsi sulle iniziative attivate in regione in merito all’aiuto alle famiglie in questa emergenza “crisi” (Caritas, CEI, Parrocchie  ecc ) anche attraverso i Forum locali, collegati con il regionale

- Pur continuando il collegamento politico e l’organizzazione  di convegni ed iniziative culturali a favore della famiglia, il Forum regionale dovrebbe anche :

- curare maggiormente il collegamento e coinvolgimento  delle  Associazioni  e dei Forum locali;

- curare la formazione  ed  educazione  anche dei piccoli  oltre che degli adulti; don FREGNI diceva che la formazione parte dall’infanzia.

- Quindi seria riflessione su ciò che passa alla TV, sul perché sposarsi,  sul come educare allo scopo promuovere iniziative di sensibilizzazione delle Associazioni, Movimenti e Forum locali ecc  (G. Dore BO,  Alfredo Caltabiano PR,  Minarini MO,  E. Rigon BO)

 

Promozione della famiglia

Nella promozione della famiglia è necessario dimostrare che “ è bello fare famiglia”. La Grande Festa della famiglia di Piacenza  ha dimostrato che le grosse iniziative  riescono a coinvolgere maggiormente le Associazioni ed è bello stare insieme. (S. LUPPI PC)

 

Comunicazione

Farsi sentire di più a livello di “comunicazione”  investendo anche economicamente, magari trovando un finanziamento. Non produrre solamente comunicati stampa e promuovere conferenze, ma procedere con un lavoro mediatico: rubriche, articoli a scadenza periodica su stampa e TV .ecc. Allo scopo di intercettare i personaggi della comunicazione disponibili a rapportarsi con il FORUM: giornalisti, addetti stampa di Istituzioni, Enti, Associazioni ecc… ;  ed eventualmente chiedere chi ha competenza e chi è disponibile all’interno delle Associazioni aderenti al Forum.  Si sta diffondendo infatti  un sistema  poco trasparente delle informazioni. (G.Ventura BO,  Alfredo Caltabiano PR,  Lucia Morgillo MO)

 

Dimensione pastorale della famiglia

Pur considerando che già esiste un percorso di conoscenza e di collaborazione tra il Forum regionale e la Commissione di Pastorale Familiare, e pur riconoscendo la specificità e la diversità dei ruoli, si richiede anche una presenza di un rappresentante della Pastorale Familiare regionale all’interno del Forum stesso, specialmente nelle Assemblee, per evidenziare una unitarietà d’azione seppure in ambiti diversi. A volte può sembrare che fa famiglia non venga considerata nella sua interezza, che venga per così dire  divisa a fette  tra le varie fasce di età e nei ruoli svolti. Nel contesto generale vengono trascurati maggiormente i giovani e le giovani coppie di sposi, i quali non vengono sensibilizzati alle problematiche della famiglia. Si auspica quindi che le tematiche familiari vengano affrontate in un confronto più stretto con le strutture e con i responsabili diocesani. (P. Moggi RE,  Filippo Elia BO)

 

RU  486

Il Comunicato di FederVita sulla RU 486 è da divulgare a tutto l’Associazionismo.

Si chiede di suggerire alla Regione Emilia-Romagna, come provocazione, di prevedere che il nucleo familiare aumenti al momento del concepimento dei figli (vedi Lombardia, in seguito Lazio, Sicilia ecc. )

Si chiede di consegnare agli Amministratori regionali la lettera sulla RU 486  con la richiesta di una rigorosa applicazione della legge 194 (prevedere il “day ospital”,  garantire il supporto psicologico per chi affronta l’aborto, non lasciare sole le ragazze e le donne che prendono la pillola abortiva ecc. (F. NERI BO,  E. Rigon BO)

 

 

 

Piano “casa” regionale

Lettera del Forum  alla Regione Emilia-Romagna sul “piano casa” con critica  al metodo e al criterio di assegnazione che non favorisce la famiglia con figli e soprattutto le giovani coppie. (G. Ventura BO)

 

Rapporti con le Associazioni

Il Forum trova spesso difficoltà  a rapportarsi con le Associazioni,  politici e amministratori nel suo impegno per la promozione della famiglia e quindi a portare avanti le iniziative nelle varie realtà locali. Occorre maggiore sinergia tra le Associazioni e il Forum regionale e i Forum locali. (A. Tedesco BO)

 

Il Presidente Rigon  da lettura del rendiconto economico-finanziario 2008/2009 20.10.09).

Comunica che il 27 novembre 09  il Consiglio Direttivo del FORUM Nazionale si riunisce a PARMA e che sarebbe una bella occasione di incontrarsi come Direttivo regionale insieme con i Forum provinciali e territoriali.

Comunica che il giorno 10 dicembre 2009, a Bologna, nella Sala delle Assemblee della Fondazione  Carisbo, in via Farini 15, verrà presentato il Rapporto di ricerca “La conciliazione famiglia-lavoro nelle piccole e medie imprese. Costruire e governare nuove reti”, a cura di P. Donati e R. Prandini, edita da Franco Angeli, 2009.

Si tratta di una ricerca empirica realizzata nella Provincia di Bologna, sul tema della conciliazione tra famiglia e lavoro. La ricerca ha mirato a conoscere le pratiche, i progetti e i problemi presenti fra gli imprenditori e i lavoratori dipendenti, nonché fra un campione di testimoni privilegiati delle istituzioni pubbliche, allo scopo di individuare possibili nuove soluzioni al tema del bilanciamento fra mondo del lavoro e famiglia. L'originalità della ricerca sta nell'avere cercato di affrontare il tema nel quadro di un nuovo, auspicato, intreccio fra i vari attori sociali, per costruire un tessuto sociale sempre più significativo per la qualità della vita della comunità in cui viviamo.

La ricerca è stata voluta e sostenuta dal nostro Forum regionale, da Api e Unindustria, con il contributo della Fondazione Carisbo, che farà l'onore di ospitarci.

 

NOTE

- Per la stesura delle lettere e dei comunicati da inviare, la presidenza si confronterà con alcuni collaboratori per posta elettronica e procederà alla consegna.

 

- Viene presa in considerazione la possibilità di organizzare una giornata intera di confronto delle Associazioni del FORUM Regionale sulle problematiche emerse in codesta assemblea.

Il luogo dell’incontro potrebbe essere Parma, in data da stabilirsi. Attraverso Alfredo Caltabiano e la referente dell’Agenzia per la famiglia di Parma si vaglierà meglio la data e l’organizzazione, magari convogliando il tutto in una Festa della famiglia, in cui si presenterà a tutto l’Associazionismo regionale e a tutti gli interessati, amministratori, famiglie, istituzioni, il quoziente Parma e le politiche familiari introdotte nel Comune di Parma.

 

L’Assemblea chiede al Presidente  Rigon di ricevere copia della sua relazione. 

 

Viene fissato la riunione del prossimo Consiglio Direttivo per il venerdì 27 novembre o il sabato  28  novembre a Parma, insieme con i Presidenti e delegati dei Forum Provinciali e/o territoriali, (orario e luogo verranno fissati successivamente) in occasione della presenza a Parma del Consiglio Direttivo del FORUM Nazionale.

 

Atti “Emergenza educazione: nuove alleanze tra famiglia, scuola e tempo libero” 3 convegni in Emilia Romagna 2007-2008. Si è proceduto alla distribuzione degli  ATTI dei convegni a tutti i presenti, in numero necessario  per la consegna alle autorità, relatori, amministratori e politici presenti ai 3 convegni, alle Associazioni locali e alle personalità delle varie città.

Viene precisato che gli Atti sono già stati consegnati alle Istituzioni civili e religiose regionali, a tutti i Forum regionali italiani, alle Associazioni nazionali e al Forum nazionale.

 

Considerazioni conclusive

Dalla ricca discussione si possono ricavare alcune indicazioni che confermano le proposte contenute nella relazione, le arricchiscono e le concretizzano.

Le due linee con cui il FORUM deve qualificare la propria presenza e la propria iniziativa sono:

 

-   quella “culturale” – occorre riproporre, ad una società che la va perdendo, l’idea della famiglia che nasce da un patto con cui i coniugi si impegnano alla fedeltà reciproca ed alla stabilità; questa famiglia rappresenta un bene sociale fondante per una società coesa e capace di solidarietà ed accoglienza, una società a dimensione umana

 

-   e quella della “interlocuzione con le Istituzioni pubbliche” per una politica che promuova e sostenga la famiglia e la sua stabilità.

 

La concretizzazione delle due linee richiede, innanzitutto, un investimento sulla qualificazione del FORUM che non può vivere di iniziative estemporanee: si tratta di darsi la possibilità e la capacità di documentarsi costantemente per conoscere la situazione e per formulare proposte motivate e strutturate.

 

La prima risorsa di cui dispone il FORUM, a questo riguardo, è rappresentato dalle associazioni e dalle aggregazioni che vi aderiscono: occorre intensificare il collegamento in rete per consentire una circolazione, in andata e ritorno, di idee, esperienze e proposte. Non c’è dubbio, però, che il FORUM debba attrezzarsi per raccogliere ed elaborare le informazioni e per tradurle in proposte strutturate.

 

Un secondo investimento il FORUM dovrà farlo sulla comunicazione: si tratta di rendere presente il FORUM in ambito pubblico e di dare evidenza agli interventi sulle questioni riguardanti la famiglia ed alle proposte conseguenti. Per questo occorre verificare la concreta possibilità di stabilire un rapporto autorevole con gli organi di stampa e di comunicazione.

 

Da ultimo si può evidenziare l’opportunità che il FORUM qualifichi la propria presenza sul tema specifico della famiglia e su quanto la riguarda, non cedendo alla tentazione di intervenire su temi che, più autorevolmente e con maggiore competenza, possono essere affrontati da altri organismi. Il tema “famiglia” ha, infatti, una sua peculiarità e in questo momento richiede un impegno qualificato per interventi costruttivi e credibili che abbiano una propria evidenza specifica, senza il rischio di strumentalizzazioni che ne riducano l’efficacia.

 

L’ Assemblea termina  alle ore 12,30.

  

 

 

 

RELAZIONE   DEL   PRESIDENTE  Ermes  Rigon (testo integrale)

 

 

24 ottobre 2009 - Assemblea del Forum Emilia Romagna

 

Signori Presidenti e signori delegati delle Associazioni, dei Forum Provinciali e Territoriali, Signori Consiglieri, Signori Invitati permanenti, Signori osservatori, benarrivati a tutti. Ho atteso questo momento con grande trepidazione e tanta speranza.

A distanza di quasi venti anni dalla nascita del nostro Forum regionale delle Associazioni Familiari [forse qualcuno se lo ricorda, era il gennaio 1991] – che alla sua origine si chiamò Comitato per i diritti della famiglia – credo sia doveroso ripensare alle motivazioni che gli diedero origine ed all’obiettivo che ci si pose.

Il Comitato nacque, infatti, per rispondere alla situazione di quel tempo, riguardo all’istituzione familiare, e la ragione della sua esistenza deve continuare ad essere individuata nella capacità di rispondere alla situazione che caratterizza questi nostri giorni.

Tutto ciò ci impone di leggere il nostro tempo e di tentare di interpretarne le caratteristiche e le esigenze. A queste esigenze, infatti, dobbiamo rapportare la nostra presenza e le nostre iniziative, pur nella limitatezza delle nostre risorse e delle nostre capacità.

Mi sembra importante andare a riscoprire il contesto in cui germogliò l’idea di dare vita al nostro Forum regionale. Si trattava di un  Convegno convocato, in ambito regionale, nel febbraio del 1988, che si poneva come tema la costruzione di un “umanesimo familiare”. Un tema laico che nasceva dalla constatazione che [cito esattamente] “non è sufficiente una posizione di protezionismo del matrimonio e della famiglia, occorre promuovere una cultura della famiglia” e “questo comporta un modo di pensare ed un costume di vita che considera la famiglia nata e sostenuta dal patto di solidarietà coniugale come una vera e propria comunità di persone, che è una mediazione vitale e di valore fra il singolo individuo e lo Stato”.

Si diceva poi che la famiglia non deve essere chiusa in se stessa, non si deve cullare nella propria totale privatizzazione, non può essere condannata alla permanente conflittualità per la indiscussa affermazione della soggettività di ognuno dei suoi membri, ma si sottolineava che la famiglia deve essere cosciente del proprio diritto di cittadinanza, della valenza sociale e politica della propria esistenza e del proprio operare, cosciente di essere inserita in una comunità umana più ampia, in cui deve tessere relazioni e interazioni di solidarietà con le altre famiglie, e di svolgere funzioni sociali che devono essere riconosciute dallo Stato.

Si rilevava, a quel tempo, una grave carenza di cultura relazionale e si raccomandava una grande opera di informazione e di formazione, soprattutto delle future coppie, in ordine alle peculiari caratteristiche del matrimonio: unità, fedeltà, fecondità e indissolubilità in una prospettiva di solidarietà e di comunione.

A questo scopo, si auspicava che venisse favorito e promosso l’associazionismo familiare, lontano da ogni configurazione corporativista o di difesa di interessi di situazioni privilegiate. E’ in questo contesto che la mozione conclusiva del Convegno chiedeva la costituzione, nelle forme più idonee, di un organismo regionale laico, rappresentativo del soggetto famiglia ed espressione delle sue aggregazioni, come interlocutore autorevole con le strutture pubbliche e da parte di queste riconosciuto e consultato.

Ho ritenuto opportuno fare questo richiamo alle origini del nostro Forum, per constatare che le motivazioni della sua nascita permangono tutte, pur in una situazione mutata, che ne ha però accresciuto la rilevanza e l’urgenza.

E il Forum ha il dovere di riproporsele nella consapevolezza che la sua funzione non è quella di servire l’interesse di un gruppo o di una parte ma, piuttosto, quella di compiere un servizio all’intera comunità sociale.

La nostra società credo abbia assoluto bisogno di ri-scoprire la famiglia. Il sociologo Pierpaolo Donati, nel Decimo rapporto CISF sulla famiglia in Italia, afferma che oggi è quanto mai urgente ri-conoscere (= conoscere di nuovo) la famiglia. E’ nel ri-conoscere sempre di nuovo la famiglia che si giocano le scelte di civiltà e le scelte nei processi di civilizzazione o di involuzione culturale e di decadenza di una intera civiltà. Dal tipo di riconoscimento che viene accordato (o meno) alla famiglia dipendono le iniziative legislative e le concrete politiche di intervento che conferiscono (o meno) alla famiglia dei precisi contenuti (funzioni sociali, compiti, valori), cioè che la trattano come “soggetto sociale” delle nostre comunità locali. Senza una tale visione non ci può essere promozione del capitale umano, sociale e civico di una comunità.

Chi adotta una visione privatistica della famiglia, come una scatola vuota dove gli individui possono esprimere le loro preferenze e i loro gusti a piacimento, senza che tali scelte abbiano alcuna ricaduta sociale o rilevanza pubblica, finisce per sostenere ancora una volta l’assistenzialismo e la passivizzazione delle famiglie.

Infatti la riscoperta della dignità della persona e la giusta affermazione dei suoi diritti ha provocato, come prodotto collaterale, l’esasperato individualismo di cui ci siamo nutriti in questi anni, con la conseguente accentuata conflittualità, la debolezza e la instabilità di qualsiasi rapporto interpersonale, la solitudine e, spesso, la depressione.

Se alla famiglia diamo il significato non di una semplice aggregazione di persone ma, piuttosto, come si diceva già nel 1988, quello di una vera e propria comunità di persone, fondata su un forte e vincolante patto di solidarietà e di fedeltà, “una relazione sociale piena, ossia un fenomeno sociale totale”, come dice Pierpaolo Donati, ci sentiamo di affermare che questa società ha un bisogno vitale di famiglia, non come rifugio e fuga da un mondo che ci fa paura, ma come luogo di vita, di crescita e di educazione di ogni singola persona a vivere pienamente e costruttivamente la propria vita sociale, il proprio rapporto con la comunità civile e politica.

Sempre Donati afferma: “la famiglia è il luogo dove nascono e si formano le virtù umane, che vengono elaborate fino a trasformarsi in virtù sociali

Si ha però la sensazione che in questa società l’immagine della famiglia, così come noi la crediamo, si sia indebolita e si stia perdendo.

I dati statistici di Bologna e della nostra regione ci dicono, infatti, che negli ultimi anni si registra una costante crescita delle persone nubili e celibi nella fascia fra i 30 ed i 40 anni, si riduce il numero dei matrimoni, sia civili che religiosi, è in costante aumento il numero dei divorziati mentre cresce il numero degli abitanti e quello dei nuclei familiari anagrafici: questo ci pare esprima la riduzione del numero delle famiglie nate da matrimonio e fondate, quindi, su uno stabile patto di fedeltà e solidarietà.

La nostra società sta, peraltro, cambiando la propria composizione: aumentano gli stranieri residenti e cresce il numero dei nati da cittadini stranieri. Questo significa pluralismo di culture anche riguardo alla famiglia e nuove esigenze di educazione ad una pacifica e positiva convivenza.

E’ in questa società, e non in un’altra, che il Forum deve compiere il proprio servizio alla famiglia, che è servizio alla persona ed è servizio alla società, alla sua crescita, alla qualità della sua vita.

Se le direzioni di questo servizio restano due - quella del sostegno alle famiglie ed alle loro aggregazioni e quella della interlocuzione con le Istituzioni pubbliche - io credo che in questo momento dobbiamo accentuare la prima delle due direzioni non tralasciando la seconda.

La cultura del nostro tempo, che ha ispirato la politica e la legislazione, ha accentuato, infatti, il carattere di scelta riguardo al matrimonio ed alla famiglia. Il matrimonio e la famiglia non rappresentano più le vie obbligate per un ordinato e sicuro inserimento nella società, per il riconoscimento dei diritti dei singoli individui, ma sono frutto della libera scelta delle persone.

Le condizioni di vita poi in cui si trova a vivere la coppia e la famiglia non favoriscono la loro stabilità e la loro durata nel tempo. Si tratta, allora, di rendere più forte e motivata la proposta di matrimonio e di famiglia, per aiutare una scelta consapevole e convinta, e di creare le condizioni per sostenere la stabilità della famiglia che nasce da quella scelta.

Si tratta, a quest’ultimo riguardo, di promuovere l’associazionismo familiare che significa togliere le singole famiglie dall’isolamento e creare un contesto di comunicazione e di solidarietà fra di loro.

Si tratta anche di coltivare una cultura della famiglia che faccia crescere la consapevolezza della sua indispensabile funzione sociale e la importanza dell’impegno personale di ciascuno a dare origine alla famiglia ed a svilupparne tutte le potenzialità.

Da diversi anni stiamo battendo la strada della crescita della cultura familiare e della funzione sociale della istituzione familiare: in questa direzione si collocano i tre convegni realizzati nell’ultimo anno sulla educazione che, in questo tempo di forte mutamento sociale, viene percepita come “emergenza” , e sul ruolo primario ed indispensabile della famiglia nella funzione educativa. Ma questa consapevolezza oggi deve essere fatta propria innanzitutto dalle famiglie.

Negli Atti, in fondo si leggono bene le attività portate avanti dal Forum. Non sono di poco conto. Ognuna per diffondere la cultura famiglia. Solo nell’ultimo anno, ricordo la partecipazione al Convegno “La sfida di una città a misura di famiglia – politiche locali e welfare sussidiario” che si è svolto a Parma il 21 nov. 2008 e nel maggio scorso il convegno sul federalismo fiscale, qui a Bologna.

E’ per questo che, nel programmare l’attività futura del Forum, credo che si debba partire da una rinnovata partecipazione e condivisione delle associazioni aderenti, da un loro rinnovato impegno a crescere come associazioni, per sostenere le famiglie e per aiutarle a crescere, e da un più ricco dialogo e scambio fra le associazioni per rinnovare, arricchire e rendere più efficace la nostra proposta ed il nostro servizio alla nostra società.

Nella interlocuzione con le Istituzioni pubbliche, il Forum dovrà preoccuparsi di esprimere e rappresentare una realtà familiare vera e viva, pienamente consapevole della propria funzione sociale.  Questa è la condizione di base per la credibilità del Forum mentre la condivisione delle associazioni aderenti rappresenta la condizione indispensabile per la efficacia delle sue iniziative.                             

Per concludere, richiamo la novità dell’Enciclica di Benedetto XVI "Caritas in Veritate". Mi è particolarmente piaciuto un commento di Pierpaolo Donati, apparso il 21 luglio scorso su Zenit: Si tratta di un modo di pensare che è centrato sulla relazionalità come categoria centrale per leggere la condizione umana e le vie da percorrere per un autentico sviluppo integrale della persona e dell’umanità. La carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa, perché “essa dà vera sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici”. Passando per le relazioni meso (quelle proprie delle formazioni sociali intermedie di società civile - capitoli 3,4,5).

… Lo scenario ci pone davanti a un complesso di degradazioni di ogni genere, specie nel campo della manipolazione della vita umana e della famiglia, così come a tante emergenze, da quella educativa, alla disoccupazione, alla negazione di fondamentali diritti umani in tante parti del globo. Non si può affrontare questo nuovo scenario senza un’adeguata antropologia: “La questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica”, e senza che tale antropologia sia capace di proiettarsi poi sull’intera società, cioè su tutti i rapporti sociali in cui è in gioco la vita umana.

Dice ancora Benedetto XVI: “La creatura umana… si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l'uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri… (e con Dio.) L'importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ciò vale anche per i popoli. È, quindi, molto utile al loro sviluppo una visione metafisica della relazione tra le persone”.

Ecco dunque il filo rosso dell’enciclica: leggere l’umano attraverso la relazionalità.

E questo vale in modo speciale per noi come famiglie, come famiglie associate, come Associazioni, come Forum. È questa la nostra mission. È qui che insieme giochiamo il nostro presente e quindi il nostro futuro. Insieme.

Ermes Rigon

Bologna,  24  ottobre 2009

 

 

 

IL  QUOZIENTE  FAMILIARE  PARMA

 

di Alfredo Caltabiano      (Consulta delle Associazioni Familiari Parma)

 

 

alcune note esplicative

 

Il quoziente familiare, di cui si è molto parlato in questi mesi in Italia, comincia da Parma: il Comune, infatti, ha messo a punto una proposta, il "Quoziente Parma", sulla quale rimodulare il sistema di tariffazione e di accesso ai servizi comunali (nidi, scuole dell'infanzia, servizi socio-assistenziali ecc.) e i sistemi contributivi di sostegno, in una logica "a misura di famiglia".

L'obiettivo che si intende perseguire - spiega il Comune in una nota stampa - e' quello di elaborare un "coefficiente correttivo a misura di famiglia", rendendo più eque e omogenee le tariffe del Comune di Parma, rafforzando la capacità economica delle famiglie e promuovendo la capacità delle stesse di svolgere al meglio le proprie funzioni alla cura, all'educazione, al sostegno e all'accoglienza.

La proposta è stata elaborata dall'Agenzia per la Famiglia del Comune, in collaborazione con vari Settori del Comune, la Consulta comunale delle Associazioni familiari, il Forum delle Associazioni familiari e grazie all'apporto tecnico dell'Università degli Studi di Parma. Dopo i dovuti passaggi in Commissione consiliare e in Consiglio comunale, a partire da dicembre 2009 prenderanno avvio le modifiche dei regolamenti dei servizi interessati. 

"Il Quoziente Parma e' una grande novità - spiega il sindaco di Parma Pietro Vignali - non solo perché è il primo esempio in Italia, ma anche perché' riconosce alla famiglia il lavoro che quotidianamente svolge in campo educativo, di cura, di dialogo tra le generazioni, di coesione sociale. E' uno strumento necessario a una città' che ha scelto di crescere a misura di famiglia".

"Il nuovo parametro - sottolinea la delegata all'Agenzia per la Famiglia Cecilia Maria Greci - valorizza la famiglia con figli, la condizione lavorativa, la presenza di invalidità', la condizione di genitori affidatari. E' frutto del lavoro di tanti che, condividendo competenze ed energie, hanno dato una risposta concreta alle istanze delle nostre famiglie. Il Quoziente Parma ci permetterà' di "confezionare tariffe su misura" per ognuna di esse, grazie a un coefficiente migliorativo di tariffa che terrà' conto dei carichi di cura.

E' uno strumento che concorre nel riconoscere la famiglia risorsa fondamentale della comunità' e nell'ambito delle politiche tariffarie locali e' una "buona pratica" da condividere per promuovere tariffe più' eque anche altrove".

 

Perché è necessaria una Politica tariffaria più equa?

-    Il punto di partenza è il riconoscimento e la promozione della famiglia, come la più grande risorsa vitale della società (luogo della solidarietà, ambiente privilegiato per la nascita e la formazione della persona…). Vedi art. 29, 30, 31 della Costituzione.

-    Principio del valore dei figli: questi rappresentano il futuro della nostra società, la nuova linfa del nostro paese, soprattutto alla luce dell’inverno demografico in cui stiamo entrando che le inquietanti conseguenze di carattere economico, previdenziale, sociale e culturale che l’accompagnano.

-    Per il principio dell’uguaglianza, l’ISEE deve misurare la reale capacità economica della famiglia senza penalizzare, quelle con il maggior numero di figli. Queste ultime sono soggetti da tutelare, anche al fine di far si che ad ogni figlio venga riconosciuta la stessa uguaglianza di condizioni sociali e le stesse opportunità. I carichi familiari ad oggi non vengono considerati adeguatamente.

 

Il sistema a SCAGLIONI non permette una ripartizione uniforme e proporzionale delle tariffe e fa sì che ci siano sperequazioni.

Obiettivo generale:

-    Sviluppare una politica tariffaria a Misura di Famiglia, elaborando un “Quoziente Parma” come coefficiente correttivo a misura di famiglia

 

Obiettivo prima fase sperimentale:

-    Rivedere le tariffe a partire dai servizi alla persona in modo specifico quelle dei servizi educativi e sociali, al fine dell’elaborazione di un nuovo Coefficiente familiare.

 

Stanziamenti economici Anno 2009

Stanziamenti economici 1.203.000,00€:

-          430.000,00 € per minor entrata (agevolazioni tariffarie per l’accesso ai servizi educativi)

-          500.000,00 € per contributi a rimborso dell’Irpef locale

-          80.000,00 € per minor entrata per rimborso tariffa TIA

-          100.000,00 € per agevolazione a famiglie numerose per pagamento utenze

-          93.000,00 € cofinanziamento regione Emilia Romagna

 

Nel 2010-2011 il mantenimento della disponibilità è di 1.203.000,00 €. Tali risorse potranno sostenere la continuità della manovra a favore delle famiglie e a supporto dell’attuazione del progetto “Quoziente Parma”.

 

Definizioni e concetti introduttivi

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro con il quale viene misurata la situazione economica del richiedente.

 

ISE

             _________  = ISEE

 

Scala di

equivalenza

 

L’ISE = somma dei redditi più il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare.

 

SCALA DI EQUIVALENZA = parametro variabile che aumenta all’aumentare dei componenti il nucleo e prevede maggiorazioni di:

0,35 per ogni ulteriore componente.

0,2 in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori.

0,5 per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui all'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o di invalidità superiore al 66%.

 

 

 

LA SCALA DI EQUIVALENZA

 

 

Dal calcolo dell’ISEE al Quoziente Parma

Il principio a cui si ispira l’ISEE (consentire l’accesso ai servizi e alle agevolazioni in base all’effettiva situazione economica del richiedente) è senz’altro valido e universalmente accettato.

 

L’applicazione del Quoziente Parma alla tariffa stabilita con il tradizionale sistema di calcolo, determina la nuova Tariffa Parma o Tariffa “a misura di famiglia” (che avrà un valore più basso quanto più alto sarà il valore assoluto del Quoziente Parma). Il Quoziente Parma, quindi, in valore percentuale rappresenta lo sconto da applicare alla tariffa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La tabella che segue individua e riassume i punteggi di riferimento del Quoziente Parma, e illustra

puntualmente il rapporto di miglioramento che si realizza rispetto alla “pesatura” della famiglia già derivante dall’applicazione dell’ISEE.

Il quoziente Parma “peserà” maggiormente ogni componente familiare, determinando una riduzione dalla tariffa tanto maggiore quanti più saranno i componenti della famiglia e i carichi assistenziali che essa assorbe.

 

 

Tabella di confronto fra Scala di equivalenza ISEE e “P” Parametro Parma

 

Scala di

equivalenza

ISEE

 

“Quoziente Parma”

Dichiarante

(1^ componente)

1,00

1,00

Coniuge

(o 2^ componente)

0,57

Con due adulti presenti                    0,57

In nucleo monogenitoriale               0,60

3^Componente

(figlio o affidato)

(altra persona)

 

0,47

 

A carico<26anni                              0,60

Non a carico o persona >=26 anni 0,50

4^Componente

(figlio o affidato)

(altra persona)

 

0,42

 

A carico<26anni                              0,70

Non a carico  o persona =>26 anni0,62

5^Componente

(figlio o affidato)

(altra persona)

 

0,39

 

A carico<26anni                              0,80

Non a carico o persona>=26 anni  0,67

6^Componente

(figlio o affidato)

(altra persona)

 

0,35

 

 

A carico<26anni                              0,80

Non a carico o persona>=26 anni  0,67

Condizione lavorativo

Professionale dei genitori:

(nel quoziente si compara il minore con figlio a carico o  affidato <26 anni)

 

Entrambi i genitori lavorano

 

 

Monogenitoriale

 

 

Presenza di entrambi i genitori, di cui solo 1 lavoratore

 

Pensionati

    

     

 

 

0,10

ogni coniuge

 

 

0,20

 

 

0,00

 

 

0,00

 

 

 

Dipendenti                                  0,230

Autonomi                                    0,175

Pensionati                                  0,195

 

Dipendenti                                  0,460

Autonomi                                    0,350

Pensionati                                   0,390

 

Dipendenti                                  0,130

Autonomi                                    0,075

Pensionati                                   0,095

 

  >= 65 anni                                0,095

  >= 75 anni                                0,100

Invalidità

 

 

0,50

>=67% e <74%                             0,50

>=74% e =100%                           0,85 Disabili con indennità di accompagn.                                     1,20  

                                                       

Minore disabile(>=67% e =100)  0,85

Affidamento etero-familiare

0,00

Per nucleo familiare con affidamento

etero-familiare in corso.                0,30   

 

L’applicazione del Quoziente Parma consente di non modificare la struttura dell’ISEE, ma riesce a migliorarne gli effetti, realizzando, attraverso un modello innovativo, un miglioramento del trattamento della singola famiglia in relazione ai componenti del nucleo familiare e alla situazione del singolo caso.

La nuova modalità di calcolo matematico supera, inoltre, la parametrazione per scaglioni, come si vede dal grafico, a vantaggio di una curva lineare, più equa e proporzionale (non scaglioni, ma conteggi “caso per caso”; ciascuno con un proprio dato, diverso dagli altri).

Prendiamo il caso di una famiglia composta da due genitori lavoratori dipendenti con figli minori a carico, le tabelle di seguito mettono a confronto vecchia e nuova tariffa, per l’accesso ai nidi d’infanzia, in relazione all’ISEE posseduto.

 

 

 

Tariffa     Tariffa

ISEE        Norma       Parma

                 (Vecchia)      (Nuova)

                                        

6360,18           52,00      44,13

8900,00           94,40      80,11

11801,00      142,82    121,20

14544,00      188,61    160,06

18680,00      257,65    218,65

23936,00      345,39    293,10

29254,00      434,16    368,44

32000,00      467,00    396,31

 

Confronto nuova /vecchia tariffa

 

 

 

MODELLO PROGETTATO (considerazioni)

 

[Lo studio tiene conto prevalentemente dei costi correnti. Ritenendo tuttavia importante  considerare il ciclo di vita della famiglia che prevede forti carichi economici soprattutto in momenti particolari (fra i picchi: primi anni di vita dei figli, mantenimento dei figli all’università…), il nuovo modello considera pesature maggiori per i minori di anni 26 a carico, per le condizioni di invalidità, etc.

 

[Lo studio si caratterizza per l’applicazione di una nuova modalità di calcolo matematico che supera la parametrazione per scaglioni a vantaggio di una curva lineare più equa  e proporzionale (non scaglioni, ma conteggi “caso per caso”; ciascuno ha un proprio dato, diverso dagli altri)

 

 

MODELLO PROGETTATO

IL PASSAGGIO DAGLI SCAGLIONI ALLA CURVA LINEARE parte dell’indi-viduazione del valore dell’ISEE (ISEEMIN) fino al quale si applica la tariffa minima e del valore dell’ISEE (ISEEMAX) oltre il quale scatta la tariffa massima. Deciso questo, le tariffe intermedie vengono stabilite facendo crescere progressivamente la tariffa dal minimo al massimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


A)  Stabilito l’ISEE, si calcola la “tariffa personalizzata”

B) Successivamente, si calcola il “Quoziente Parma” attraverso la seguente Formula matematica:

 

(P-N)

___  =  Quoziente Parma = valore %

  N

N = Scala di equivalenza dell’ ISEE attualmente in vigore

P = “Pesatura da Quoziente Parma”, parametro variabile, indicatore equo della condizione familiare, somma di diversi coefficienti

Quoziente Parma = il valore che in % rappresenta il miglioramento da applicare alla tariffa.

(P-N)

___      =  Quoziente Parma in termini assoluti,  il valore che in %

 N             rappresenta il miglioramento da applicare alla tariffa.

 

 

C)

TARIFFA PARMA

=

TARIFFA NORMA x [1 - (P – N  - K)]

                                                                      N

 

 

TARIFFA NORMA: Tariffa calcolata in base all’ISEE posseduto

TARIFFA PARMA: Tariffa dopo l’abbattimento conseguente all’applicazione del “Quoziente Parma”

[1 - (P – N  - K)] = Quoziente Parma in termini relativi, riferito ad una famiglia 

          N                      compresa in una popolazione di famiglie interessate ad uno  specifico  servizio

K = Costante da applicare per la determinazione del “Quoziente Parma” in termini relativi, riferito ad una popolazione interessata ad un determinato servizio e alla pesatura più bassa attribuibile ad una delle famiglie

 

Attraverso questa formula il Quoziente Parma viene corretto, sottraendo al valore dato il valore minimo risultante dalla condizione media di base (es. famiglia con un solo figlio a carico e con altre condizioni pesate al livello minimo del quoziente)

 

Ecco perché il Quoziente Parma è una novità ed è un grande passo avanti. È una buona pratica che può essere estesa a ogni comune e alla Regione Emilia Romagna. È quello che auspichiamo tutti noi.