FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

Presentato il Piano famiglia

L’Assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, presieduta dal sottosegretario Carlo Giovanardi, ha licenziato questa mattina, 23 giugno 2011, la bozza del primo Piano nazionale di politiche per la famiglia, che costituirà il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all’attuazione dei diritti della famiglia.

La bozza di Piano - che muove dalla consapevolezza che l’Italia sia caratterizzata da profondi squilibri sociali e demografici che hanno al loro centro, come causa e nello stesso tempo come effetto, le difficoltà di fare famiglia e avere figli, la mancanza di equità fiscale e la crescente fragilità delle reti familiari - è stata elaborata con il supporto del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio, diretto da Pierpaolo Donati, avvalendosi anche delle indicazioni scaturite dal dibattito che si è sviluppato nel corso della Conferenza nazionale della famiglia che si è tenuta a Milano nel novembre scorso.

I principi ai quali si ispira il Piano nazionale per l’infanzia sono: cittadinanza sociale della famiglia, intesa come "soggetto su cui investire per il futuro del Paese, valorizzando la sua funzione per la coesione sociale e per un equo rapporto tra le generazioni"; politiche esplicite sul nucleo familiare, partendo dal presupposto che "finora nel nostro Paese gli interventi a favore delle famiglie sono stati o dettati dall’emergenza e quindi necessariamente frammentati e disorganici, o indiretti, cioè riflesso a volte inconsapevole di altre politiche, mentre invece si tratta ora di delineare un quadro organico di interventi che abbiano la famiglia come destinatario; equità fiscale nei confronti della famiglia, che è "uno dei principali punti su cui è necessario intervenire, per rispettare appieno i principi costituzionali in materia di capacità contributiva, anche in considerazione della crisi economica in atto; sostegno delle relazioni e della solidarietà interna, che vuol dire "riconoscere e supportare il ruolo che la famiglia, oggi più che mai, è chiamata a svolgere nei confronti dei suoi membri, specie di quelli in condizioni di maggior fragilità (bambini, anziani, disabili)"; sussidiarietà e sviluppo del capitale umano e sociale, perché "gli interventi devono essere attuati in modo da non sostituire ma sostenere e potenziare le funzioni proprie e autonome delle famiglie, in una logica di empowerment delle famiglie stesse e dei loro membri, anziché di mero assistenzialismo, facendo leva sulla loro capacità di iniziativa sociale ed economica".

La proposta varata dall’Osservatorio dovrà ora essere presentata al Consiglio dei ministri ed alla Conferenza unificata, ai fini dell’approvazione definitiva.

Adozione del FattoreFamiglia, aumento degli assegni familiari ed estensione anche ai lavoratori autonomi, aumento delle detrazioni Irpef, revisione dell’Isee; e poi ancora aumento del contributo economico per il congedo di maternità, estensione del congedo parentale ai lavoratori precari, un voucher familiare per l’accesso a servizi di cura, rivisitazione del sistema dei consultori, sostegno alle famiglie immigrate. Nel Piano nazionale per la famiglia approvato oggi dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia c’e’ questo e altro.

Il Piano, il primo in Italia, vuole proporre "un’alleanza italiana per la famiglia" e porre rimedio alla

mancanza di un quadro organico e di medio termine delle politiche familiari.

le priorità - Il Piano individua tre aree di intervento urgente:

1. le famiglie con minori, in particolare quelle numerose (con tre o più figli);

2. quelle con disabili o anziani non autosufficienti;

3. quelle con disagi conclamati sia nella coppia sia nelle relazioni genitori-figli.

l’equità’ fiscale - E’ la parte "forte" del Piano. Si prevede l’aumento e la riforma degli assegni

familiari, prevedendo ad esempio assegni - per le famiglie numerose - anche ai figli tra 18 e 21 anni qualora studenti o apprendisti, l’elevazione del tetto di reddito per avere diritto agli assegni, l’estensione ai lavoratori autonomi. Previste anche detrazioni fiscali per lavoro, pensione e famiglia per i redditi medi e bassi, aumento delle detrazioni per ogni figlio disabile e in caso di nuclei numerosi per ciascun figlio a partire dal primo.

il fattore famiglia - Si parte in via sperimentale, con un primo intervento per i soli redditi mediobassi. Stabilito un livello minimo di reddito non tassabile, esso viene moltiplicato per un fattore

proporzionale al carico familiare: coniuge e figli a carico, più situazioni che contribuiscono ad appesantire l’economia familiare (disabilità, non autosufficienza, monogenitorialità, vedovanza, ecc.). Il prodotto che si ottiene è la no tax area, all’interno della quale l’aliquota da applicare per le imposte è pari a zero. Il Piano prevede inoltre revisione dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, che riconosca maggiormente i carichi familiari.

la casa - Si vuole intervenire con una programmazione territoriale che favorisca l’edilizia pubblica e convenzionata, con assegnazioni prioritarie alle giovani coppie. Quindi, agevolazioni per chi costruisce case con questo spirito, affitti sostenibili, mutui agevolati e prestiti sull’onore per mutui alle giovani coppie anche se si tratta di lavoratori precari.

lavoro di cura - Sono previsti servizi per l’infanzia e l’adolescenza, sostegni ai costi per

l’educazione dei figli, sostegni specifici al lavoro di cura per famiglie con persone non autosufficienti. Si vuole promuovere la condivisione della cura tra madri e padri. Per le madri sole o in difficoltà, sono previste strutture residenziali per l’accoglienza anche temporanea e misure di aiuto. Potenziamento dei nidi anche aziendali.

i congedi - Il Piano prevede l’aumento graduale del contributo economico previsto durante il congedo di maternità, attualmente l’80% della retribuzione media mensile, il rafforzamento del congedo anche per le lavoratrici autonome e parasubordinate, l’aumento di 4 settimane del congedo in caso di parto plurigemellare o di partoriente pluripara. Aumento anche del contributo economico per il congedo parentale (attualmente il 30% della retribuzione) e sua estensione ai lavoratori autonomi o parasubordinati. Previsti congedi parentali (da 3 a 5 giorni all’anno) parzialmente retribuiti per far fronte a momenti particolari della vita familiare, ad esempio malattia di un figlio di età superiore a 8 anni o dopo un lutto. Si prevede poi di istituire un congedo di paternità obbligatorio da usufruirsi per 4 giorni entro il primo mese di vita del neonato.

conciliazione famiglia-lavoro - Si affianca alle sperimentazioni locali di voucher su singoli servizi un nuovo modello di voucher unico (familiare), valido per l’accesso a servizi di cura per l’infanzia e per le persone non autosufficienti oltre che per l’acquisto di prestazioni utili a fronteggiare esigenze quotidiane come la consegna di merci a domicilio, lavanderia, accompagnamento dal medico, ecc. Incentivi alle aziende che promuovono il "welfare aziendale familiare", cioè misure di conciliazione.

consultori a misura di famiglia - Consultori troppo sanitarizzati e centrati sulla donna come individuo: il Piano del Governo li vuole invece vocati al benessere familiare e con l’accento sull’aspetto sociale. Devono sostenere la genitorialità e fare prevenzione rispetto alle interruzioni volontarie di gravidanza, "anche mediante il ridimensionamento del ruolo dei medici di base e dei servizi ostetricoginecologici, oggettivamente non idonei a mettere in atto quanto previsto dalla legge 194".

sostegno a famiglie immigrate - Per favorire il loro inserimento nel tessuto sociale, sono previsti servizi informativi, misure residenziali, corsi di lingua.

http://www.forumfamiglie.org/news.php?&news=605

 

Piano famiglia. la teoria c’è ora passiamo all’esame di pratica

«Il Piano famiglia, licenziato oggi dall’Assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia,

rappresenta sicuramente un prezioso passo in avanti» osserva Francesco Belletti, presidente del Forum. «E’ un Piano con il quale ci sentiamo in sintonia in fatto di obbiettivi e strumenti per raggiungerli e che finalmente definisce le caratteristiche di un intervento a favore della famiglia (soggettività sociale, politiche specifiche e dirette, sussidiarietà, equità sociale...). Parole che ritroviamo tra i principi animatori che hanno guidato l’azione del Forum in questi anni e che abbiamo portato alla Conferenza della famiglia dello scorso anno.

«Ma i piani, oltre ad essere elaborati devono anche essere applicati. Ed è qui che attendiamo le Istituzioni e la politica che di famiglia parlano molto e alla famiglia promettono molto. Ora non c’è più l’alibi dell’indecisione sulla strada da prendere: il Piano la traccia e detta le priorità. Il governo fissi il calendario, trovi i fondi e indichi le modalità per cominciare a dare concretezza ai contenuti del Piano che del resto sono largamente condivisi.

«Due sono gli appuntamenti che costituiranno un immediato banco di prova della volontà del governo: l’approvazione formale del Piano e soprattutto la riforma del sistema fiscale. Cose da fare nel giro non di mesi ma di settimane» conclude Belletti.

«Sul fisco, in particolare, la volontà dichiarata è di arrivare al varo di quella che costituisce la riforma delle riforme entro l’estate. Il modo di rendere il nuovo fisco più giusto con le famiglie è stato già indicato alla Conferenza governativa di Milano (novembre 2010) che ha condiviso la proposta del FattoreFamiglia, una proposta che ha anche superato a pieni voti la verifica dei tecnici del settore e perfino dei tavoli di Tremonti per la semplificazione fiscale. Ebbene, procedere in questa direzione è solo questione di volontà politica».

Comunicato stampa 23 giugno 2011