LONTANISSIMI DAL QUORUM: LA GRANDE VITTORIA DEL POPOLO DELLA VITA
Voglio esprimere innanzitutto una grandissima gioia per il risultato del Referendum del 12-13 giugno, un risultato che va oltre ogni attesa: sarà stata scaramanzia, sarà stata reale preoccupazione, ma fra tanti che alla vigilia avevamo azzardato un pronostico nessuno si era lontanamente avvicinato al 26% scarso di votanti che ha affossato i quattro quesiti proposti dal fronte del sì: personalmente, ed ero uno dei più ottimisti, mi ero sbilanciato con l’auspicio che non si sarebbe superato il 38%, a livello nazionale non in provincia di Reggio! Ma anche in provincia di Reggio non si è andati tanto al di là e solo in qualcuno dei paesi più tradizionalmente sensibili e pronti agli “ordini di scuderia” il quorum è stato superato: cos’è successo?
Mi dispiace solo di non aver potuto partecipare, essendo lontano da Reggio per motivi di lavoro, alla più che legittima immediata soddisfazione degli amici del Comitato “Scienza & Vita” e alla Conferenza stampa che ha portato finalmente all’attenzione di tutti il grande lavoro di informazione e di sensibilizzazione svolto con pochissimi mezzi e con grandissima generosità nell’arco di tre lunghissimi mesi. Più di 80 incontri, grandi e piccoli, organizzati in ogni angolo della nostra provincia, attraverso i quali il Comitato ha voluto promuovere una riflessione seria e approfondita, condotta da tecnici (quasi sempre i protagonisti degli incontri sono stati medici e giuristi) e non da “politici”, proprio per contestare la disinformazione basata sulla ripetizione di slogan tambureggianti: libertà di ricerca, cura delle malattie più terribili, tutela della salute della donna…, senza dare una sola dimostrazione veramente scientifica che la legge 40 vada contro la ricerca, contro la cura, contro la donna… Questo era quanto predicava il Comitato per il sì, cercando perfino di confondere le idee nel modo più cinico, nel momento in cui andava strombazzando in giro di agire in difesa della vita! E allora la soddisfazione è ancora più legittima…
Non avendolo potuto fare prima, voglio ripetere qui quanto ho scritto per “Reggio nel Web” dopo quel “favoloso” pomeriggio di sabato 4 giugno, dicendo un grazie di cuore al meraviglioso popolo della vita, che ha voluto essere presente in modo così significativo alla Fiera a Mancasale (oltre 800 persone in una giornata di afa tremenda) per incontrare il “grande” Giuliano Ferrara ed Eleonora Porcu, non meno grande per come ha saputo trattare con chiarezza e con precisione scientifica, ma anche con il cuore, il tema spinoso della fecondazione assistita, che è anche il tema del suo personale quotidiano lavoro di ricercatrice al Policlinico Sant’Orsola di Bologna. E come non dire grazie, poi, a quel magnifico gruppo di volontari, giovani e non più giovani, che hanno curato l’organizzazione di questo e di altri incontri, e che hanno saputo allestire con la loro fatica a tempo di record uno “squallido” capannone vuoto per trasformarlo con arte in un autentico teatro, degna cornice di un evento che sono sicuro ricorderemo a lungo, anche se poca o nessuna immagine ne è stata data dai nostri “media” locali, più preoccupati – è chiaro - di dare risalto nei telegiornali della sera all’inaugurazione dell’ennesima pista ciclabile…
Giuliano Ferrara, che “tecnico” non è, ha saputo però affrontare da grande comunicatore il tema di fondo della dignità e del rispetto di ogni vita umana, di quella vita che nessuno può più negare che abbia inizio con il concepimento e che sia destinata al suo termine naturale, se non interviene una violenza esterna ad interromperla. Si deve constatare con amarezza che tra i tanti diritti rivendicati – e lo ha fatto purtroppo anche lo Statuto della nostra Regione – viene spesso dimenticato il primo e più grande fra i diritti dell’uomo, che è il diritto alla vita. Lo ha ricordato anche, nella sua toccante testimonianza, sempre sabato 4 giugno, l’avv. Pierfrancesco Angelini, quando ha affermato che non accetterebbe mai di essere curato dalla sua grave malattia se sapesse che per curare lui è stata soppressa un’altra vita umana. Finché ci saranno uomini capaci, al di là delle prove e delle sofferenze della vita personale, di portare dentro il proprio cuore questa coscienza, questa verità di fondo che ci rende veramente uomini, al di là della fede che ci sentiamo o non ci sentiamo di professare, allora rimane la speranza che non trionfino il relativismo e l’individualismo, che non possono portare ad altro che al nulla e alla morte dell’uomo. La speranza che viene, appunto, dal popolo della vita…
Certamente bisognerebbe ricordare anche tutti gli altri bellissimi incontri. Chiedendo scusa ai “tecnici” reggiani, a cominciare dai due presidenti Nunzia D’Abbiero e Carlo Carapezzi, che si sono sobbarcati il peso maggiore assieme all’avv. Emilio Ricchetti, raggiungendo il record delle presenze come relatori, mi limiterò allora a citare gli apporti “esterni”: la straordinaria serata al Teatro Carani di Sassuolo con Angelo Vescovi, Francesco Agnoli (già venuto agli esordi della campagna a Reggio) e Loris Brunetta (tornato poi a Scandiano), i due interventi di Pino Morandini a Ospizio e a Campagnola, quello dell’on. Carlo Casini a Cavriago, quelli del prof. Mazzoni a Reggio e a Correggio, quello del prof. Baldassarre a Guastalla, fino alla “festa” finale di venerdì 17 giugno al Festincontro, con la presenza autorevole del prof. D’Agostino.
Al di là delle fatiche, al di là dei timori, al di là dello stress, l’esperienza vissuta con la nascita e il lavoro del Comitato “Scienza & Vita” è stata bellissima e molto positiva, tanto che alla vigilia del 12 giugno si ragionava anche sull’opportunità di mantenerlo in vita e di proseguire il cammino insieme, indipendentemente dal risultato dei Referendum. Si è raggiunta infatti, forse per la prima volta dopo tanti anni, un’unità di forze, una sinergia di intenti, mai sperimentata tra esponenti di associazioni diverse, di partiti diversi, con l’apertura più ampia di ambienti così spesso chiusi a sollecitazioni culturali, come quelli di tante parrocchie. Certamente ha avuto molta importanza la chiara presa di posizione della Chiesa, anche a livello locale, dopo il pronunciamento del card. Ruini, ma l’attività del Comitato si è mossa in perfetta autonomia senza nessun condizionamento.
Grazie infine ai tantissimi semplici cittadini che hanno voluto raccogliere l’invito all’astensione, a questo popolo di “rivoluzionari”, di “disobbedienti”, di “sovversivi”, legittimati in verità dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che, superando anche qualche ragionevole dubbio, si è convinto a non andare a votare, per non contribuire con il proprio sì – o, ugualmente, con il proprio no - a distruggere di fatto una legge, certo migliorabile, ma che ha comunque il pregio – ponendo dei limiti all’uso delle tecniche di fecondazione assistita - di riconoscere la parità di diritti e di tutelare la dignità di ogni vita umana (compresa – come recita l’art. 1 - quella del concepito).
L’invito è a continuare l’impegno, a mantenere l’unità sul fronte dei valori a noi più cari, come la vita e la famiglia, per affrontare le altre “battaglie” che già sono alle porte.
Pietro Moggi
Presidente Forum Provinciale Associazioni Familiari
Comitato “Scienza & Vita” Reggio Emilia