Cosa è il Forum? Come è nato? Quali sono le sue motivazioni? Che cosa sta facendo?

Le origini del Forum delle Associazioni Familiari
Possiamo citare due ordini di motivazioni: una "civica", l'altra "ecclesiale".
La prima viene dalla lettura della nostra Costituzione, dove si parla di famiglia (art. 29-31).
Art. 29: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio"
Art. 30: "E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio"
Art. 31: "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo".
Il Presidente della Repubblica Ciampi, nel discorso che fece appena eletto al Parlamento (18 maggio 1999), citò esplicitamente gli articoli 29-30-31, parlando di Costituzione "inattuata", dicendo che questi tre articoli costituiscono un "vero programma costituzionale in favore della centralità della famiglia e dei suoi valori, che qui e sempre dobbiamo riaffermare come grande ricchezza del nostro popolo".
Si può dire che il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari è nato innanzitutto per questo: per sollecitare e controllare l'attuazione degli art. 29-30-31 della nostra Costituzione.
Art. 29: E' un articolo che non si può dire che non sia attuato, però è senz'altro sempre più "a rischio", perché sempre meno difeso e spesso volutamente ignorato, anche nelle leggi dello Stato che dovrebbero citarlo, come ad esempio nella recente legge 328/00, dove si dedica un intero articolo alla "valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari" (art. 16), si citano in apertura gli art. 2, 3 e 38, ma non l'art. 29. Per non parlare, poi, dei tentativi continuamente ripetuti di far passare le "famiglie di fatto" al posto della "famiglia fondata sul matrimonio", poi di equiparare il matrimonio a qualsiasi forma di convivenza, o dell'impossibilità in certe regioni di varare una legge in favore della famiglia, perché non ci si mette d'accordo sulla definizione di famiglia, mentre esiste - fino a prova contaria - quella data dalla Costituzione.
Art. 30: Difficile definirlo un articolo "attuato", considerata la legislazione scolastica vigente in Italia, anche con le recenti riforme, che non consentono di fatto ai genitori di esercitare il diritto di fare istruire i propri figli con una piena libertà di scelta, non condizionata da pesanti vincoli economici.
Art. 31: E' il meno attuato di tutti: basta pensare alle difficoltà che incontrano le giovani coppie a mettere su famiglia, ed al sistema di tassazione vigente in Italia a tutti i livelli, dove si fa riferimento prevalente all'individuo e non alla famiglia, dove certe tariffe sono commisurate ai consumi o addirittura aumentano con i consumi (danneggiando quindi le famiglie più numerose), e via di questo passo.

Passando dalle motivazioni "civiche" a quelle "ecclesiali" basta citare quanto è scritto nella "Familiaris Consortio", di cui il Forum ha celebrato lo scorso ottobre a Roma il XX anniversario, con un riuscitissimo Convegno, seguito dall'incontro delle famiglie con il Santo Padre.
(Dalla "Familiaris Consortio" - sez. III "La partecipazione allo sviluppo della società", 42-48)
Le stesse indicazioni sono state ulteriormente sviluppate da Giovanni Paolo II nella "Lettera alle famiglie", a 13 anni di distanza dalla "Familiaris Consortio".
(Dalla "Lettera alle Famiglie", 17)

Come è nato il Forum ?
Più che di data di nascita si potrebbe parlare di data di "concepimento", individuandola nel 17 marzo del 1992, quando i rappresentanti di 21 Associazioni di ispirazione cristiana, interessate ai problemi della famiglia, furono invitati dalla Conferenza Episcopale Italiana a promuovere una qualche forma organizzata di coordinamento, mirante a conseguire obiettivi convergenti sul piano sociale a tutela dei "diritti della famiglia".
Il movente lo disse chiaramente in quell'occasione l'allora segretario della CEI mons. Dionigi Tettamanzi: "avete accolto l'invito a trattare un tema che sta a cuore a tutti noi e sta a cuore nella sua dimensione sociale e, perché no, anche nella sua dimensione politica".
Seguì una fase - una sorta di progressiva presa di coscienza - della durata di un anno e mezzo, contrassegnata da frequenti incontri nei quali venne sviluppata una riflessione sia sul versante ecclesiale che su quello socio-politico. Questo lavoro trovò la sua sintesi in un Seminario di studio, che si tenne il 5-6 novembre 1993, sul tema del "Diritto di cittadinanza della famiglia", che si concluse con la definizione e la sottoscrizione, da parte di 25 Associazioni, di un Cartello sulle politiche familiari che, da quel momento, diventò la "scommessa" del Forum.
E' giusto sottolineare che il Forum vede la luce in concomitanza con la crisi della rappresentanza politica dei cattolici: la crisi della Democrazia Cristiana, la comparsa di "Forza Italia", la rifondazione del Partito Popolare, la scissione del CCD e - più tardi - la diaspora iniziata con la scissione del CDU. Viene meno un riferimento politico unitario, mentre cresce - con la crisi generalizzata dei partiti - la volontà di protagonismo da parte della società civile, almeno nella sua parte già viva e organizzata: le associazioni e i movimenti. Di fronte al crollo dell'unità partitica si sente sempre più forte la necessità di mantenere l'unità sui valori.
Alla motivazione politica e alla finalità sociale si affianca l'apporto determinante del movente ecclesiale, che si manifesta in un Magistero illuminato e illuminante nella sua fortissima attualità.

Lo Statuto del Forum
Le finalità del Forum furono meglio definite nello Statuto, approvato nel novembre del 1994, e possono essere riassunte nei seguenti tre punti:
- promozione e salvaguardia dei valori della famiglia come "società naturale fondata sul matrimonio";
- promozione della partecipazione attiva e responsabile delle famiglie alla vita culturale, sociale e politica, specie attraverso le loro forme associative;
- promozione di adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia ed i suoi diritti, secondo quanto indicato dalla "Carta dei diritti della Famiglia", promulgata dalla Santa Sede nel 1983, nella forma già anticipata proprio nella "Familiaris Consortio"), inserita integralmente nello Statuto.

La "sfida" del Forum
La presentazione politica del Forum avvenne subito in modo clamoroso, con la promozione di una raccolta di firme su tutto il territorio nazionale, a sostegno di una Petizione al Parlamento italiano contenente dieci punti irrinunciabili in materia di politiche familiari. La Petizione, intitolata "Un milione di firme per la famiglia", ebbe un successo che andò oltre le attese degli stessi promotori: le firme raccolte furono un milione e mezzo e la Petizione venne presentata al Parlamento e al Presidente della Repubblica.
Da quel momento il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari diventa un organismo autorevole di rappresentanza, di cui le forze politiche cominciano a tener conto fino ai massimi livelli, tanto da essere consultato dagli ultimi Governi per l'elaborazione delle linee-guida della Legge Finanziaria e da essere chiamato ufficialmente a far parte della Commissione istituita dal Ministero della Pubblica Istruzione per l'attuazione della legge di riforma dei cicli scolastici.
Nel maggio del 1999, dopo 5 anni di rodaggio "informale" il Forum si è costituito ufficialmente come Associazione, con una propria veste giuridica, riunendo 32 Associazioni operanti a livello nazionale e 15 Comitati regionali (fra questi, il primo è stato proprio il Comitato regionale dell'Emilia-Romagna), rappresentando effettivamente circa tre milioni e mezzo di famiglie italiane.
A Reggio Emilia si è costituito ufficialmente il 25 giugno del 1999 - primo in Italia - il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari, che riunisce attualmente 23, tra Associazioni e Circoli culturali, operanti a livello provinciale.
Il Forum è nato quindi come "coordinamento" di associazioni per dare voce alla famiglia.
Nel "Patto associativo" , oltre all'esplicita citazione dei passi della "Familiaris Consortio" dove si parla del "compito sociale delle famiglie" e del "principio di sussidiarietà", si ritrovano chiaramente enunciate le finalità del Forum.
Il Forum ha voluto precisare con molta chiarezza la connessione stretta tra principio di sussidiarietà e famiglia, allo scopo di introdurre una netta distinzione tra "principio di sussidiarietà" e "assistenzialismo", distinzione di fondamentale importanza nell'elaborare politiche a sostegno della famiglia ed interventi pubblici in tal senso che siano realmente "sussidiari".

Le proposte politiche del Forum
Il Forum delle Associazioni Familiari opera ormai a tutti i livelli nella definizione di proposte di politica familiare, da quello nazionale a quello regionale, dando indicazioni valide anche agli Amministratori locali.
Possiamo ricordare in particolare il documento "Una politica per la famiglia" che il Forum ha proposto a tutti i candidati alle Elezioni Politiche del 13 maggio, raccogliendo più di 450 adesioni.
In campo nazionale il Forum ha aperto una "Vertenza Famiglia" che si articola sostanzialmente in quattro punti:
- Diritto alla Vita e Bioetica
- Lavoro
- Scuola
- Fisco e Tariffe
Su ognuno di questi punti sono state assunte iniziative, avanzate proposte, pubblicato documenti.
Un analogo documento ("Regioni e famiglia: quali politiche?) è stato proposto in occasione delle Elezioni Regionali del 2000, accompagnato da un "Esame delle principali Leggi regionali in Italia sui temi di politica familiare"
Nella nostra realtà reggiana la dimensione più locale è stata ora assunta dal Forum Provinciale, che ha proposto alla fine di settembre agli amministratori di maggioranza e minoranza di tutti i Comuni della Provincia un proprio documento di proposte concrete "La famiglia, soggetto sociale nelle realtà locali".
Il documento vuole offrire una base per l'elaborazione di scelte politiche a sostegno della famiglia a livello di amministrazioni locali.
Le proposte sono suddivise in sette punti:
- Collaborazione con le Associazioni familiari
- Centri per le famiglie
- Aiuto alle giovani coppie per la formazione della famiglia
- Sostegno alla natalità e alla scelta di avere figli
- Valorizzazione del ruolo educativo della famiglia, fin dalla prima infanzia
- Sostegno alle famiglie con più figli e ai nuclei familiari numerosi
- Aiuto alla permanenza dei "soggetti deboli" nel nucleo familiare
Il Forum ha già avanzato, fin dal febbraio del 2000 la richiesta di istituire una Consulta Comunale della Famiglia a Reggio E., presentando anche proposte concrete di attuazione sulla falsariga di quanto già realizzato in alcune importanti realtà provinciali (Forlì, Verona, Varese).

Il problema culturale
Al di là di ogni iniziativa politica, il primo impegno del Forum rimane quello di ordine morale e culturale per sostenere il valore dell'istituto familiare e difenderlo dagli attacchi cui è ormai quotidianamente sottoposto.
Il Forum risponde così sollecitamente all'invito rivoltogli da Giovanni Paolo nell'incontro del 27 giugno 1998: "Attingendo alla linfa vitale della spiritualità familiare e inserendo nel concreto delle situazioni gli orientamenti che provengono dalla dottrina sociale cristiana, voi siete chiamati ad un impegno che è anzitutto di ordine morale e culturale, per aiutare gli uomini e le donne del nostro tempo a comprendere più profondamente e a vivere con slancio e stile rinnovati la grande tradizione cristiana e civile dell'Italia, incentrata sul significato e sul valore della famiglia. Sarebbe errato considerare la progressiva dissoluzione della famiglia come un fenomeno inevitabile, che quasi automaticamente accompagna lo sviluppo economico e tecnologico. Al contrario, il destino della famiglia è affidato anzitutto alla coscienza e all'impegno responsabile di ciascuno, alle convinzioni e ai valori che vivono dentro di noi. Occorre dunque sempre rivolgersi, con supplice fiducia, a Colui che può cambiare i cuori e le menti degli uomini