FORUM EMILIA-ROMAGNA N E W S
FOGLIO di
COLLEGAMENTO
del FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI EMILIA-ROMAGNA
n° 41 - settembre 2011
Questo Foglio di Collegamento presenta le notizie relative
all’attività del Forum delle Associazioni Familiari Emilia-Romagna a partire
dall’Assemblea Elettiva dello scorso 18 giugno, nella quale si è provveduto al
rinnovo degli organismi direttivi per il prossimo triennio 2011-2014.
Sommario
ASSEMBLEA ELETTIVA
(18/06/2011)
Il Forum compie 20
anni.
Relazione del Presidente uscente Ermes Rigon
Era il gennaio 1991 quanto dieci associazioni familiari
diedero vita, davanti ad un notaio, al Comitato Regionale per i Diritti della
Famiglia, che aveva il compito statutario di “promuovere
e difendere i diritti della famiglia fondata sull’istituto del matrimonio, come
soggetto sociale e politico, secondo
E per questo il Comitato assumeva, sempre statutariamente,
la funzione di “promuovere con tutti i mezzi
opportuni la famiglia come soggetto sociale e politico nella realtà regionale;
valutare le leggi regionali in atto e le proposte di legge in materia che
comunque, direttamente e/o indirettamente, coinvolgono la realtà familiare ed
avanzare eventuali proposte alternative; interloquire con le istituzioni
pubbliche, ai diversi gradi e livelli (regionale, provinciale e locale), perché
nell’applicazione delle leggi stesse siano rispettati i diritti e garantiti i
sostegni alle famiglie; diffondere attraverso i mezzi di comunicazione sociale
gli operati del Comitato”.
Durante questi venti anni il Comitato, poi divenuto Forum
sul modello dell’analoga struttura nazionale nata due anni dopo, è cresciuto
con l’adesione attuale di n. 34 associazioni, ha sviluppato una presenza
territoriale con la nascita di n. 6 forum provinciali che fanno riferimento ad
ambiti territoriali più ristretti nella regione, ed ha tenuto fede ai fini
statutari che ne avevano motivato la nascita. E questo su due fronti in modo
particolare: all’interno del mondo associativo e all’esterno, soprattutto
nell’interlocuzione con le istituzioni regionali e locali.
Il momento attuale, caratterizzato da un solido e cordiale
rapporto, in particolare, con l’Assessorato regionale alle politiche sociali e
con
Nell’ultimo periodo, in particolare, in continuità con la
linea seguita negli anni precedenti, il Forum ha organizzato una serie di
Convegni, coinvolgendovi direttamente le istituzioni. Cito soltanto gli ultimi.
Il primo, nel 2004, dal titolo “Quale cittadinanza per la famiglia in Emilia
Romagna”, con le efficaci relazioni dei prof. Prandini, Donati, Zamagni,
Pasquali e testimonianze dal vivo degli amministratori locali ed europei; con
l’intento di contribuire a delineare concrete politiche familiari nell’ambito
della nostra regione, richiamando implicitamente l’art. 9 dello Statuto
Regionale, laddove afferma che
Il secondo, nel 2006, “Matrimonio e stabilità della famiglia: un valore per la
società?” con l’intervento, assieme a relatori laici (Campanini, Prandini,
Campiotti, Gervasio), del cardinale Carlo Caffarra.
Quindi il trittico di tre convegni sulla emergenza
educativa, nel 2007 e 2008, individuando il ruolo della famiglia anche nel
rapporto con gli altri agenti educativi, la scuola, le associazioni, i luoghi
del tempo libero.
Il 10 dicembre 2009 (presso
Il 26 febbraio e il 5 marzo 2010, a CARPI, due incontri rivolti a genitori, docenti, educatori, dal
titolo “Si educa comunicando”,
per un confronto sulla relazione educativa, organizzati dalla Diocesi di Carpi, Ufficio Diocesano
per l’Educazione e
E’ dello scorso 11 aprile l’ultimo convegno, realizzato
d’intesa e con la diretta collaborazione della Presidenza dell’Assemblea
legislativa regionale, sulla natura e la valenza sociale della famiglia in una
situazione, come quella odierna, caratterizzata da un evidente degrado della
qualità della convivenza.
L’organizzazione
di questo convegno ha segnato una tappa
importante di cui occorre tener conto per gli anni che vengono: la famiglia
è stata decisamente assunta come proposta
per la costruzione di
una società migliore e le istituzioni hanno accettato e condiviso tale
ipotesi.
Mi è doveroso ricordare inoltre le iniziative assunte in occasione
delle diverse scadenze elettorali con la firma dei manifesti da parte dei
candidati e l'incontro con i candidati stessi, come da prassi ormai consolidata
negli anni. Cito soltanto l’incontro in videoconferenza nazionale con i candidati al Consiglio regionale e l’ultimo
incontro con i candidati a sindaco e a consigliere del Comune di Bologna.
E ora, una scelta
politica da portare avanti decisamente.
Ora il Forum si trova a dover sciogliere un nodo che impone
una scelta. Le istituzioni regionali lo sollecitano ad assumere un ruolo
istituzionale di rappresentanza delle famiglie nelle diverse questioni
poste dalla politica familiare.
Si tratta di una scelta che, all’interno delle riflessioni
del Direttivo uscente, desta qualche perplessità. La famiglia, infatti, non può
essere racchiusa in una categoria sociale da rappresentare e il Forum non è una
specie di sindacato che può rappresentare tale categoria. La famiglia è una
realtà, viva e alta, che attraversa tutta la società e richiede la crescita di una
cultura che la riconosca come bene primario sociale, da promuovere, difendere e
sostenere.
Tuttavia, certamente, il
nostro Forum regionale dovrà rendersi capace di una più accentuata
puntualità e di una maggiore concretezza su tutti i fronti su cui è in gioco la
politica familiare.
In particolare dovrà operare concretamente e decisamente per
promuovere e incoraggiare una politica
che apprezzi il matrimonio come assunzione di responsabilità reciproca e verso
la società, e quindi come bene sociale da promuovere e sostenere.
E che favorisca
con i mezzi più appropriati la formazione e la stabilità delle famiglie nel
rispetto del dettato costituzionale (artt. 29, 30 e 31), pur nel pieno rispetto
dei diritti di ogni cittadino a dar vita ad altre forme di aggregazione e
convivenza; che caldeggi e sostenga
lo svolgimento delle funzioni fondamentali e peculiari della famiglia,
incominciando dalla procreazione, con
il concreto aiuto a non scegliere di abortire; e l’educazione, con la possibilità, per tutti, di accedere agli asili
nido (tagges mutter, nidi aziendali…) e ad altre forme di sostegno alle
famiglie giovani; e ancora ad un sistema scolastico pubblico integrato;
Per un servizio in questa direzione, il Forum ha iniziato ad
attrezzarsi, attraverso l’ufficio giuridico al suo interno, con una più
puntuale conoscenza della normativa via via emanata dalla Regione e delle
deliberazioni assunte dagli enti locali, e ora è giunto il tempo in cui assuma
decisamente la capacità di proporre, anche sulla base delle esperienze
esistenti in altre realtà territoriali, buone pratiche a favore della famiglia.
Promuovere una
politica più matura,
Occorre promuovere una politica più matura che vada aldilà e
superi la semplice e sterile contrapposizione ideologica, e che costruisca, con
la promozione della famiglia, una società migliore, capace di edificare il
nostro futuro.
Il nostro sistema democratico richiede soggetti responsabili
che, ognuno per la sua parte, dia il proprio contributo ad un effettivo bene
comune e il Forum vuole essere uno di questi soggetti.
Si tratta di operare anche per promuovere una crescita di
qualità nelle famiglie, per aiutarle ad assumere ed a svolgere al meglio il
proprio ruolo sociale, di cui rivendichiamo un riconoscimento da parte delle
istituzioni.
Nuovo fronte di
impegno.
Qui si apre un nuovo fronte di impegno anche per il Forum: i
valori sociali della buona convivenza e della solidarietà oggi non
costituiscono un patrimonio acquisito una volta per tutte dalla famiglia,
occorre aiutare la famiglia a riacquisirli e a farne la propria specificità.
Il tempo della convivenza fra i coniugi e di questi con i
figli si è ridotto notevolmente a motivo del diverso stile di vita di ognuno.
Nella famiglia sono entrati soggetti estranei, come la
televisione e internet, con cui i genitori si debbono rapportare per avere un
più significativo dialogo educativo con i propri figli.
La forte ed accelerata evoluzione scientifica e tecnologica
ha depotenziato l’autorità naturale degli adulti sui giovani, di una
generazione su quella successiva.
Questi sono i fronti
su cui il Forum dovrà rendersi capace di fare la sua parte valorizzando ed
animando l’associazionismo fra le famiglie e creando luoghi di riflessione
comune, con il mondo della cultura, con quello degli operatori sociali e
soprattutto con le istituzioni.
Conclusione
A chiusura del mio terzo triennio di presidenza, che dovrà
essere anche il mio ultimo triennio, ritengo doveroso un ringraziamento
speciale a tutti gli amici del Consiglio Direttivo, agli Invitati permanenti
che, pur non avendo un mandato specifico, hanno offerto con assiduità la
propria collaborazione.
In particolare un grazie di cuore al Centro di
documentazione G.P. Dore, che ci ospita sempre con affetto e attenzione, a
Barbara, che ci fa pure da segretaria, a Pier Giorgio Maiardi, prezioso
consigliere e anima del Forum tra i soci fondatori, a Giovanni Mulazzani
dell’Ufficio Giuridico, che ultimamente ci ha dato un aiuto davvero
significativo, a mia moglie, Adriana, che sempre mi è stata accanto,
sostenendomi senza riserve e con tanta pazienza per tutte le volte che per
impegni Forum sono stato fuori casa.
Devo ringraziare tutti gli amici che hanno collaborato in
vario modo alla realizzazione delle singole iniziative e tutti quelli che hanno
consentito di creare un minimo di strutture permanenti, che possono consentire
continuità e puntualità alla presenza del Forum.
E un sentito grazie anche a tutti voi, che siete venuti qui
oggi, dimostrando con la vostra presenza che credete alla mission del Forum, che siete attivi in esso, e che lo costruite
giorno per giorno al suo interno e nelle sue relazioni esterne, associative e
istituzionali.
Questa mia esperienza di presidenza nel Forum regionale dal
Mi ha permesso di dedicare molte energie, di affrontare
molti problemi, di provare innumerevoli sospensioni, ma anche di interloquire
sempre efficacemente e positivamente con le istituzioni, con le associazioni,
con la gente anche di altre regioni.
Un “di più” davvero formativo e indimenticabile, un
arricchimento per il quale sono riconoscente soprattutto a Dio che mi ha
condotto a vivere con totalitarietà questo impegno e alla mia maestra di vita,
Chiara Lubich, che mi ha condotto passo passo nel costruire dialoghi,
nell’intessere rapporti fraterni, di stima e di collaborazione con tutti, senza
alcuna riserva.
Sono veramente arricchito nell’anima e nel cuore. E tutta
questa mia esperienza, sviluppata in questi anni, che sono un bel pezzo di
vita, continua ad essere a vostra disposizione, affinché il Forum sia sempre
più rispondente al suo statuto, al suo compito specifico e contribuisca così a
costruire un tessuto sociale e politico efficace e duraturo per il bene della
nostra regione e delle nostre città.
Grazie.
Ermes Rigon
Bologna, 18 giugno 2011
COMUNICATO STAMPA
IL FORUM
DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI EMILIA ROMAGNA
COMPIE
VENT’ANNI E HA RINNOVATO
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
Sabato 18 giugno
Delle 14 candidature giunte, i primi 7 eletti risultano:
Sulla base di un esplicito auspicio dell’Assemblea gli altri
candidati votati ma non eletti, formeranno il gruppo degli Invitati permanenti
ed esperti, che affiancheranno il Consiglio. Sono:
Un team molto motivato e pieno di risorse. Ermes Rigon, presidente uscente, ha dichiarato la propria disponibilità ad
affiancare il nuovo Direttivo, mettendo al servizio le sue competenze e la sua
esperienza maturata in questi 11 anni di presidenza.
Il Forum, è nato da dieci associazioni nel 1991, come
Comitato per i Diritti della Famiglia e conta oggi n. 34 associazioni a cui si
sono aggiunti n. 6 Forum territoriali: l’associazionismo familiare ha infatti
sviluppato una più ampia e strutturata presenza nel territorio regionale
acquisendo maggiore rappresentatività e capacità di interlocuzione con le
istituzioni per una più efficace e positiva politica familiare.
L’Assemblea ha rappresentato un’occasione preziosa per
prendere coscienza della situazione sociale e politica riguardante
l’istituzione familiare nella nostra regione e per verificare la capacità del
Forum, nella sua attuale consistenza, di sviluppare e qualificare la propria
presenza nel territorio regionale individuando le caratteristiche di fondo di
tale presenza che dovrà essere resa più puntuale e concreta sugli specifici
aspetti e problemi che caratterizzano la politica familiare.
Il Forum dovrà inoltre promuovere e sostenere un servizio
alle famiglie perché prendano piena coscienza del proprio ruolo sociale e
perché siano in grado di provvedervi pienamente. L’ impegno attuale del Forum
Emilia Romagna, sia sul piano associativo familiare che sul piano politico
sociale, va pertanto proseguito con lungimiranza,
nella continuità dei rapporti intessuti a vari livelli e nell’innovazione,
nella certezza che ogni cambiamento porta in sé sempre qualcosa di costruttivo.
Elezioni
Nuovo Direttivo
Mercoledì
13 luglio si è riunito per la prima volta il nuovo Consiglio Direttivo del
Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna, eletto lo scorso 18
giugno, allo scopo di procedere all’Elezione degli organi direttivi previsti
dallo Statuto.
Dopo un
ampio confronto sulle finalità del Forum Regionale e sulle possibili linee di
intervento per il prossimo triennio, sono stati eletti all’unanimità:
Pietro
Moggi, di professione docente universitario, già vice-Presidente e delegato del
Forum Emilia Romagna presso il Forum Nazionale nello scorso Direttivo, è stato
eletto nel Direttivo come candidato designato dal Forum Prov.le delle
Associazioni Familiari di Reggio E., del quale è stato tra i fondatori ed a
lungo presidente, provenendo da una realtà associativa familiare –
l’Associazione di famiglie “Comunità delle Beatitudini” – riconosciuta
ufficialmente come Associazione ecclesiale di fedeli dalla Diocesi di Reggio
E.-Guastalla nel 2006.
Anna
Tedesco, eletta nel Direttivo come candidata del Movimento Cristiano Lavoratori
e già presidente della Consulta della Famiglia presso il Comune di Bologna,
sarà vice-Presidente, con delega in particolare dei rapporti con le
Associazioni aderenti al Forum Regionale.
L’altro
vice-Presidente Carlo Dionedi, eletto nel Direttivo come candidato del Forum
Prov.le di Piacenza, di cui è vice-Presidente, appartenente inoltre
all’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, curerà in particolare i rapporti
con i Forum delle Associazioni Familiari Territoriali e le Consulte della
Famiglia istituite nelle diverse realtà comunali.
Vito
Patrono, nominato Segretario e Tesoriere, è stato eletto nel Direttivo come
candidato della Associazione Famiglie Nuove dei Focolari.
Fanno
parte del Direttivo anche:
Il nuovo
Direttivo si presenterà ufficialmente ed inizierà la sua attività all’inizio
del mese di settembre, restando poi in carica per 3 anni.
Lettera del
neo-Presidente
(16/07/2011)
Carissimi tutti,
nell’assumere,
secondo la volontà espressa dal nuovo Consiglio Direttivo nella sua prima
riunione del 13 luglio scorso, la responsabilità di Presidente del Forum delle
Associazioni Familiari Emilia Romagna per il prossimo triennio, desidero
innanzitutto ringraziare, anche a vostro nome, Ermes Rigon per il servizio
svolto con grandissima dedizione in questi anni che hanno visto il Forum sempre
più presente a promuovere e a sostenere il ruolo culturale e sociale della
famiglia e dell’associazionismo familiare nella nostra realtà regionale.
Il primo impegno del nuovo Direttivo sarà quello di
curare un rapporto più stretto e puntuale con le Associazioni aderenti e con i
Forum locali; a questo scopo, applicando subito le modifiche statutarie
approvate dall’Assemblea elettiva del 18 giugno scorso, il Direttivo ha
nominato due vice-Presidenti: Anna Tedesco, in rappresentanza delle
Associazioni, e Carlo Dionedi, in rappresentanza dei Forum locali e territoriali.
Un compito di particolare responsabilità è stato anche affidato a Vito Patrono,
nominato Segretario/Tesoriere. Il periodo estivo servirà al nuovo Direttivo a
predisporre le linee di intervento per il prossimo futuro, utilizzando le
indicazioni già ricevute dalle Associazioni e con piena disponibilità ad
accoglierne di nuove, per poi presentarsi a settembre ai primi appuntamenti
istituzionali.
Colgo l’occasione anche per segnalare alla vostra
attenzione tre eventi molto importanti, ai fini della più ampia possibile
partecipazione da parte delle diverse realtà associative: dal 31 agosto al 4
settembre
Un cordialissimo saluto
Pietro Moggi
Presidente
Forum delle Associazioni Familiari Emilia Romagna
In piena estate esplode, certamente inaspettata, la novità
dei ticket sanitari e della loro modalità di applicazione da parte della
Regione Emilia-Romagna.
(dal sito www.saluter.it, al quale si rimanda anche per
tutte le informazioni relative alla Normativa)
Bologna, 4 agosto 2011 - Ticket rimodulati in base al
reddito in Emilia-Romagna, dove si è deciso di non toccare chi è già esente:
per età, reddito, disoccupazione, invalidità, patologie croniche. E’ quanto ha
stabilito
“Il Governo ha cancellato una parte di risorse che doveva
riconoscere alle Regioni. E ha introdotto una norma che le obbliga a imporre i
ticket. Noi ci assumiamo la nostra responsabilità, varando una manovra che ha
un segno diverso e tutela chi è più debole", ha dichiarato il presidente
Vasco Errani in una conferenza stampa dove Emilia-Romagna, Toscana e Umbria
hanno presentato le loro proposte di rimodulazione del ticket sanitario
previsto nell’ultima manovra finanziaria. Le misure verranno applicate una
volta completata una serie di adempimenti.
La prima decisione del nuovo Direttivo del Forum Regionale è
di chiedere immediatamente un incontro con l’Assessore alle Politiche Sociali
dr.ssa Maria Teresa Marzocchi, con la quale si è già stabilito un buon rapporto
da parte del precedente Direttivo e del suo Presidente Ermes Rigon.
L’incontro viene subito concesso e si svolge mercoledì 17
agosto; partecipa per il Forum Regionale la vice-Presidente Anna Tedesco, che
consegna all’Assessore la lettera seguente.
Bologna, 17 agosto 2011
Gent.ma Assessore Dott.ssa Teresa Marzocchi
Assessorato Politiche Sociali Regione Emilia Romagna,
Oggetto: Ticket sanitari
In
qualità di neo Presidente del Forum Associazioni Familiari Emilia Romagna e
tramite la mia vice Presidente Anna Tedesco desidero innanzi tutto ringraziarLa
per la premura nel concederci questo incontro “straordinario-urgente”.
L’urgenza è scaturita dalla decisione presa dalla Regione Emilia Romagna di applicare
gli ulteriori ticket sui farmaci e le visite mediche, manovra imposta dal
governo, rimodulandoli in base a diverse
fasce di reddito, questo è già un passo avanti.
Ma allora non sarebbe più giusto e più equo prendere come riferimento i
valori ISEE per tener conto anche della numerosità dei nuclei familiari e
pesare meno sulle famiglie più numerose, già gravate da molti problemi a
seguito della crisi economica? Siamo
consapevoli che tale decisione è stata
presa in modo affrettato ma vogliamo sperare che ancora ci possa essere il margine per procedere a quel correttivo
più sopra enunciato e che rispetti chi ha famiglia e i suoi carichi familiari.
Chiediamo come Forum Associazioni Familiari Emilia e Romagna rassicurazioni in merito con la certezza di
poter collaborare anche attraverso le nostre Associazioni a rendere migliore questo
momento di grave difficoltà per il nostro Paese .
RingraziandoLa sin d’ ora e al
piacere di un prossimo incontro con il mio gruppo di Presidenza La saluto con
particolare deferenza e cordialità.
Pietro Moggi
( Presidente Forum Associazioni Familiari Emilia Romagna)
Il 25 agosto l’Assessore alla Sanità Regionale Carlo Lusenti
presenta in una conferenza stampa i contenuti della nuova Normativa, che entra in
vigore il successivo lunedì 29 agosto. Di fronte a quanto viene presentato, che
favorisce palesemente le coppie conviventi rispetto a quelle sposate e che non
tiene in alcun conto i carichi familiari, scattano numerose reazioni che
portano ad un primo intervento correttivo da parte del Presidente della Regione
Emilia-Romagna Errani, con premessa di revisioni in linea con quanto già
concesso dalla Regione Toscana.
Da parte sua, il Direttivo del Forum Emilia-Romagna
interviene con il seguente
COMUNICATO STAMPA
Il Forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia-Romagna, a
seguito dell’entrata in vigore dei nuovi ticket sanitari, intende esprimere il
proprio profondo disaccordo in merito alle modalità di attuazione previste
dalla nostra Regione ed il proprio rammarico per quella che ritiene una
occasione perduta. Pur prendendo atto che la prima responsabilità
dell’ulteriore aggravio viene dalla decisione del Governo, e che rispetto a
questa costituisce già un progresso una applicazione non indifferenziata ma
legata ai livelli di reddito, si deve sottolineare la palese ingiustizia che
viene commessa assumendo come riferimento il reddito complessivo lordo del
“nucleo familiare fiscale”, con una evidente discriminazione a favore delle
coppie i cui componenti possono dichiarare in modo indipendente i propri
redditi rispetto a quelle regolarmente costituite legate dall’obbligo di una
dichiarazione comune. Un’altra profonda ingiustizia si stava commettendo nei
confronti dei nuclei familiari più numerosi, non tenendo la normativa prevista
in adeguato conto il numero dei figli o di altri componenti a carico. Fatte
salve le esenzioni già previste per i bambini minori di 6 anni e agli anziani
oltre i 65 anni, limitatamente comunque alla più bassa fascia di reddito, le spese
di cura saranno ancora più pesantemente aggravate dai nuovi ticket per le
famiglie numerose, andandosi a sommare agli altri aggravi tariffari e alle più
comuni necessità del bilancio domestico. “Abbiamo voluto affermare il principio
che chi può di più contribuisce di più”: è quanto ha detto alla stampa
l’assessore regionale alle politiche per la salute Lusenti, spiegando le
modalità di applicazione dei nuovi ticket. Allora – chiediamo – “può di più”
una famiglia con 1-2-3-4 o più figli a carico, oppure il “single” contribuente?
Su questo ci piacerebbe avere una risposta, che non si rifugi nella necessità
di applicare una normativa “subita”. Fortunatamente l’intervento in extremis
del presidente Errani, che ha annunciato come prossima la modifica con il riferimento
all’indicatore ISEE, migliora un poco la situazione, pur con tutti i limiti che
il Forum delle Associazioni Familiari ha più volte messo in rilievo riguardo ai
quozienti usati per il calcolo dell’ISEE, fino ad arrivare alla proposta del
“Quoziente Parma”, per non parlare del “Fattore Famiglia”, visto che deve
essere prima recepito a livello nazionale. Per questo ci sembra giusto parlare
anche di “occasione perduta”, offrendo fin d’ora il nostro contributo alle
istituzioni regionali al fine di elaborare strategie nuove che vadano
concretamente nel senso di aiutare i nuclei familiari maggiormente in
difficoltà.
FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI
EMILIA-ROMAGNA
Bologna, 30 agosto 2011
Da ultimo, in data 12 settembre è stato chiesto un incontro all’Assessore
Lusenti, richiesta alla quale – al momento – non è ancora pervenuta risposta.
Quest’estate è stata resa ancora più “calda” dalle
discussioni sulla manovra economica presentata dal Governo ed approvata poi in
Parlamento.
Cominciamo con le notizie, ricevute dalla segreteria del
Forum Nazionale, relative agli incontri tra Governo e parti sociali, alle quali
ha potuto partecipare anche il presidente Belletti.
PROSEGUE IL CONFRONTO CON LE PARTI SOCIALI:
UNA SFIDA DIFFICILE
Ieri, mercoledì 10 agosto, il governo ha nuovamente
incontrato le parti sociali, proseguendo il dialogo avviato giovedì 4 agosto.
Ancora presente anche il Forum delle associazioni familiari, in un incontro che
ha lasciato più perplessità che prospettive positive.
Di fatto nei pochi giorni trascorsi dal 4 agosto gli eventi
internazionali hanno drammaticamente modificato la situazione (basti ricordare
le “montagne russe” della Borsa, o il declassamento del rating della prima
economia mondiale, gli Stati Uniti, o la lettera della Bce al governo
italiano), così che nuove scelte si sono sicuramente rese necessarie ed
urgenti, oltre agli impegni assunti e condivisi al termine dell’incontro
precedente (i sei punti proposti dalle parti sociali, e gli otto indicati dal
governo).
Due aspetti positivi sono emersi dall’incontro di ieri: da
un lato, l’impegno di un Consiglio dei ministri straordinario, da tenersi entro
il 18 agosto, e che dovrà decidere le prime e più urgenti iniziative;
dall’altro, l’avvio di alcuni tavoli tematici, che proseguano il confronto tra
governo e parti sociali.
Le perplessità derivano dalla scarsa operatività
dell’incontro; dopo il dialogo del 4 agosto, ci si aspettava maggiore
concretezza da parte del governo, mentre tutto è stato rimandato al Consiglio
dei ministri della prossima settimana. Troppo poco, per dimostrare che la
politica intende davvero costruire insieme alle parti sociali le risposte alla
grave crisi che stiamo attraversando. Inoltre, diverse voci (soprattutto Cisl e
Uil) hanno sottolineato l’importanza di usare la leva fiscale come strumento
positivo di rilancio dell’economia, con un approccio di grande sintonia con le
posizioni del Forum, ma questo punto non appare assunto con convinzione dal
governo. Ma il dialogo rimane aperto, e sapremo rappresentare le esigenze, i
bisogni e le richieste delle famiglie, che sono anche quelle del Paese.
A seguire, intanto, allego un breve documento, con alcune
priorità operative richieste dal Forum, predisposto per l’incontro, in attesa
di prime indicazioni sulle scelte del governo (che poi non sono arrivate – per
questo il documento non è stato presentato al tavolo).
Francesco Belletti
INCONTRO DEL GOVERNO
CON LE PARTI SOCIALI - Roma, 10 agosto 2011
Premessa: serve uno sforzo comune
Il lavoro avviato in queste settimane al tavolo di confronto
del Governo con le parti sociali costituisce un prezioso segnale di novità che
dovrà essere stabilmente sostenuto ed approfondito nel tempo: serve al Paese,
oggi, in una situazione così difficile, un tavolo pubblico di concertazione, in
cui la politica e le forze vive del Paese possano dialogare con trasparenza e
coesione di intenti. Rinnoviamo a questo riguardo la richiesta che questa
modalità interessi sia la politica a livello nazionale, (governo ed
opposizione), sia i diversi livelli della pubblica amministrazione
(segnatamente Regioni e Comuni), in modo che questa “concordia nazionale “
possa trovare spazi pubblici e trasparenti (davanti ai cittadini) di confronto.
Non tocca a noi indicare le formule politiche o tecniche con cui attuare
questo: è però chiaro che oggi nessun attore sociale, politico od economico da
solo è in grado di salvare il Paese, mentre ciascuno, da solo, può contribuire
ad affossarlo, se non aderisce a questo sforzo di coesione nazionale.
L’impianto proposto
Ad oggi l’unico documento ufficiale per noi disponibile sono
“gli otto punti” di sintesi, esito dell’incontro del 4 agosto; ovviamente
confidiamo che per ciascuno di essi oggi vengano avanzate proposte operative
concrete, con chiarezza di tempi, priorità e rilevanza economica (nonché con
stime credibili di impatto sul sistema Paese e sulle singole famiglie; questo è
fondamentale!).
Non intendiamo quindi discutere o argomentare ciascun punto
nel dettaglio, anche se ci permettiamo di sottolineare che il documento
presentato dalle parti sociali il 4 agosto conteneva mappe operative e liste di
priorità ben più dettagliate – e utili per il dibattito successivo.
Tra l’altro la qualità di ciascun progetto potrà trovare
adeguata contestualizzazione e validità solo all’interno del disegno organico
complessivo (ad esempio tagliare alcune voci di spesa assistenziale senza
verificare se, chi e come interverrebbe sui bisogni rimasti privi di copertura è
irragionevole e insostenibile, prima ancora che inaccettabile).
Ci
limitiamo quindi ad indicare, dal punto di vista delle condizioni di vita delle
famiglie, alcune “priorità integrative”.
Due richieste generali e cinque proposte specifiche.
1) La prima richiesta generale – e prioritaria -
riguarda l’urgenza di definire con precisione e specifiche scadenze
temporali le concrete azioni di riduzione dei costi della politica: solo
attraverso questo passaggio preliminare questa classe politica potrà traghettare
il Paese attraverso lo sforzo che viene chiesto per i prossimi mesi ed anni,
che è di sacrifici, ma anche di rinnovato impegno ed orgoglio di costruire bene
comune. Ma come chiedere questo sforzo, e soprattutto come innescare la libera
creatività di ogni cittadino, senza giocarsi in prima persona?
2) La seconda richiesta riguarda il fabbisogno della
pubblica amministrazione, in particolare la necessità – anche questa urgente –
di riequilibrare il contributo che danno lavoro, impresa e rendite al sistema
Paese. Occorre alleggerire il peso fiscale su chi “produce lavoro e ricchezza
reale” (lavoro e impresa), e chiedere di più alle grandi rendite finanziarie.
Le cinque proposte specifiche sono:
1) In primo luogo riteniamo che la delega sulla
riforma fiscale non debba essere subordinata alla riforma assistenziale, in
quanto il sistema fiscale costituisce fattore di cittadinanza e di equità ben
prima e in modo ben più efficace di quanto non sia il sistema assistenziale.
Per costruire una manovra seria e sostenibile, occorre quindi recuperare quella
equità fiscale per carichi familiari richiamata dall’art. 53 della Costituzione
e finora mai attuata nel nostro Paese. Anche la riforma fiscale può e deve
essere utilizzata come un “volano di sviluppo”, prima ancora che come strumento
“per far quadrare i conti”.
2) Più nello specifico, riteniamo che all’interno
della riforma complessiva del fisco l’applicazione del “FattoreFamiglia”
(presente nel Piano nazionale delle politiche familiari recentemente presentato
in Consiglio dei Ministri dal Sottosegretario competente), pur graduale, sia un
elemento irrinunciabile di efficienza e di equità. Esso restituirebbe alle
famiglie con figli (giovani, impegnate nel lavoro, quindi) capacità di spesa
oggi pesantemente compresse, e riavvierebbe così speranza, fiducia, consumi,
facendo da volano alla ripresa del sistema economico nel suo complesso a
partire da beni, prodotti e servizi di prima necessità (i consumi di queste
famiglie sono maggiormente capaci di generare e premiare il lavoro nel nostro
Paese e i prodotti del nostro Paese).
3) La pur necessaria revisione del modello di spesa
socio-assistenziale dovrà prima di tutto semplificare la scena (circa 400
tipi di agevolazioni sono il prodotto di una politica che per decenni non ha
governato questo strumento!), e poi concentrare le risorse su pochi e ben
provati strumenti. No ai tagli lineari, si ad un attenta valutazione caso per
caso – ad esempio, nessun intervento sulle detrazioni per familiari a carico!
In questo richiamiamo la necessità che il Governo adotti due provvedimenti
essenziali:
la revisione dell’ISEE
la
fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni (o dei fabbisogni standard,
in parallelo con la definizione dei costi standard).
4)
Tra le misure sul mercato del lavoro ci aspettiamo un forte investimento
sul lavoro giovanile, spostando risorse in tema di premio all’inserimento nel
mercato del lavoro, in stabilizzazione dei rapporti professionali,
all’imprenditoria giovanile.
5)
Segnaliamo poi – alla politica ma anche alle forze sociali del mondo
dell’impresa – che anche la conciliazione famiglia – lavoro costituisce
prezioso fattore di rinnovamento e ripresa (migliore produttività, migliore
coesione interna nei sistemi organizzativi, minore impatto sui sistemi
socio-assistenziali territoriali). Occorre quindi promuovere l’adozione di
strumenti innovativi (già peraltro contenuti nel documento sottoscritto dalle
Parti sociali e dal Ministero il 7 marzo 2011).
Fin dalle
prime battute il Forum dell’Emilia-Romagna ha fatto proprie le prese di
posizione del Forum Nazionale e le dichiarazioni del suo Presidente Francesco
Belletti, attraverso il seguente Comunicato Stampa, pubblicato il 12 agosto.
Le manovre di governo mettono in
allarme anche il
FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI
DELL’EMILIA ROMAGNA
che si associa al messaggio diffuso
il 12 agosto 2011 dal proprio Presidente Nazionale:
(Sintesi
del messaggio)
E
La manovra presentata ieri dal Governo del Paese lascia
pesanti insoddisfazioni e grandi preoccupazioni nelle famiglie italiane:
infatti la parola “famiglia” appare totalmente assente come determinante di
equità e come destinatario di attenzioni: anzi, quando queste ci sono, sembrano
più minacce che sostegni (come nel caso dei tagli lineari alle agevolazioni
fiscali di welfare).
L’intera manovra dimentica che non c’è equità se non tiene conto dei carichi familiari: così,
anche provvedimenti potenzialmente virtuosi, come il contributo di solidarietà
per i redditi superiori ai 90.000 euro, perdono il loro significato. C’è
infatti una grande differenza, se il reddito riguarda una coppia o una famiglia
con quattro figli, anche a livello di 90.000 euro; ma in nessuna delle misure
c’è attenzione a questo. Eppure fin dalla Conferenza governativa sulla famiglia
di novembre 2010 – per non parlare del programma elettorale della maggioranza
oggi al governo – l’impegno del Governo a favore della famiglia pareva
prioritario: purtroppo solo a parole!
Non ci si venga a dire che in tempo di crisi non ci si può
preoccupare dell’equità familiare. Ma chi paga la crisi, se non le famiglie? E
soprattutto di fronte a questa manovra? E soprattutto in un Paese che ha una
delle percentuali più alte di minori che vivono in famiglie sotto la soglia di
povertà, per il solo fatto di vivere in famiglie con tre o più figli.
Bene quindi le privatizzazioni, bene le misure di contrasto
all’evasione, bene il taglio netto delle spese per la politica e per la pubblica amministrazione, bene anche la
richiesta di maggiori sacrifici ai redditi più alti, in una crisi come quella
attuale ma a quando vi sarà protezione e investimento su chi davvero tiene
insieme l’Italia, cioè le famiglie?
Francesco Belletti,
Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari
A questo ha
fatto seguito, il 5 settembre, alla vigilia della discussione in Senato della
manovra, un più articolato Documento del Forum Nazionale, che riportiamo per
esteso.
Le manovre
fiscali del 2011:
la prima manovra ha programmato la
stangata per le famiglie.
La seconda ci mette il timbro. Che fare?
È partita in Parlamento la discussione sulla manovra fiscale
bis proposta dal Governo.
Per evitare la “stangata” sulle famiglie con figli e per far
ripartire il Paese, due proposte:
revisione dell’ISEE
Introduzione del
Fattore Famiglia
La situazione: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più
poveri.
La manovra fiscale, o meglio le manovre fiscali
(la prima già approvata in luglio, la seconda discussa in agosto e oggi in
Parlamento), colpiscono in modo particolare la famiglia con figli, sia in
maniera diretta, con il taglio delle detrazioni per figli a carico, sia in
maniera indiretta con l’inevitabile aumento del costo dei servizi alle famiglie
(asili, scuole, mense scolastiche, trasporti,…) causati dalla progressiva
riduzione dei trasferimenti dello Stato a Regioni e Comuni.
Le famiglie con figli quindi pagheranno più degli altri il
costo della manovra finanziaria proposta dal Governo ed in discussione ora al
Parlamento. Infatti:
Chi non ha figli non usufruisce né di detrazioni per figli a
carico né tantomeno dei servizi di nido, scuola ed altro, tutte voci sotto la
minaccia della scure dei tagli. Chi paga
le manovre principalmente non saranno le famiglie in senso generale, o i
single, ma le famiglie con figli.
Anche il ventilato aumento dell’IVA penalizzerebbe di più le
famiglie con figli: un punto percentuale in più di IVA causerebbe un aumento di
spesa mensile pari a 17,05 Euro per un nucleo
composto da una persona sola con meno di 35 anni, mentre una famiglia
composta da un coppia con 3 figli e più pagherebbe ben 29,75 Euro (dati
Sole24Ore lunedì 29 agosto 2011): quasi il doppio di costi in più, mentre ci si
aspetterebbe che proprio chi ha figli da accudire venga sostenuto, anziché
penalizzato.
L’ISTAT (luglio 2011) segnala che l’11% delle famiglie vive
sotto la soglia di povertà relativa, ma se consideriamo le famiglie con 3 o più
figli minori questa quota sale al 30,5%. Inoltre il 4,6% del totale delle
famiglie vive sotto la soglia di povertà assoluta, ma se consideriamo le
famiglie con 3 o più figli minori questa quota sale all’11,9%. Le famiglie
povere sono tante (e in crescita, nel nostro Paese), ma avere 3 figli significa
essere a grave rischio di povertà. La manovra, così come articolata, aumenterebbe
di almeno 2 punti la percentuale di famiglie sotto la soglia di povertà sia
relativa che assoluta, con l’impoverimento di circa un milione di famiglie. È
questo il vero dramma, in un Paese che pretende di sedere al G8, che nessun
politico o giornalista ha fin qui messo sufficientemente in luce.
Sul versante opposto, dai dati della Banca d’Italia (2010)
emerge che il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% dell'intera
ricchezza netta delle famiglie italiane. Inoltre in Italia i grandi patrimoni
sono i meno tassati d’Europa. Ma in momenti di crisi e difficoltà economiche è
giusto che chi può dare di più, dia.
2.Che fare? revisione dell’ISEE e riduzione della pressione
fiscale per le famiglie con figli
Cosa fare allora? Bisogna innanzitutto spostare l’asse del
carico fiscale alleggerendo in modo sostanziale le famiglie con figli: chi non
ha carichi familiari può permettersi dei sacrifici che chi ha figli non può più
sopportare.
Per questo, il Forum delle Associazioni Familiari propone
due interventi di riequilibrio, da eseguire subito, contestualmente alla
manovra.
La riforma dell’ISEE (Indicatore della Situazione
Economica Equivalente) per consentire un costo dei servizi locali alla famiglia
distribuito in maniera più equa rispetto ai carichi familiari, insieme alla
riduzione drastica delle situazioni di elusione e false dichiarazioni;
L’introduzione immediata
del Fattore Famiglia nell’imposizione
fiscale generale e nelle addizionali Irpef regionali e comunali, almeno nel
primo gradino di applicazione (visto che è possibile la sua introduzione
graduale).
Il primo intervento consentirebbe alle famiglie con figli di
“assorbire” meglio l’inevitabile aumento del costo dei servizi locali; il
secondo, alleggerendo il loro carico fiscale, rilancia i consumi, rimette in
movimento l’economia e si configura come
un vero e proprio intervento per lo sviluppo.
Così finalmente la manovra saprebbe rispondere efficacemente
a quello che ci chiede
Entrambi gli interventi sono ben noti: la revisione
dell’ISEE è stata più volte richiesta ed annunciata dal Governo come imminente;
il Fattore Famiglia è già inserito nel Piano per le politiche familiari presentato
al Governo dal Sottosegretariato alla Famiglia, on. Giovanardi, come principale
intervento da attuare.
3 Dove prendere le
risorse
Le strade per finanziare la manovra possono e devono essere
molteplici. Oltre che alla decisa intensificazione della lotta all’evasione
fiscale, almeno due interventi sono da subito possibili ed urgenti.
Il primo è la riduzione drastica ed immediata dei costi
della politica nonché una profonda razionalizzazione della spesa della pubblica
amministrazione, ben al di là di quanto finora timidamente proposto; anche
questa è una richiesta esplicita della Commissione, oltre che un obbligo morale
per questa classe politica.
Il secondo è responsabilizzare quel 10% di persone che
detiene il 45% delle ricchezze del nostro Paese, chiedendo finalmente un
contributo al bene comune. Tanti “ricchi”, soprattutto in altri Paesi, ma anche
in Italia, si sono dichiarati disponibili a fare la loro parte. Prendiamoli in
parola con delle opportune “patrimoniali” o con misure analoghe, che trasformino
la loro nobile dichiarazione in un atto concreto di solidarietà.
ELENCO ASSOCIAZIONI
ADERENTI AL FORUM REGIONALE
(aggiornato al
15/09/2011) (
1
ACI Bologna (AZIONE CATTOLICA ITALIANA DIOCESI
DI BOLOGNA)
2
ACLI EMILIA ROMAGNA (ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI)
3
AFI (ASSOCIAZIONE FAMIGLIE PER I DIRITTI DELLE
FAMIGLIE)
4
AGE (ASSOCIAZIONE
ITALIANA GENITORI)
5
AGESC (ASSOCIAZIONE
GENITORI SCUOLE CATTOLICHE)
6
AIBI (ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI)
7
AMICI DELLA
SCUOLA MATERNA GARAGNANI
8
ANFN -
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE NUMEROSE
9
AS.IT.O.I. (ASSOCIAZIONE ITALIANA OSTEOGENESI IMPERFETTA)
10 ASSOCIAZIONE Azione per FAMIGLIE NUOVE
(FAMIGLIE NUOVE dei FOCOLARI)
11
ASSOCIAZIONE
COMUNITA’ “PAPA GIOVANNI XXIII”
12
ASSOCIAZIONE IL VINO DI CANA
13
AS.SO.GRAF. (ASSOCIAZIONE CULTURALE DI SOCIOLOGIA E
GRAFOLOGIA PROFESSIONALE)
14
CENTRO
G.P.DORE (Centro di documentazione e promozione familiare)
15
CIF (Centro
Italiano Femminile)
16
COLDIRETTI Emilia Romagna (Confederazione Coltivatori
Diretti)
17
COMUNITà delle BEATITUDINI (ASSOCIAZIONE
MARIANA di FAMIGLIE)
18 COOPERATORI
SALESIANI SACRO CUORE
19
FAMIGLIE PER L’ACCOGLIENZA
20
FAMIGLIA
PIU’
21
FEDERAZIONE
REGIONALE MOVIMENTO VITA
22
GRIS Bologna
(Gruppo
di ricerca e informazione socio religiosa)
23
IL GLICINE –
Associazione per
24
25
LE QUERCE DI
MAMRE -
Associazione familiare
CASALECCHIO DI RENO
26
MCL - Movimento
Cristiano Lavoratori
27
MOICA – Movimento
Italiano Casalinghe
28 NOE’ - Associazione
di volontariato delle Famiglie per le Famiglie
29
FF.FJ (Fraternità Francescana – Frate
Jacopa)
30
PROGETTO
FAMIGLIA
31
RNSS Emilia
Romagna (RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO EMILIA ROMAGNA)
32
SIDEF
- Sindacato delle Famiglie
33
UCIPEM
- Unione Consultori
Prematrimoniali e matrimoniali
34
UCFI –
Unione Cattolica Farmacisti Italiani dell’Emilia Romagna
ELENCO FORUM LOCALI aderenti al FORUM REGIONALE
(aggiornato al 15/09/2011)
1. Forum Provinciale delle Associazioni Familiari REGGIO EMILIA
2. Forum Provinciale delle Associazioni Familiari MODENA
3. Forum Territoriale delle
Associazioni Familiari di IMOLA e LUGO
4. Comitato Territoriale per i diritti della famiglia di FAENZA
5. Forum delle Associazioni Familiari di CESENA
6. Forum Provinciale delle Associazioni Familiari PIACENZA