FORUM PROVINCIALE delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI
di REGGIO EMILIA

c/o Centro Giovanni XXIII - Via Prevostura, 4 - 42100 REGGIO EMILIA

 

Una politica comunale a misura di famiglia

Alcune linee-guida

Quale famiglia

Parlando di "famiglia" occorre fare chiaramente riferimento alla "famiglia, società naturale fondata sul matrimonio", secondo la definizione data nella Costituzione (art. 29), cioè a quella comunità, costituita da un uomo e una donna, che stringe con la società, con la collettività, un vero patto, assumendosi responsabilità proprie di natura pubblica e sociale, costruendo così un legame caratterizzato da diritti e da doveri. Questa è la famiglia che deve essere considerata destinataria delle attenzioni e delle scelte propriamente di "politica familiare". Ciò non vuol dire che debbano essere ignorate altre situazioni specifiche di difficoltà sociale, derivanti da forme diverse di convivenza, ma che queste possono e devono essere ricondotte all'interno della "tutela dei diritti individuali", garantendo in particolare un pari trattamento per ogni minore, senza penalizzarlo per la natura del suo nucleo di riferimento.


Quale politica

La "politica familiare" deve essere indirizzata alla "famiglia in quanto tale", e non solo a famiglie con problemi economici o sociali; solo in tal modo infatti le politiche familiari sapranno promuovere la "famiglia" come "cellula fondamentale della società", valorizzandola e sostenendola anche in ottica promozionale e preventiva, senza definire i destinatari secondo "categorie di bisogno" (le famiglie povere, le famiglia con membri portatori di handicap, ecc.).


Sussidiarietà: criterio essenziale per qualificare la politica familiare

Applicare il principio della"sussidiarietà" significa partire dalla soggettività, dal protagonismo della famiglia. Quindi non mettere in pratica solo interventi assistenziali, ma interventi che sappiano riconoscere, sostenere, promuovere, favorire, aiutare concretamente la famiglia, ma senza sostituirsi ad essa in nome dell'aiuto dato. Occorre cioè riconoscere la famiglia come soggetto competente a: farsi carico dei problemi e dare delle risposte; mettere in gioco le proprie risorse e gestire quelle rese a lei disponibili da altri soggetti; essere partecipe e non destinatario passivo degli interventi.

Solidarietà: un principio per promuovere ogni famiglia

Applicare il principio di "solidarietà" significa intervenire a sostegno di quelle famiglie che, a causa di particolari situazioni, non riescono a svolgere da sole il proprio ruolo, oppure non sono in grado di far fronte alle sfide, ai bisogni, alle difficoltà eventualmente insorgenti. Occorre allora che la collettività si faccia carico dei propri membri più deboli, senza tuttavia rinunciare al loro protagonismo, pena l'attivazione di politiche che vedono le persone o le famiglie in difficoltà solo come destinatari passivi ("assistenzialismo").

L'associazionismo familiare: un patrimonio da valorizzare

Il protagonismo delle famiglie non si esaurisce nella capacità della singola famiglia di attivarsi in risposta ai propri bisogni o a quelli di altre persone in stato di necessità, ma si esplica anche nella capacità di associarsi per diventare soggetto collettivo, capace di realizzare servizi, svolgere attività di sensibilizzazione, formazione e mutuo aiuto. In questo senso diventa decisivo il ruolo delle associazioni familiari, di quella parte originale del mondo associativo che si mobilita non solo per motivazioni e azioni individuali, ma che trova nella famiglia l'origine e/o il destinatario della propria azione. Una "politica comunale a misura di famiglia" deve quindi necessariamente prevedere spazi di consultazione, di ascolto e di sostegno per l'associazionismo familiare.


Alcune proposte operative

  1. Associazionismo familiare
  2. Istituire, in ogni Comune dove sia possibile, una Consulta Comunale della Famiglia, con proprio Statuto e Regolamento, come organismo consultivo e propositivo dell’Amministrazione Comunale in materia di politiche familiari, cui partecipino tutte le associazioni, aventi sede nel territorio comunale, che ne facciano richiesta e che si occupino espressamente di problematiche legate alla famiglia. Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari, avvalendosi di esperienze già maturate, può fornire una consulenza sulle modalità di organizzazione della Consulta o proporsi come interlocutore diretto dove non sia possibile dare vita a tale Consulta.

  3. Promozione di una cultura della famiglia

E' indispensabile diffondere una cultura "positiva" della famiglia, con il fine di sollecitare le famiglie stesse a riscoprire il proprio ruolo fondamentale e di riproporre ai giovani l'importanza e il valore della scelta familiare. In quest'ambito una Amministrazione Comunale può intervenire tramite la programmazione delle attività culturali, organizzando ad esempio incontri o corsi di formazione sulle tematiche familiari, oppure attraverso i servizi sociali, promuovendo l'attività dei Centri per la Famiglia, tra i cui compiti dovrebbero figurare:

  1. Politiche tariffarie
  2. Adottare, nella definizione delle tariffe dei servizi comunali, un Indice di equità familiare, che permetta di ripartire i carichi impositivi e tariffari fra le famiglie, non solo per classi di reddito, ma anche tenendo conto della dimensione effettiva del nucleo familiare.

    Prevedere riduzioni dell'aliquota ICI per la prima casa, rivolte alle famiglie più numerose o con specifiche responsabilità di cura.

    Prevedere nei servizi scolastici (asilo nido, mensa, servizi di trasporto, ecc.) un adeguato sconto per le pluri-utenze, cioè per le famiglie che abbiano più di un figlio frequentante.

    Per quanto riguarda il pagamento delle tasse sui rifiuti, luce, gas e acqua, intervenire attivamente presso i gestori dei servizi, perché si creino tariffe ad hoc per le famiglie più numerose (nuclei con più di 4 persone), o quanto meno si applichino ad esse le tariffe relative alle "comunità".

  3. Casa e spazi urbani
  4. Destinare un capitolo di spesa specifico dei bilanci comunali per l'erogazione di buoni casa o di contributi in conto interessi alle giovani coppie (con matrimonio contratto nei due anni precedenti o da contrarre entro un anno) che intendano acquistare la prima casa (riservando questo aiuto a coppie sotto un certo reddito).

    Prevedere agevolazioni (in materia d'oneri d'urbanizzazione e di costo delle aree) alle Imprese o Cooperative edilizie che costruiscano o ristrutturino case, riservando una quota d'alloggi da destinare alla locazione o alla "futura vendita" a favore di giovani coppie.

    Ricorrere alla riserva di alloggi in edifici di proprietà comunale e/o ad agevolazioni alle nuove famiglie, oltre che alle famiglie numerose e/o in situazione di difficoltà, nella formazione delle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare e convenzionata.

    Sviluppare progetti relativi alla qualità ed alla sicurezza dell'abitare urbano, soprattutto in relazione alla possibilità, da parte di bambini, giovani e anziani, di avere spazi per il tempo libero, l'incontro, l'aggregazione e il gioco, senza incorrere in gravi rischi in ordine alla loro sicurezza o alla loro salute.

  5. Sostegno alla maternità, genitorialità e responsabilità educative

Potenziare le attività di sostegno alla maternità in casi di difficoltà, sia favorendo l'opera svolta dai Consultori gestiti direttamente da associazioni o dai Centri di Aiuto alla Vita, sia intervenendo con specifiche risorse del bilancio comunale, ad esempio con:

Promuovere servizi per l'affido familiare, al fine di sostenere con qualificati interventi formativi i compiti educativi delle famiglie interessate; in particolare attivare, in collaborazione con le associazioni presenti nel settore, "progetti comunali affidi", come alternativa al ricovero dei minori in istituto, stimolando ed agevolando l'offerta di disponibilità da parte delle famiglie che vogliano accogliere minori, i cui genitori siano temporaneamente in gravi difficoltà.

La famiglia è la prima responsabile della crescita e dell’educazione dei figli, quindi anche l’ente pubblico deve tener conto dell’importanza di:

 

  1. Supporto alla cura familiare

Prevedere tutti quegli aiuti ed interventi che possano favorire le cure a domicilio e la permanenza dei soggetti socialmente deboli, come le persone portatrici di handicap e gli anziani non autosufficienti, nel loro nucleo familiare, oppure in ambienti di tipo familiare, come possibile alternativa al ricovero presso strutture pubbliche.

Si ritiene opportuno, anche alla luce di quanto espressamente contemplato dall’art. 16 della Legge 328/2000:

Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Reggio E. si dichiara disponibile in ogni momento al dialogo e al confronto con amministrazioni comunali, gruppi consiliari e singoli consiglieri comunali che desiderino avviare un rapporto di collaborazione o approfondire le tematiche in materia di politiche familiari.

A tale scopo, in occasione delle Elezioni Amministrative Comunali del 12-13 giugno 2004, chiediamo ai candidati, che si sentano di condividere in larga parte le impostazioni e le proposte del presente Documento, di sottoscriverlo con la propria firma e di completarlo con i propri riferimenti per poter essere in seguito contattati e/o informati dal Forum.

Accetto di sottoscrivere il documento del Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Reggio E.: "Una politica comunale a misura di famiglia"


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Comune……………………………………………………………………………………………

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Recapito……………………………………………………………………………………………

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