Comitato «Scienza & vita» per la Legge 40/2004
L 'alleanza tra scienza e
vita è molto forte nella coscienza di ogni persona. Da una parte, infatti,
la scienza è avvertita come valore decisivo per migliorare la vita e
rafforzarne la qualità, dall'altra la vita delle persone e delle comunità
spinge la scienza a non arrendersi, fino a produrre benefici concreti a
vantaggio non solo di pochi privilegiati ma di tutti.
Tuttavia è essenziale
riconoscere la scala delle priorità. Solo il primato della vita
garantisce il perseguimento dei diritti dell'uomo e lo sviluppo scientifico
ardimentoso e controllato. La tecnica è divenuta troppo potente per poter
essere lasciata in balia di se stessa, o per essere affidata esclusivamente
agli addetti ai lavori.
Trasparenza e giustizia,
uguaglianza e corresponsabilità, valori certamente condivisi dalla maggior
parte delle persone, hanno un senso solo se incominciamo a metterli al servizio
dei più deboli e dei meno garantiti: in primo luogo il concepito che, non
avendo voce propria, ha bisogno della solidarietà sociale. Questo è il primo
passo per la difesa in concreto della vita, da sviluppare in tutti i suoi
aspetti e in tutti i soggetti.
Con questo spirito nasce il Comitato
per impedire il peggioramento della legge 40 sulla fecondazione assistita,
di cui fanno parte personalità del mondo scientifico, culturale, professionale,
politico e associativo. Il Comitato si propone di promuovere una campagna
capillare di sensibilizzazione sui valori in gioco, per l'adozione del
comportamento più efficace nella prossima convocazione referendaria.
Il Comitato giudica la legge 40
sulla fecondazione assistita un risultato importante, che finalmente ha fissato
delle regole per i laboratori che operano nel campo molto delicato della
fecondazione umana. Non si tratta di una legge perfetta, tuttavia essa pone
fine al cosiddetto «far west procreatico», assicurando ad ogni figlio le
garanzie di una vita umana e la protezione di una vera famiglia.
Una legge, dunque, che merita
di essere difesa. Al contrario,
il referendum la vuole stravolgere, prima di darle tempo di essere applicata,
sperimentata e verificata nei risultati. Di per sé il referendum può essere uno
strumento di democrazia, ma in questo caso è profondamente inadeguato, per la
tipologia e la complessità della materia e per la formulazione volutamente
equivoca dei quesiti che propone. Davanti al rischio di una società che sembra
non farsi scrupolo di manipolare l'uomo, il Comitato indica la scelta del
«doppio no» : al contenuto dei quesiti referendari e all'uso distorto del
referendum in materia di fecondazione.
Dunque non andremo a votare , proprio per esprimere con fermezza
questo nostro «doppio no». Ma anche per ribadire alcuni obiettivi strategici:
riaffermare – contro ogni deriva scientista – che gli esseri umani non sono
cavie; dare ai figli genitori veri e conosciuti, garantendo loro la certezza di
specchiarsi nello sguardo di un padre e di una madre; dare nuovo slancio ad una
società che, a partire dal rispetto dei più deboli, consolidi i valori
fondamentali del nostro vivere civile, quali solidarietà, giustizia,
uguaglianza, libertà e pace.
Reggio Emilia, 19 marzo 2005