UN FISCO PIU' A MISURA DI FAMIGLIA

"Il prelievo sul reddito familiare tra nuovo fisco e tariffe dei servizi locali": questo il titolo dell'interessante convegno che si è svolto sabato 22 febbraio nella Sala del Palazzo del Capitano del Popolo davanti a un pubblico numeroso, su iniziativa del gruppo consiliare UDC del Consiglio Comunale di Reggio. Hanno introdotto i lavori il Segretario Provinciale dell'UDC Mario Poli, il capogruppo in Consiglio Comunale Tarcisio Zobbi e il Segretario Regionale Mauro Libè; sono intervenuti i parlamentari on. Emerenzio Barbieri e sen. Gianluigi Magri, e a conclusione il Ministro per i rapporti con il Parlamento on. Carlo Giovanardi.

Al centro del convegno è stato però il confronto tra due Assessori al Bilancio: Gian Luca Galletti, per il Comune di Bologna, e Loredana Dolci, per il Comune di Reggio Emilia.

Il primo ha rivendicato alla Giunta Guazzaloca il merito di avere smentito chi prevedeva un peggioramento del livello dei servizi sociali, rispetto alla brillante situazione ereditata dalla precedente Amministrazione di centro-sinistra, realizzandone invece un ulteriore incremento, accompagnato da un cambiamento di mentalità, con una maggiore apertura agli apporti della società civile e l'attenzione alla famiglia come tale (la famiglia "normale"), non solo alla famiglia in condizioni di difficoltà economiche o di disagio sociale.

Sul fronte tariffario, il Comune di Bologna ha mantenuta invariata l'aliquota ICI (6,4 per mille, quella ordinaria, e 5,7 per mille quella sulla prima casa), l'addizionale IRPEF e le altre tariffe, con la sola eccezione della tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) e della tariffa della refezione scolastica, adeguate al tasso di inflazione. Interessanti, in materia di ICI, alcuni provvedimenti innovativi: la riduzione dell'aliquota per le Onlus, l'esenzione dall'imposta per gli immobili affittati a canoni concordati con l'Amministrazione comunale, l'equiparazione alla prima casa delle abitazioni date in uso gratuito ai parenti di primo grado. Per far fronte ai minori introiti derivanti dalla tassazione il Comune di Bologna ha adottato diverse strategie alternative, tra le quali risalta in particolare quella che, con un termine piuttosto brutto, viene chiamata "esternalizzazione", cioè il trasferimento a privati di servizi prima gestiti direttamente dal Comune: ad esempio l'illuminazione pubblica, le fognature, i servizi cimiteriali.

Passando ai servizi sociali, l'Assessore Galletti ha sottolineato in particolare il forte incremento (+ 50% rispetto al 1999) delle ore dedicate all'assistenza domiciliare, un servizio però ancora insufficiente rispetto alla domanda complessiva e per il quale andrebbe favorito un apporto maggiore da parte delle organizzazioni di volontariato. I servizi per la prima infanzia gestiti dal Comune di Bologna coprono attualmente il 25-26% della domanda potenziale, con un costo medio annuale di 12.000 Euro a bambino. A questo intervento si è però affiancata una nuova iniziativa, "l'anno in famiglia", sotto forma di un contributo di 300 Euro al mese, quindi 3.000 Euro all'anno (risparmio del 75%), alle mamme che sospendono il lavoro per assistere direttamente il figlio a casa nel primo anno di vita, oltre alla stipula di convenzioni con Asili Nido privati e la promozione dei Nidi aziendali. Per quanto riguarda invece la Scuola Materna, la copertura a Bologna è del 100% della domanda, con un ampio spazio lasciato alla stipula di convenzioni. Due cifre molto significative: il Comune spende 9.000 Euro all'anno a bambino per la gestione diretta, mentre spende 900 Euro all'anno a bambino, nel caso della gestione in regime di convenzione (risparmio del 90%).

L'Assessore bolognese ha concluso il suo intervento con un "coup de theatre", mostrando le cifre di un confronto tra la spesa di una stessa famiglia (padre, madre, un figlio all'asilo nido e uno alla scuola elementare, con un alloggio di proprietà di 100 mq ed un imponibile IRPEF di 25.823 Euro all'anno) a Bologna e a Reggio Emilia, sommando: addizionale IRPEF, tassa RSU, ICI sulla prima casa, retta nido, refezione scolastica e servizio autobus. Mentre nel 1999 la famiglia bolognese spendeva 4.152 Euro e quella reggiana 3.587 Euro, nel 2003 la situazione sarebbe radicalmente rovesciata: la spesa della stessa famiglia bolognese scenderà a 3.862 Euro, mentre quella della famiglia reggiana salirà a 4.452 Euro. Un differenziale quindi di ben 1.155 Euro negli ultimi 4 anni!

Molto misurata è stata la replica dell'Assessore al Bilancio di Reggio Emilia Loredana Dolci, che si è subito dichiarata d'accordo sulla necessità di rispondere ai bisogni delle famiglie, prendendo però atto - ha tenuto a sottolineare - dei mutamenti che sono avvenuti nelle "famiglie".

La nostra città ha assistito negli ultimi anni a un forte incremento della popolazione residente, dovuta soprattutto all'immigrazione. Nonostante questo si è mantenuto molto alto il livello dei servizi: gli asili nido coprono il 40% della domanda nella fascia di età 0-3 anni, e sono proprio le donne a spingere in alto la domanda volendo tornare al lavoro (quindi non c'è - mi sembra di capire - richiesta per "l'anno in famiglia"); le scuole materne, fra comunali e convenzionate, coprono il 91,7% della domanda nella fascia di età 3-6 anni. Sempre all'avanguardia il livello qualitativo dei servizi per l'infanzia garantiti dal nostro Comune.

Sulle cifre mostrate dal collega bolognese l'Assessore Dolci ha obiettato che probabilmente non hanno tenuto conto della più ampia articolazione delle fasce di reddito, valutate con il redditometro e non solo sulla base dell'imponibile IRPEF, nel sistema tariffario reggiano. Infine, anche Reggio quest'anno non ha aumentato l'imposta ICI sulla prima casa (5,8 per mille) e applica un'addizionale IRPEF (0,2%) inferiore a quella di Bologna (0,4%).

Alla fine sono venute a galla le differenze più significative tra le due Amministrazioni nelle "filosofie politiche" di fondo. L'Amministrazione reggiana non vede di buon occhio le "esternalizzazioni" e considera un proprio dovere la gestione diretta dei servizi che ritiene "fondamentali" per la collettività, con buona pace - questo la Dolci non l'ha detto, ma sembra una logica conclusione - della "sussidiarietà".

Forse - se posso azzardare una conclusione personale - è anche per questo che mentre il Comune di Bologna ha dato via libera nei mesi scorsi all'istituzione della Consulta Comunale della Famiglia, come organo consultivo e propositivo gestito direttamente dalle Associazioni, nel Comune di Reggio l'analoga proposta, avanzata già due anni fa dal Forum Provinciale delle Associazioni Familiari, dopo una prima favorevole accoglienza in sede consiliare, è stata rapidamente insabbiata dalla Giunta Comunale.

Pietro Moggi