1. La "partecipazione" delle famiglie nella Costituzione e nella legislazione attuale
· Cost: art. 2 - "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabili dell'uomo
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità,
e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale"
· Cost: art. 3 - "
E' compito della Repubblica rimuovere gli
ostacoli d'ordine economico e sociale che, limitando, di fatto, la libertà
e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana
e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
economica e sociale del Paese"
· Cost: art. 4 - "
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,
secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività
o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società"
· Cost: art. 29 - "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia
come società naturale fondata sul matrimonio."
· Cost: art. 31 - "La Repubblica agevola con misure economiche e
altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi"
· Legge n.59/1997 (sul riferimento di funzioni e compiti per la riforma
della Pubblica Amministrazione) art. 4 comma 3 - "I conferimenti di funzioni
di cui ai commi 1 e 2 avvengono nell'osservanza dei seguenti principi fondamentali:
a) il principio di sussidiarietà
attribuendo le responsabilità
pubbliche anche al fine di favorire l'assolvimento di funzioni e di compiti
di rilevanza sociale da parte delle famiglie, associazioni e comunità,
all'autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini
interessati".
2. Principi ispiratori di una politica familiare di "partecipazione"
a) Condizione indispensabile per la vita "democratica" della comunità
locale è la valorizzazione e la promozione delle formazioni sociali intermedie,
e in particolare della famiglia che è l'aggregazione principale;
b) La famiglia, infatti, rappresenta una risorsa vitale per la comunità
locale: è condizione per l'equilibrio e l'integrazione delle persone,
svolge la funzione vitale della procreazione e si fa carico di funzioni altrettanto
vitali quali l'allevamento e l'educazione dei minori; è luogo di trasmissione
e d'esperienza di valori sociali fondamentali come la solidarietà, la
reciprocità, la gratuità, l'accettazione del diverso e l'accoglienza;
ha la capacità di farsi carico di situazioni di disagio, di devianza,
di vecchiaia, di disoccupazione
;
c) Per questo la famiglia può contribuire a rendere la società
coesa, solidale e accogliente, capace di prevenire e di far fronte al disagio
sociale ed a fenomeni sociale quali l'emarginazione e l'immigrazione che non
possono essere considerati solamente questioni di "sicurezza" e d'ordine
pubblico;
d) Una politica familiare trova, quindi, fondamento nella considerazione che
la famiglia è soggetto e risorsa vitale per la comunità locale,
piuttosto che destinataria d'interventi assistenziali, costosi per la collettività;
Sostenere un ruolo attivo della famiglia:
- favorisce un rafforzamento dell'organizzazione sociale e l'integrazione fra
gruppi sociali e soggetti istituzionali;
- favorisce l'innovazione sociale;
- aumenta i potenziali d'intervento e la capacità progettuale dell'ente
locale;
- esalta il ruolo di meditazione fra interessi diversi e attenua le diseguaglianze;
- crea un tessuto sociale più coeso e solidale, capace di far fronte
alle emergenze che, altrimenti, diventano causa di conflitto e d'emarginazione;
e) una politica che dia valore alla soggettività della famiglia e la
chiami ad un ruolo attivo, n'esalta la capacità di assumere responsabilità
e privilegia la famiglia che si basa su un patto forte ed esplicito (matrimonio);
f) la solidarietà fra le famiglie è una grand'energia sociale
che, per esprimere tutto il suo potenziale, deve essere collegata alle istituzioni
e comunicare con queste: le istituzioni devono valorizzare tale solidarietà
e sostenerla nella consapevolezza che si tratta di una realtà vitale,
di una risorsa economica, oltre che culturale, che non può essere sprecata.
3. La politica familiare come soluzione alle problematiche dell'attuale situazione sociale
· Fra le tendenze che emergono nelle nostre "città"
oggi si nota un atteggiamento d'autosufficienza delle famiglie e di difesa da
ogni "estraneo", diffidenza e paura; da ciò una frammentazione
della società con scarsi legami di solidarietà; l'estraneità
dallo "Stato" al quale si chiede sicurezza e garanzia con scarsa disponibilità
all'accoglienza, specialmente del diverso,
· d'altra parte la "città" è organizzata a misura
di chi produce e consuma e provoca emarginazione; le giovani famiglie non sono
facilitate a trovare abitazione nel centro della città che, sempre meno
abitato da famiglie e bambini, è condannato al degrado;
· una società locale con queste caratteristiche non può
trovare facilmente soluzione ai problemi emergenti dell'immigrazione e dell'emarginazione
prodotta dalla forte evoluzione in atto con conseguenze che possono compromettere
le caratteristiche di fondo su cui si basa la vita della "città".
· Per far fronte a tale situazione l'ente locale ha l'esigenza di intraprendere
una politica nuova, dinamica, una politica sociale attiva, che non risponda
solamente alle emergenze o amministri il quotidiano, ma promuova una qualità
più alta della vita sociale e, quindi della "democrazia";
· le famiglie, che hanno partecipato alle scelte degli amministratori
dell'ente locale, devono poter partecipare anche alla sua gestione;
· l'ente locale, a cui compete la funzione politica di governo, deve
creare le condizioni per l'autorganizzazione dei cittadini, svolgendo un ruolo
di programmazione, promozione, sostegno, indirizzo e coordinamento delle iniziative
e dei progetti;
· i criteri fondamentali di tale politica della solidarietà sono
quelli della soggettività politica, della sussidiarietà e della
mutualità;
· secondo il principio della sussidiarietà, l'ente locale non
deve necessariamente provvedere, con le proprie strutture, a tutti i bisogni
e le esigenze, ma deve apprezzare e sostenere l'attività di componenti
sociali - famiglie, associazioni, cooperative, enti
- che pongono in atto
iniziative rispondenti alle linee di politica condivise;
· una sussidiarietà correttamente intesa, deve prevedere, cioè,
l'intervento dell'ente locale per promuovere l'iniziativa dei soggetti sociali,
per rinforzarla e sussidiarla, per sostituirla laddove non possano essere prodotti
servizi dai cittadini o dove i servizi prodotti direttamente siano più
adeguati ed efficaci: l'ente locale deve, infatti, garantire i diritti di tutti
e l'uguaglianza dei cittadini;
· alla famiglia non possono, tuttavia, essere assegnati compiti che questa
non possa svolgere.
4. Indicazioni per una politica familiare che promuova e sostenga la partecipazione delle famiglie
a) - sostegno ad impegni di cura che la famiglia è disposta ad assumersi
- mantenimento dei propri anziani non autosufficienti nell'ambito della famiglia
(assoc. Progetto Famiglia);
- mantenimento dei minori nei primi due anni di vita senza ricorrere all'asilo
nido (assoc. Progetto Famiglia);
- adozione ed affido (si tratta d'iniziative che vanno apprezzate socialmente
e promosse perché sono un servizio ai minori);
- "adozione" di una famiglia extracomunitaria o, comunque, immigrata:
la famiglia residente accoglie un'altra famiglia, immigrata, a nome e per conto
della comunità locale: l'essere "famiglia" rappresenta un elemento
d'affinità per l'incontro con "l'altra" famiglia; si tratta
di un servizio all'inserimento ed all'integrazione nella realtà locale;
probabilmente occorrerebbe una norma regionale per il finanziamento (sgravi
o agevolazioni) a favore delle famiglie che sottoscrivano una "carta dei
servizi" che individua gli impegni della famiglia residente nei confronti
della famiglia immigrata e le condizioni che quest'ultima deve rispettare; a
livello comunale o provinciale occorrerebbe, poi, un "referente" per
la selezione, la consulenza ed il controllo delle famiglie residenti disponibili
al servizio (assoc. AiBi).
b) - promozione e sostegno di servizi che le famiglie possono porre in
atto anche per altre famiglie
- organizzazione d'asili nido "condominiali": l'ente pubblico dovrebbe
garantire l'idoneità del luogo e l'assistenza, con possibilità
di avvalersi anche di mamme;
- servizio di baby-sitter (assoc. Progetto Famiglia);
- "banche del tempo": le famiglie si organizzano, magari presso il
quartiere, per
scambiarsi tempo e servizi (assoc. Centro G.P. Dore).
c) - riconoscimento e sostegno ad organizzazioni ed associazioni di famiglie che si costituiscono per porre in atto servizi
- organizzazione di centri e di servizi d'accoglienza e d'aiuto per le maternità
difficili (Centri e Servizi Vita);
- organizzazione di un'aggregazione familiare per la costituzione e la gestione
di un fondo, sostenuto ed alimentato dall'ente locale, per concedere garanzia
a prestiti e mutui contratti per l'acquisto della prima casa da parte di famiglie
o di coppie di fidanzati (assoc. "Famiglie Nuove");
- promozione di reti sociali attive i cui nodi siano: le associazioni, i soggetti
di servizi, gli enti pubblici e le agenzie sociali del territorio;
- sostegno ad associazioni di famiglie che si pongono l'obiettivo di offrire
alle altre famiglie il tempo e lo spazio per essere ascoltate e ricevere un
aiuto e un indirizzo per trovare risposta alle richieste, soprattutto in ordine
ai problemi dei figli, in particolare nell'età dell'adolescenza (assoc.
"Il Grappolo" per "Centro under quindici"); il riferimento
è alla legge n. 285/97 "Disposizioni per la promozione di diritti
e d'opportunità per l'infanzia e l'adolescenza", artt. 3 e 4;
- reti di famiglie che affiancano Centri d'accoglienza e Comunità terapeutiche
per facilitare un reinserimento positivo dei giovani nel contesto sociale (es.
Comunità "La Rupe");
- associazioni che organizzano scuole per genitori, centri d'ascolto, consultori
prematrimoniali e matrimoniali, consultori per gli adolescenti (es. Consultori
UCIPEM).
d) - iniziative dell'ente locale in collaborazione con le associazioni familiari
- Osservatorio comunale sulla famiglia (esempio del Comune di Reggio Emilia):
lo scopo è quello di conoscere la situazione per operare; il metodo è
quello del collegamento in rete fra le istituzioni, i servizi, della valutazione
dell'efficacia e del coordinamento dell'attività, attraverso la collaborazione
fra servizi, la razionalizzazione delle risorse, la programmazione e la verifica;
- Centri comunali per le famiglie:
occorre una revisione sulla base dell'esperienza dei primi anni di vita;
i Centri non possono esaurirsi nell'erogazione d'alcuni servizi, pur utili,
che raggiungono un numero limitato di famiglie con un costo sproporzionato rispetto
al servizio reso;
i Centri potrebbero gestire "l'Osservatorio comunale sulla famiglia"
di cui al punto precedente ed essere riferimento e stimolo per l'iniziativa
di famiglie e d'associazioni familiari;
la gestione potrebbe essere affidata ad una Commissione che comprende istituzioni,
associazioni e aziende di servizio, con il coordinamento dell'ente locale.
- Comitati composti da istituzioni, imprenditori, aziende di servizi, e rappresentanti delle famiglie per la definizione degli orari d'inizio e conclusione della giornata lavorativa, per gli orari della scuola e per quelli dei servizi: politica dei tempi della "città" a misura della famiglia.
e) - strumenti di partecipazione delle famiglie
- Consulta permanente delle Associazioni familiari a livello comunale per un
parere obbligatorio, ma non vincolante, su tutti gli atti deliberativi che riguardano
la famiglia (non ci sono atti amministrativi neutri, che non interessano la
famiglia) (esempio del Comune di Forlì);
è importante stabilire un criterio per la partecipazione alla Consulta:
dovrebbero farne parte le associazioni a base familiare e quelle che, fra i
propri fini salutari, prevedono, in modo esplicito, l'impegno a favore della
famiglia;
- Commissione d'associazioni familiari a livello provinciale per affiancare
la Provincia nel coordinamento dei servizi fra i comuni (scuola, trasporti e
altri che possono essere messi in rete);
la medesima commissione potrebbe essere interessata anche al servizio di "formazione
permanente" che la Provincia potrebbe curare con riferimento, in particolare,
alla temporanea assenza dal lavoro per i congedi di maturità, puerperio
e cura dei figli nei primi anni di vita, ed all'avvio al lavoro dei giovani.
- Commissioni d'associazioni familiari e di famiglie a livello di circoscrizione
e di quartiere per il monitoraggio del territorio, per la programmazione dei
servizi - scuola, trasporti, orari della città, sportelli per informazioni
-
e per la verifica della loro qualità: il quartiere è, infatti,
un ambito privilegiato in cui può realizzarsi la partecipazione delle
famiglie alla gestione dell'ente locale.