FORUM PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI DI REGGIO E.


"LA FAMIGLIA, SOGGETTO SOCIALE NELLE REALTÀ LOCALI"
Documento-base per il confronto con gli amministratori degli Enti locali


Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Reggio Emilia si propone come organismo di coordinamento tra le associazioni impegnate su vari fronti a sostegno della famiglia, offrendosi come loro portavoce presso le amministrazioni locali per esprimere le esigenze della famiglia e farsene interprete a livello propositivo concreto.
In coerenza con il principio di sussidiarietà spetta all'ente Comune la maggiore responsabilità nell'attivazione di concrete iniziative politiche per la promozione e lo sviluppo dell'istituto familiare e del suo ruolo sociale.
Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari ritiene che non ci si possa limitare, a questo riguardo, ad interventi di esclusivo stampo assistenzialistico o ad una semplice registrazione dei fenomeni di costume che intervengono nella società e che coinvolgono l'istituto familiare, ma che occorra intervenire in primo luogo proprio per consolidare questo istituto di fronte ai fenomeni che tendono a favorirne la disgregazione: non può quindi essere assunto il fenomeno, peraltro ancora limitato, delle cosiddette "famiglie di fatto" come motivo valido per mettere in discussione la definizione di famiglia data dalla Costituzione nell'art. 29.
E' a questa "famiglia" che si devono rivolgere le "politiche familiari".
Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari propone pertanto alle Amministrazioni locali della provincia di Reggio E. un "Patto con la famiglia e per la famiglia" basato sui seguenti punti.

1) Collaborazione con le associazioni familiari

Istituire in ogni Comune dove sia possibile una Consulta Comunale della Famiglia, con prorio Statuto e Regolamento, come organismo consultivo e propositivo in materia di politiche familiari dell'Amministrazione Comunale, cui partecipino tutte le associazioni, aventi sede nel territorio comunale, che ne facciano richiesta e che si occupino espressamente di problematiche della famiglia.


2) Centri per le famiglie

In attuazione della Legge Regionale 27/89 e delle Leggi Nazionali 285/97 (Legge Turco) e 328/00, aprire in ogni Comune un Centro per la Famiglia, inteso non come pura e semplice emanazione dell'Amministrazione Comunale, ma come luogo per la valorizzazione e la messa in rete delle offerte dell'associazionismo familiare e della società civile.
Tra i compiti primari di tale Centro per la Famiglia sono da considerare i seguenti:
- monitoraggio continuo della situazione delle famiglie in ambito comunale;
- apertura di sportelli per la conoscenza delle necessità delle famiglie, residenti in ambito comunale;
- pubblicizzazione delle opportunità di aiuto alle famiglie previste da leggi regionali o normative locali;
- conoscenza delle opportunità formative in materia di preparazione al matrimonio proposte da diversi soggetti operanti in territorio comunale.

3) Aiuto alle giovani coppie per la formazione della famiglia

Attivare iniziative che rendano più facile alle giovani coppie la risoluzione del "problema casa" per la formazione di una nuova famiglia.
Al riguardo una Amministrazione Comunale potrebbe:
- erogare buoni casa o contributi in conto interessi alle giovani coppie (sposate da poco tempo o con intenzione di contrarre matrimonio entro un tempo prestabilito) che intendono acquistare la prima casa;
- ricorrere alla riserva di alloggi in edifici di proprietà comunale e/o ad agevolazioni alle nuove famiglie nella formazione delle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare e convenzionata;
- prevedere agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione e/o sul costo delle aree alle Imprese che costruiscano nuovi edifici con riserva di una quota di alloggi da affittare o vendere a famiglie di nuova costituzione.


4) Sostegno alla natalità e alla scelta di avere figli

Intervenire con un sostegno pubblico, oltre che con l'attivazione di reti di solidarietà, nei casi in cui una maternità possa comportare gravi problemi di ordine economico o psicologico.
Ad esempio:
- assegnare un contributo in caso di parto alle donne che non usufruiscano dei trattamenti di maternità previsti dalla legge;
- erogare prestiti agevolati o sull'onore a coppie di sposi, o a madri sole, in attesa di un figlio;
- promuovere nei consultori un'effettiva azione a sostegno dell'accettazione della maternità.


5) Valorizzazione del ruolo educativo della famiglia, fin dalla prima infanzia

La famiglia è la prima responsabile della crescita e dell'educazione dei figli, quindi anche l'ente pubblico deve tener conto dell'importanza di:
- incoraggiare la permanenza in casa dei bambini nei primi anni di vita, anche in alternativa all'inserimento nell'asilo nido, prevedendo un eventuale sostegno economico mensile alle madri disposte a ritardare il rientro al lavoro extradomestico, avvalendosi di tutte le agevolazioni di legge;
- promuovere e sostenere servizi di assistenza all'infanzia anche gestiti direttamente da associazioni di famiglie e da organizzazioni del privato sociale;
- sostenere iniziative di tipo educativo e ricreativo (attività formative, doposcuola, campi estivi, ecc…) organizzate nel territorio da parte di parrocchie, associazioni o altri soggetti che dimostrino competenze sul piano educativo;
- rispettare le scelte educative della famiglia anche in età scolare, riconoscendo la validità di esperienze scolastiche autonome ed autogestite dalle famiglie, senza discriminazioni nell'amministrazione dei fondi per il diritto allo studio;
- privilegiare, nelle scelte urbanistiche, i bisogni del bambino, con sviluppo di aree per il gioco nei quartieri e nei parchi pubblici e di percorsi protetti dal traffico veicolare.


6) Sostegno alle famiglie con più figli e ai nuclei familiari numerosi

Tenendo conto del fatto che il sistema di tassazione statale, come pure le tariffe applicate per i servizi di primaria necessità (acqua, gas, elettricità, telefono) finiscono per penalizzare le famiglie con più figli, o comunque numerose, soprattutto nel caso di famiglie monoreddito o a basso reddito complessivo, un'Amministrazione Comunale che si proponga di agire concretamente a favore delle famiglie non può fare a meno di progettare sistemi alternativi di applicazione di tasse e tariffe locali.
Si possono dare di seguito alcune indicazioni, che vanno nel senso dell'equità familiare:
- adottare in ogni caso il criterio del reddito pro-capite del nucleo familiare nell'applicazione delle rette dei servizi scolastici e assistenziali e di tasse e tariffe locali;
- applicare consistenti riduzioni delle rette scolastiche alle famiglie con più di un figlio frequentante contemporaneamente asili nido e scuole per l'infanzia comunali;
- ricorrere all'applicazione delle detrazioni consentite dall'I.C.I. per famiglie numerose;
- applicare tariffe ridotte per la tassa R.S.U. e di altri servizi comunali per famiglie numerose;
- prevedere interventi che agevolino l'uso dei mezzi pubblici di trasporto (es. abbonamenti per famiglie), agevolazioni nell'uso di impianti sportivi, palestre o per attività ricreative.


7) Aiuto alla permanenza dei "soggetti deboli" nel nucleo familiare

Prevedere tutti quegli aiuti ed interventi che possano favorire le cure a domicilio e la permanenza dei soggetti socialmente deboli, come le persone portatrici di handicap e gli anziani non autosufficienti, nel loro nucleo familiare, oppure in ambienti di tipo familiare, come possibile alternativa al ricovero presso strutture pubbliche.
Si ritiene opportuno, anche alla luce di quanto espressamente contemplato dall'art. 16 della Legge 328/00:
- prevedere una serie di aiuti, anche economici (erogazione di contributi, o integrazione di reddito), a favore delle famiglie che volontariamente si prendano cura a domicilio dei membri socialmente più deboli;
- predisporre ed attuare forme di sostegno economico a favore di chi volontariamente rinunci ad intraprendere attività retribuite autonome o subordinate per provvedere all'assistenza di familiari la cui situazione richiederebbe il ricovero;
- promuovere forme di assistenza temporanea a domicilio, anche da parte di associazioni familiari o del privato sociale, per evitare uno sradicamento del soggetto debole dalla famiglia;
- predisporre presso i luoghi di cura, sia per l'infanzia che per gli anziani, spazi che consentano il contatto frequente o prolungato con i familiari;
- prevedere interventi concreti, anche con il coinvolgimento delle associazioni familiari o del privato sociale, a sostegno delle famiglie che si trovino ad affrontare al loro interno particolari situazioni di difficoltà e disagio (ad esempio, per casi di tossicodipendenza, disagio psichico, maltrattamenti, ecc…)

Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Reggio E. si dichiara disponibile in ogni momento al dialogo e al confronto con amministrazioni comunali, gruppi consiliari e singoli consiglieri comunali che desiderino avviare un rapporto di collaborazione o approfondire le tematiche in materia di politiche famigliari.


Reggio Emilia, 27 settembre 2001