CONSULTA COMUNALE DELLA FAMIGLIA
Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari ha avanzato fin dal 5 febbraio 2000 la proposta di istituire a Reggio E. una Consulta Comunale della Famiglia, sul modello di quanto già realizzato in altre realtà locali, come Forlì, Varese e Verona.
Riassumiamo in questa pagina l'iter della proposta, nei suoi vari passaggi.
5 FEBBRAIO 2000: IL FORUM LANCIA LA PROPOSTA
(Dal Documento Programmatico "La famiglia, protagonista della società civile, in rapporto con le comunità locali")
1) Collaborazione con le associazioni familiari
Istituire in ogni Comune dove sia possibile una Consulta Comunale della Famiglia, cui partecipino tutte le associazioni di volontariato con sede nel territorio comunale che ne facciano richiesta e che si occupino espressamente di problematiche della famiglia, con un proprio Statuto e Regolamento, come organismo consultivo e propositivo in materia di politiche familiari dell'Amministrazione Comunale.
26 MAGGIO 2000: L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE
COMUNE DI REGGIO NELL'EMILIA
CONSIGLIO COMUNALE
Reggio Emilia, 26 Maggio 2000
Ordine del giorno
Premesso:
- che la Costituzione italiana, frutto della collaborazione delle forze politiche
laiche e cattoliche, stabilisce all'art.29 che "la Repubblica riconosce
i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio";
- che le direttive del Parlamento Europeo non possono essere accolte nel nostro
Paese se contrastano con i principi fondamentali della Costituzione;
- che la legislazione italiana non prevede l'istituzione dei registri delle
coppie di fatto perché le convivenze non sono legalmente riconosciute;
- che i diritti individuali sono tutelati da nonne diverse da quelle del diritto
di famiglia;
- che la maternità e l'infanzia vanno comunque garantite per tutelare
il diritto alla vita;
si impegna la Giunta
1) ad istituire la consulta per la famiglia che, partendo dall'esperienza del
Centro delle famiglie, possa favorire un utile confronto per la tutela e la
difesa della famiglia, della maternità e dell'infanzia;
2) a favorire l'applicazione anche nel nostro Comune del principio di sussidiarietà
per prevenire, invece di rincorrere, il disagio sociale;
3) ad integrare le politiche sociali del Comune, favorendo le iniziative autonome
delle famiglie, del volontariato e dell'associazionismo per consentire una pluralità
di risposte ai bisogni emergenti.
Gruppo Consiliare PPI
Renzo Boni
Marco Fomaciari
Graziano Delrio
30 NOVEMBRE 2000: LA PROPOSTA OPERATIVA DEL FORUM
Il Forum Provinciale delle Associazioni Familiari di Reggio E.,
nel rinnovare la propria richiesta di istituire a Reggio E. una Consulta Comunale
della Famiglia, presenta un pacchetto di proposte operative, prendendo spunto
da quanto già realizzato, o in fase di avanzata realizzazione, in altri
importanti capoluoghi di provincia. Su queste proposte il Forum dichiara la
propria disponibilità ad aprire un confronto in tempi brevi con l'Amministrazione
Comunale.
Denominazione
Consulta Comunale della Famiglia
Finalità della Consulta
Valorizzare il ruolo delle Associazioni Familiari, in attuazione concreta del
principio di sussidiarietà, nell'individuazione di scelte politiche a
effettivo sostegno dell'istituto della famiglia, nei suoi diritti e nello svolgimento
dei suoi compiti all'interno della società civile.
Composizione della Consulta
Partecipano alla Consulta, con un proprio rappresentante espressamente nominato,
associazioni familiari, movimenti, gruppi di volontariato e di cooperazione
sociale, e altre associazioni, operanti da almeno due anni sul territorio comunale,
che comunque prevedano nei loro Statuti un concetto di famiglia conforme al
dettato costituzionale (ex-art.29-30).
All'atto della costituzione spetta alla Giunta comunale esaminare le richieste
di partecipazione avanzate dalle diverse associazioni e gruppi, motivando in
ogni caso l'ammissione o l'eventuale esclusione; successivamente le richieste
di partecipazione andranno indirizzate al Consiglio Direttivo della Consulta
che assumerà le decisioni relative.
Organi della Consulta
La Consulta nomina un Coordinatore e un Consiglio Direttivo.
Il Coordinatore convoca e presiede le sedute dell'Assemblea e del Consiglio
Direttivo, rappresenta a livello istituzionale la Consulta, relaziona all'Amministrazione
comunale circa i lavori della Consulta, predispone l'ordine del giorno.
Partecipano all'Assemblea, senza diritto di voto, l'Assessore competente o suo
delegato, un rappresentante di maggioranza e uno di minoranza, designati dal
Consiglio Comunale.
La Consulta si doterà di un proprio regolamento di funzionamento.
Funzioni e poteri della Consulta
La Consulta è un organismo propositivo e consultivo che, in attuazione
del principio di sussidiarietà, svolge funzioni di rappresentanza dei
diritti e delle istanze della famiglia.
La Consulta partecipa alla definizione delle attività dell'Amministrazione
comunale in materia di politiche familiari.
La Consulta svolge funzione propositiva in materia di politiche per la famiglia,
formalizza pareri ed elabora progetti e programmi da sottoporre al vaglio del
Consiglio Comunale.
Ai membri della Consulta è garantito l'accesso alle delibere e l'informazione
sugli atti della Giunta e del Consiglio Comunale in materia di politiche familiari
almeno 10 giorni prima dell'approvazione.
La Consulta esprime parere preventivo, prima dell'adozione, sugli atti del Comune
in materia di politiche familiari. In caso di delibera in tutto o in parte difforme
da tale parere l'organo deliberante motiverà per iscritto alla Consulta
le proprie controdeduzioni.
La Consulta promuove l'informazione e la partecipazione delle famiglie.
La Consulta si riunisce in locali messi a disposizione dall'Amministrazione
comunale e utilizza strumenti e supporti dell'Amministrazione stessa nell'ambito
degli stanziamenti di spesa espressamente previsti dal bilancio comunale.
Reggio Emilia, 30 novembre 2000
Documentazione
- La Consulta della Famiglia a Verona