LEGGE 194 E LA TANTO PERICOLOSA ” ONDATA REAZIONARIA E MEDIEVALE”


Se con “ondata reazionaria e medievale” si intende fare un passo avanti verso la vita, allora, convintamente, dico “Ben venga! Finalmente!”

A 40 anni dalla legge 194, arrivare, finalmente, ad applicarla in ogni sua parte, sarebbe comunque sempre troppo tardi. Troppe vite perse, troppi bambini uccisi, troppe donne ferite e violentate da una legge imbroglio.

Lo slogan “il corpo è mio e ne faccio ciò che voglio” è un grave e drammatico inganno che, in nome della libertà, ha portato sempre più donne (e uomini, perché non dimentichiamo che un ruolo dovrebbero averlo anche loro!) a pensare la gravidanza e un figlio come un problema, un ostacolo, un limite.

La battaglia per incentivare l’uso della pillola abortiva, quasi che una gravidanza fosse una malattia, ha reso tale filosofia palese: l’obiettivo è dimenticare che si sta uccidendo un essere umano vivente, una vita unica e irripetibile. Non importa se la donna, in tutta questa drammatica storia, è lasciata sola…l’importante è che possa disporre liberamente del proprio corpo.

Non c’è bisogno di essere cristiani e cattolici per riconoscere il grande inganno dell’aborto legale! Non ha nemmeno ridotto gli aborti ne eliminato quelli clandestini!

Non c’è bisogno di scandalizzarsi per le parole del Papa, che non ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto contenuto nel Magistero della Chiesa Cattolica che troppo spesso i “cattolici adulti” prendono a pezzi per stravolgerne il significato. Questa volta le parole del Papa non possono essere distorte o strumentalizzate!

Ora si tratta, invece, di decidere se vogliamo uno Stato che dispensa morte o uno Stato che favorisce e sostiene la vita, se vogliamo affrontare seriamente il problema della denatalità senza ricorrere alla legalizzazione della compravendita di bambini! Non sono scelte banali e nemmeno, purtroppo, scontate!

Le accuse nei confronti della capogruppo PD in consiglio comunale a Verona che ha votato per la vita o l’aggressione agli “Studenti per la vita” a Roma che distribuivano volantini in favore della vita dovrebbero scandalizzarci e farci aprire gli occhi.

Difendere la vita e il diritto a nascere di un essere fragile sono diventati atti rivoluzionari e da combattere! C’è ancora libertà di pensiero e di manifestazione del pensiero in Italia?

I valori cristiani che hanno ispirato la migliore azione civica hanno ancora cittadinanza nella nostra amata Nazione? La mia risposta è: si, devono, perché ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo.

Uno Stato laico non può essere uno Stato contro la vita umana.

Riguardo alla legge 194, che ha lasciato sul campo già troppe vittime, quello di cui abbiamo veramente bisogno, è che sia applicata anche nella parte relativa all’abbattimento degli ostacoli alla gravidanza perché nessuna donna può desiderare di uccidere il figlio che porta in grembo, nessuna, se non per costrizione o indottrinamento ideologico.

L’assurdità della sinistra che denuncia questa “ondata reazionaria e medievale” è che, da un lato fa propaganda all’aborto e, dall’altro, pretende la fecondazione eterologa e giustifica l’utero in affitto…perché tutti, secondo loro, avrebbero diritto a un figlio. Tutti tranne la famiglia naturale!

Abbiamo, invece, bisogno di sostegno alla famiglia naturale e di conciliazione dei tempi casa-lavoro delle donne, non di fare guerra alla vita nascente.

Mi auguro e auguro all’Italia sempre più utili voti in “libertà di coscienza” e sempre meno dannose “barricate ideologiche”

contributo di ROBERTA RIGON – Consigliere Comunale di Reggio Emilia