A CHIAVARI IL 22-23 NOVEMBRE
LA “DUE GIORNI” DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’ DEL FORUM NAZIONALE
Al Convegno di Parma ha fatto
seguito sabato 22 novembre e domenica 23 novembre una 2 giorni di spiritualità
e riflessione, organizzata dal Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, in
collaborazione con il Forum Regionale della Liguria, a Chiavari.
La prima giornata ha visto al
mattino l’incontro con il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova,
Presidente della CEI e al pomeriggio la relazione di Francesco Belletti,
direttore del CISF sulle risposte al questionario interno su passato e futuro
del Forum, cui è seguito un nutrito dibattito, protrattosi all’inizio della
mattinata seguente, dedicata alla Assemblea Soci.
Il Card. Bagnasco ha offerto una
sua riflessione su “Il Forum delle Associazioni Familiari: realtà e profezia
sociale”, ricca di sottolineature molto importanti e impegnative per il futuro
del Forum.
E’ partito rimarcando “Il paradosso della famiglia in Italia”,
che motiva già di per sé la presenza e l’attività del Forum: “Il paradosso della famiglia nel nostro Paese
è che per un verso se ne rimarca l’importanza decisiva, a partire dalla stessa
Costituzione che attribuisce ad essa una posizione centrale come “società
naturale fondata sul matrimonio” (art. 29), e per un altro verso stenta una
vera e propria politica a favore della famiglia, intesa come nucleo intero,
come soggetto sociale”. L’azione del Forum traduce nel concreto la Dottrina
sociale della Chiesa, facendosi portatrice delle istanze della famiglia, a
cominciare dalla difesa della sua consistenza
antropologica in opposizione al “clima
culturale dominante, segnato da un esasperato individualismo”. “La famiglia è innanzitutto il luogo in cui
l’uomo, maschio e femmina, cioè due esseri simili e differenti in pari tempo,
sono chiamati a prendersi cura della loro reciproca differenza. Per sempre.”
Un interrogativo preoccupante: “Stiamo andando verso una società
facoltativa? Che non riconosce cioè la pertinenza antropologica della
relazione?”. Dalla perdita dell’etica dell’impegno reciproco si diffonde
una cultura che mina alla base la crescita delle nuove generazioni: “E i figli? Educati all’insegna del ‘vietato
vietare’ e della più completa idiosincrasia rispetto a qualsiasi regola, non
sono più autentici né più liberi, ma rischiano di diventare vittime dei
desideri senza fine”.
Una cultura da riscoprire, a
partire – per un cristiano – dalle radici profonde che si affondano
nell’immagine stessa di Dio, nella dimensione della comunione trinitaria: “La famiglia dimora dell’ umano e del divino”,
una cultura che la Chiesa ripropone con passione, non per volersi affermare
sulla società, ma spinta dal suo amore per l’umanità.
Il Cardinale ha ricordato
nell’ultima parte della riflessione i
principi-base della famiglia esposti nella Dottrina Sociale della Chiesa, a
partire dalla “Rerum Novarum”, dove
Leone XIII afferma l’anteriorità della
famiglia “società piccola, ma vera, e
anteriore a ogni civile società; perciò con diritti ed obbligazioni indipendenti
dallo Stato”.
Ne deriva di conseguenza la
difesa dei principi di sussidiarietà e di
solidarietà nella famiglia, così riassunta nel “Compendio”: “la società e lo
Stato non possono… né assorbire né sostituire o ridurre la dimensione sociale
della famiglia; piuttosto devono onorarla, riconoscerla, rispettarla e
promuoverla secondo il principio di sussidiarietà”.
La funzione del Forum è
essenziale agli occhi della Chiesa – ha concluso il presidente della CEI – nel
“far lievitare” il protagonismo della famiglia, già richiamato con estrema
precisione nel fondamentale passaggio della “Familiaris Consortio”: “Il
compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forme di
intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le
leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e
difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le
famiglie devono crescere nella coscienza di essere “protagoniste” della
cosiddetta “politica familiare” ed assumersi la responsabilità di trasformare
la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali che
si sono limitate ad osservare con indifferenza”.
A questo momento di riflessione
spirituale, vissuto dall’assemblea con una partecipazione intensa e in profonda
comunione, come testimoniato dagli interventi di quanti hanno voluto
espressamente ringraziare il Card. Bagnasco, ha fatto seguito nel pomeriggio la
riflessione operativa, condotta da Francesco Belletti, cercando di rispondere
alla domanda: “Come è cambiata la
situazione dopo quindici anni di Forum?” sulla base della lettura delle
risposte fornite dalle Associazioni e dai Forum regionali al questionario “Passato, presente, futuro per un rinnovo di
consapevolezza del Patto Associativo”.
Di fronte alla difficoltà
obiettiva di presentare in estrema sintesi un quadro complessivo delle
risposte, il direttore del CISF ha voluto evidenziare alcune parole chiave,
come spunto per una presa di coscienza collettiva ed un rilancio delle motivazioni
del “fare Forum”, già presenti del resto nel Patto Associativo, da riproporre
perciò alla riflessione.
Al primo posto la “centralità della cultura” (qualcuno
parla di “Forum-pensiero”), “da far crescere, alimentare e diffondere”:
è ancora la questione antropologica, che stata anche alla base della
riflessione della mattinata, come orientamento fondamentale.
Segue come diretta conseguenza
una profonda esigenza di “formazione”,
“intesa come strumento e modalità di
crescita e sviluppo interno ed esterno del Forum”, e insieme una grande
necessità di “comunicazione e visibilità”
per fare breccia in una realtà fortemente condizionata dalla scarsa attenzione
ed obiettività dei media in tema di famiglia. Certamente sono serviti allo
scopo i “grandi eventi”, dal Family
Day alla raccolta di firme Per un fisco a misura di famiglia, uno strumento sul
quale vi è un generale giudizio di importanza per il futuro del Forum.
Altre parole chiave: “responsabilità/autonomia” (il ruolo del
Forum nella comunità ecclesiale e il suo mandato nella società, la sua
posizione di necessaria equidistanza – pur nella chiarezza delle espressioni -
nei confronti del mondo politico), “rafforzare
la coesione interna” (una generale esigenza di aumentare le occasioni di
incontro e di reciproca conoscenza e condivisione), “trasparenza” (qualche voce critica si è distinta nel dibattito che
è seguito, segno comunque di un grande interesse per l’incisività dell’azione
del Forum, che può essere tanto maggiore quanto più favorisca la partecipazione
e la diffusione delle informazioni), “sussidiarietà,
anche operativa” (la necessità di dare spazio e sostegno alle motivazioni
delle diverse associazioni e alle iniziative sul territorio da parte dei Forum
regionali e locali, sempre alle presenze con difficoltà economiche), e infine “gratitudine”, un “grazie” – ha concluso Belletti – che “va ad un’esperienza condivisa, ad una storia di popolo, cui ciascuno di
noi ha contribuito con i propri talenti, la propria disponibilità, le proprie
possibilità… E i talenti di ciascuno di noi sono stati tanto più valorizzati
quanto più si sono incontrati con quelli di altri, in quelle relazioni di
collaborazione, di condivisione, di discussione, di conflitto che hanno fatto
la storia del Forum e che sempre la faranno…”. Una conclusione pienamente
condivisibile, piena di realismo e piena di speranza.
E’ in fondo il clima che si è
respirato nell’Assemblea della domenica mattina, presieduta da Tina Leonzi,
presidente del MOICA, dove si è sofferto certamente non per qualche intervento
anche polemico, ma solo per la tirannia del tempo, del poco tempo disponibile,
data anche la necessità di dare spazio ai bilanci delle attività svolte, ai
rendiconti ed ai preventivi economici, alla programmazione e ad altre
inevitabili formalità.
Dopo la relazione del presidente
Giovanni Giacobbe, centrata in particolare sull’udienza avuta dal Direttivo del
Forum con il Presidente della Repubblica in seguito alla consegna della
petizione sul fisco, sostenuta da più di un milione di firme, il
vice-presidente Paola Soave ha presentato le linee fondamentali dell’attività
del Forum nel 2009. Da segnalare in particolare la necessità di proseguire la
battaglia sul fisco (si propone al riguardo di dedicare la Giornata
internazionale della Famiglia del 15 maggio al tema del federalismo fiscale,
con iniziative a livello regionale), di mettere all’ordine del giorno il
problema della libertà scolastica (un Seminario nazionale sulla scuola è in
programma per il 20-21 febbraio) e di preparare l’Assemblea elettiva con il
rinnovo delle cariche sociali, fissata per il 4 luglio.
E’ stato quindi approvato il
bilancio preventivo 2009, presentato dal tesoriere Ettore Picchi e dal revisore
Franco Leone, cui è seguita la presentazione da parte di Ermes Rigon della domanda
di nuova adesione da parte della “Lega Consumatori”, approvata dal Direttivo e
dal Collegio di garanzia, votata poi all’unanimità dall’Assemblea.
Il vice-presidente Giuseppe
Barbaro ha relazionato sugli esiti della raccolta firme, sui successivi incontri
con esponenti del Governo e parlamentari amici, lanciando quindi la proposta di
inserire nella programmazione l’avvio della preparazione del Congresso Mondiale
della Famiglia che si svolgerà a Roma nel 2011.
Il direttore Marco Lora ha presentato infine una sintesi dell’attività svolta nell’ambito dei progetti finanziati dalla legge 383/2000; il progetto Family-Net terminerà il 30 aprile 2009, mentre nel frattempo sono stati presentati due nuovi progetti: “Contatto”, sull’immigrazione e la promozione di contatti con il mondo associativo specificamente interessato, e “Familiaris Data”, per l’attivazione di una banca dati giuridica sulle tematiche familiari, a partire dal materiale disponibile a livello nazionale e regionale.